Apocalisse – Capitolo 1

Apocalisse – Capitolo 1

 

30-10-2017

Da Paola

 

APOCALISSE

 

Saluto di Paola

 

Benvenuti a tutti. Abbiamo cominciato quindici anni fa con l’Apocalisse e non finiamo quest’anno, anzi, chiediamo al Signore di andare avanti negli anni seguenti. Voglio ringraziare il Signore perché ci ha concesso tanta vita in cui stare insieme e camminare in Lui seguendo le letture e la sua Parola. La preghiera che faccio per tutti noi parte dal Vangelo di oggi che presenta la donna che cammina piegata, quindi si guarda i piedi, guarda per terra. Il Signore ci chiama ad alzare lo sguardo, ad avere la vita piena, abbondante, un rapporto felice con il Padre. Non ci promette una vita facile, lo sappiamo, ma ci promette una vita felice, piena. Allora che tutto quello che riceveremo quest’anno serva a darci la pienezza di vita che il Padre vuole per ognuno di noi. Questo è l’augurio che mi faccio e vi faccio.

 

 

Don Carlo

 

Nella storia ci sono stati due modi di leggere l’Apocalisse.

Dal mille in poi la lettura di questo libro era in chiave apocalittica perché con il millenarismo e l’idea della fine del mondo, aveva preso il sopravvento questo tipo di lettura che non è quella che i Padri facevano perché questo libro, nel Nuovo Testamento, è l’unico libro profetico, e non apocalittico.

E’ importante che ci rendiamo conto di questo perché la chiave di lettura ti dà poi la possibilità di entrare nel testo in un modo totalmente diverso. Allora l’interrogativo da cui dobbiamo partire questa sera è:

-che senso ha nel Nuovo Testamento un libro profetico dal momento che i profeti parlavano della venuta di Gesù e tutte le promesse si sono avverate in Gesù? Che profezia ci può essere dopo la venuta di Gesù se è vero, come dice la scrittura, che in Cristo tutte le promesse di Dio hanno preso una realizzazione piena?

Questa è la chiave forte per entrare nella lettura di questo libro, se vogliamo riprendere la lettura dei Padri e non quella a cui ci eravamo abituati in questi ultimi secoli. Non siamo di fronte a un libro apocalittico (anche se si chiama Apocalisse) ma siamo di fronte a un libro profetico.

Ripeto, l’interrogativo fondamentale è questo:

 

 Ci può essere profezia dopo la venuta di Gesù?

 

La profezia era sempre un parlare, in nome di Dio del Messia che doveva venire, che si attendeva, del Messia che doveva portare a compimento tutte le promesse di Dio, che ne dite?

Risposte varie, poi Don Carlo

La visione che avevano i profeti dell’antico testamento era una visione della storia che camminava per arrivare ad un incontro. Nella Bibbia la storia non è un ripetersi di avvenimenti come tante filosofie sostenevano, ma è questo camminare verso il Signore che viene. Questa era tutta la prospettiva dei profeti, ricordate Isaia, Geremia ecc.

 

                                      Ora il Signore è venuto in Gesù Cristo e allora qual è la profezia?

                         Non è nient’altro che il prendere coscienza che il tempo, con Cristo, è finito.

 

Ecco perché nel libro dell’Apocalisse, se lo leggiamo sotto l’ottica profetica, noi troviamo un tempo che finisce e finendo il tempo siamo di fronte ad una realtà escatologica, una realtà apocalittica.

 

C’è un incontro che mette fine alla storia, questo è il punto forte del libro dell’Apocalisse:