Come prepararci

Vuoi fare esperienze?

Il poco che serve

La rete d'oro

Conosciamo il cuore di papa Francesco PDF Stampa E-mail
Scritto da Rosanna Muscarà   
Sabato 21 Giugno 2014 08:12

per la settimana 30 giugno - 4 luglio 2014

 

Carissimi,

è in arrivo la nostra settimana in cui conosceremo meglio il cuore di papa Francesco leggendo insieme l’ EVANGELII GAUDIUM, un documento in cui esprime la sua intenzione in modo molto chiaro:

“ invitare i fedeli cristiani a una nuova tappa evangelizzatrice

marcata dalla gioia e indicare vie per il cammino della Chiesa nei prossimi anni ”

Abbiamo messo a punto il programma di questi 5 giorni.

Ogni giorno:

9.30 – 12         l’ ispirazione del capitolo con particolare attenzione alla Parola di Dio

16.30 - 19       lettura e commento del capitolo

20.30 – 23       applicazione

Seguiremo questo ordine:

Lunedì 30 giugno – introduzione e capitolo 5

 

Martedì 1 luglio – capitolo 1

 

Mercoledì 2 luglio – capitolo 2

 

Giovedì 3 luglio – capitolo 3

 

Venerdì 4 luglio - capitolo 4

Può essere utile dare un’occhiata a questi testi prima di venire.

Ti aspettiamo con gioia,

La nostra comunità che sogna una nuova tappa di gioiosa evangelizzazione nella Chiesa.

NB.  Porta con te il testo dell ’ EVANGELII   GAUDIUM 

 
CONVEGNO 2014 PDF Stampa E-mail

Il Convegno 2014 si terrà a Roma il 14 - 15 - 16 novembre

Per prepararci al convegno dicci le tue idee e le tue esperienze su questi interrogativi:

A - che ne è oggi della energia nascosta della

buona notizia del Vangelo che dovrebbe colpire la coscienza di ogni persona?

B - fino a che punto e come il Vangelo

è in grado di trasformare veramente la persona di questo millennio?

C  - quali metodi bisogna seguire nel

proclamare il Vangelo affinchè la sua potenza possa raggiungere i suoi effetti?

DOMANDA DELLA SETTIMANA

(27 aprile - 4 maggio 2014 -  prima  settimana di maggio)

domanda nr 9:

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C - IMPORTANZA DELL' ESSENZIALE NELL' ANNUNCIARE GESÙ

La Bibbia ci parla di una storia di salvezza messa in atto dall'amore di Dio perché il suo amore potesse essere conosciuto e accolto da tutti. Oggi l'annuncio del Vangelo passa necessariamente attraverso una proposta ben centrata sull'essenziale, cioè su Gesù Cristo.

***Domanda nr 9*** – Quale posto dai alla guida dello Spirito Santo nel tuo essere cristiano nella tua famiglia o nei rapporti con le persone con cui vivi? Come, guidato dallo Spirito coinvolgeresti altre famiglie o altre persone in questo cammino?


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MESSAGGIO di PAPA FRANCESCO per la QUARESIMA 2014 PDF Stampa E-mail

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE
FRANCESCO
PER LA QUARESIMA 2014

Si è fatto povero per arricchirci con la sua povertà (cfr 2 Cor 8,9)

 

Cari fratelli e sorelle,

in occasione della Quaresima, vi offro alcune riflessioni, perché possano servire al cammino personale e comunitario di conversione. Prendo lo spunto dall’espressione di san Paolo: «Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà» (2 Cor8,9).  Che cosa dicono a noi, cristiani di oggi, queste parole di san Paolo? Che cosa dice oggi a noi l’invito alla povertà, a una vita povera in senso evangelico?

La grazia di Cristo

Anzitutto ci dicono qual è lo stile di Dio. Dio non si rivela con i mezzi della potenza e della ricchezza del mondo, ma con quelli della debolezza e della povertà: «Da ricco che era, si è fatto povero per voi…». Cristo, il Figlio eterno di Dio, uguale in potenza e gloria con il Padre, si è fatto povero; è sceso in mezzo a noi, si è fatto vicino ad ognuno di noi; si è spogliato, “svuotato”, per rendersi in tutto simile a noi (cfr Fil 2,7; Eb 4,15). È un grande mistero l’incarnazione di Dio! Ma la ragione di tutto questo è l’amore divino, un amore che è grazia, generosità, desiderio di prossimità, e non esita a donarsi e sacrificarsi per le creature amate. La carità, l’amore è condividere in tutto la sorte dell’amato. L’amore rende simili, crea uguaglianza, abbatte i muri e le distanze. E Dio ha fatto questo con noi. Gesù, infatti, «ha lavorato con mani d’uomo, ha pensato con intelligenza d’uomo, ha agito con volontà d’uomo, ha amato con cuore d’uomo. Nascendo da Maria Vergine, egli si è fatto veramente uno di noi, in tutto simile a noi fuorché nel peccato» (Conc. Ecum. Vat. II, Cost. past. Gaudium et spes, 22).

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CAMMINIAMO INSIEME ... PDF Stampa E-mail

Carissimi, tutti noi, con il dono dell’Avvento,
siamo chiamati a vivere alcuni atteggiamenti essenziali  della vita cristiana:

- l’attesa vigilante e gioiosa
- la speranza
- la conversione
Questa esperienza vogliamo viverla insieme nel  SEMINARIO del 29 e 30 novembre 2013.
Venerdì  29 novembre ore 19 veglia di preghiera
                                     ore 20.30 pausa
                                     ore 21.30 rispondiamo insieme
                                     alle 38 domande di papa Francesco
                                     sulla famiglia
                                     e sui problemi che la riguardano

Sabato 30 novembre ore 9.30  ● l’anno liturgico 
                                                           come cammino di formazione
                                                        ● l’anno liturgico A
                                                        ● il tempo di avvento
                                                        ● il tempo di Natale
                                                        ● le proposte della
                                                           Parola di Dio

Ricordati: l’anno liturgico è:
                Cristo e il suo mistero
                attuato nel tempo
                che oggi la chiesa celebra sacramentalmente
                                  come memoria
                                  come presenza
                                  come profezia

 

Ti aspettiamo con gioia

                                                                                       d. Carlo

 
GLI ESERCIZI SPIRITUALI CI STANNO GUIDANDO COSI'.... PDF Stampa E-mail

Carissimi,

è una gioia vedere come l’impegno nato nel  Convegno e proseguito poi nei laboratori sta

portando un frutto meraviglioso che ora sta  per essere sperimentato su larga scala anche se

sarebbe bello che ognuno lo usasse nel suo evangelizzare.

L’idea che è nata è quella del bruco e della farfalla.

Il bruco mangia la Parola per avere poi la forza di costruire il bozzolo e permettere la metamorfosi

che lo trasforma in farfalla.

Nel nostro caso è tutto ciò che ogni cristiano deve vivere per entrare in quel “nascere di nuovo”

che Gesù propone a Nicodemo.

La farfalla è il cristiano “nato di nuovo” che vola, affronta la vita, per portare ovunque

la buona notizia del Vangelo.

per riflettere meglio su ciò, trovi di seguito:
una storia ed il  LINK che ti permetterà
di veder un breve filmato

Per  mettere a fuoco questa esperienza e confrontarci  insieme APPUNTAMENTO

                          SABATO 23 novembre ore 9.30-12.30
 

 Ti aspettiamo.

                                                                                  X Centro Uepp

                                                                                         d. Carlo

 

Dal libro di DAN BUGIATTO "LIFE MATRIX BOOK" ti regaliamo un passo molto bello sul cambiamento:

 "COME IL BRUCO DIVENTA FARFALLA"

“Tutti nel percorso esistenziale sono, in determinati periodi, bruco e farfalla.

Il bruco è un tipo tranquillo. Striscia, mangia, dorme, ha la sua casetta al quarto piano del primo albero a sinistra della foresta.

La sua vita scorre più o meno uguale tutti i giorni e l’abitudine, e i rituali quotidiani, sono semplici ed acquisiti da tempo.

Un giorno, strisciando strisciando, incontra una farfalla. Rimane abbagliato dalla sua bellezza e dal fatto che, a differenza di lui, può volare.

Ma la farfalla questa volta non vola via e si ferma a parlare proprio con lui. Gli narra storie bellissime di voli leggeri, di luoghi spettacolari e

di una libertà, grazie al volo, che rende la sua vita intensa e passionale. Poi, però, ad un certo punto, aggiunge qualcosa di strano.

Gli spiega che anche lui un giorno, quando sarà pronto, si trasformerà in una bellissima farfalla che potrà vivere tutte queste esperienze.

Gli spiega che è  possibile lavorando nella creazione del bozzolo che consente di avviare la trasformazione, e molto altro di cui lui aveva sentito solo nelle leggende.

Si salutano ma il bruco rimane scosso soprattutto nell’aver scoperto che anche la farfalla appena incontrata era un bruco, come lui. Riprende la sua giornata ma

niente è come prima. L’incontro con la farfalla, le parole che ha sentito e la storia del bozzolo sono diventate un chiodo fisso.

Decide di andarci a fondo e si spinge, come alimentato da una forza invisibile, a fare qualche strisciata in più e a raggiungere una parte dell’albero che non aveva mai

visto. La vista che gli si schiude lo lascia senza fiato. Tanti bozzoli alcuni completi, altri schiusi insieme ad altri bruchi che, con attenzione, stanno lavorando alla

costruzione del magico contenitore trasformazionale. Forse era quello che intendeva la farfalla che aveva incontrato, forse adesso il bruco è pronto.

Si ferma e sceglie un posto e inizia spontaneamente a tessere il bozzolo. Gli viene naturale, è una bellissima esperienza costruirsi intorno questa piccola

casa accogliente. L’emozione è alta e, anche se all’inizio sta imparando e commette qualche errore, senza demordere, con costanza e determinazione,

procede in questa realizzazione. Il tempo passa e lui diventa sempre più bravo, addirittura lavora senza pensare a ciò che sta facendo. Siamo arrivati alla fine,

ultimi ritocchi e chiude il bozzolo completamente intorno a sé. Quindi si ferma ed aspetta, aspetta ed ancora aspetta. Chissà come sarà la sensazione della

crescita delle ali sulla schiena. E il colore delle ali? Quale disegno apparirà?

Ed intanto aspetta ma, invece di veder sbucare le ali, di sentire il brivido della trasformazione, si sente solo meno energico ed anzi, a volerla vedere nel globale,

gli sembra di stare male. E’ troppo tempo che non striscia ed in fondo le sue attività giornaliere gli mancano molto. La sua routine è stata interrotta.

Pensandoci bene, forse, può rimandare questa trasformazione e ritornare più avanti. Si muove, quindi, per uscire dal bozzolo ma qualcosa non funziona.

Il siero che ha prodotto si è solidificato e non riesce a forzare il guscio. Gli sembra di morire. Qui non si tratta solo di non fare più ciò che faceva prima,

si rende conto di aver lavorato così tanto su di un processo, da trovarsi in qualcosa che funziona ora autonomamente. Si dibatte, per ciò che ancora riesce,

dato che sta esaurendo le energie, sente che si sta spegnendo. Urla e maledice la farfalla che aveva incontrato. Lo aveva bidonato, una storia che

mancava di pezzi importanti quali il fatto, di non poco conto, che lui sarebbe morto. Maledetta farfalla. Questo è l’ultimo pensiero che lo accompagna

quando si sente mancare ed esala l’ultimo respiro come bruco cadendo nel buio dell’incoscienza, della morte.

Ma il bruco non sa che non è vera morte, non sa che si tratta dell’ultimo passaggio necessario prima del risveglio definitivo. Non lo sa e non lo saprà mai.

Almeno non in quella forma fisica.

Un filo di luce. Allora non sono morto, pensa il bruco. Anzi, sente di riprendere il controllo del corpo. Avverte una sensazione strana, quasi come se fosse diverso,

ma lo annota come un evidente segno del brutto momento che ha passato. Un colpo a destra e uno a sinistra e il bozzolo si schiude. Si ritrova in piedi

sul ramo e la meraviglia è grande, immensa. Rimane senza fiato perché, senza rendersene conto, ha spiccato il volo, è diventato una farfalla.

Che sensazione incredibile Librandosi in aria libero e felice lascia che gli spazi della memoria sovrappongano le nuove esperienze a quelle vecchie, che diventano

sempre più sfumature. Ne valeva la pena, quanto era stato stupido in quel bozzolo, la farfalla che aveva incontrato aveva proprio ragione. Ma il bruco non lo

saprà mai, perché da quel bozzolo non è mai più uscito.

Questa storia ti aiuta a ricordare che in un processo trasformazionale, quando la persona raggiunge lo stadio di “non sapere di sapere e di essere

inconsapevolmente capace” ha avviato la fase finale della trasformazione. Quello è un momento delicato perché “affinché qualcosa di nuovo possa nascere,

qualcosa di vecchio deve morire; quella parte che muore farà di tutto per non morire“. Il conflitto finale tra la parte die te “vecchia” che deve morire, e non

vuole farlo, e quella “nuova” che vuole nascere, diventa molto forte nella fase terminale. In un caso il vecchio ucciderà il nuovo e si tornerà nello stato precedente.

In questo caso la vita diventerà mille volte peggiore, perché la mente non sarà in grado di dimenticare che era arrivata alla porta dell’Eldorado. Nel caso in cui,

invece, il nuovo riesca ad uccidere il vecchio, sarà l’inizio di un nuovo periodo di vita che diventerà meraviglioso solo quando il nuovo avrà perdonato il vecchio

e lo avrà ringraziato per averlo portato sino a quel punto.”

E’ proprio così che avviene il cambiamento, ci vuole coraggio e determinazione nell’andare fino in fondo. Quando diventi farfalla e ti guardi indietro, hai la

capacità di sorridere comprendendo che bisogna fare spazio per far entrare il nuovo ed “affinché qualcosa di nuovo possa nascere, qualcosa di vecchio deve morire“!

http://www.youtube.com/watch?v=jjOmiLerT7o

 
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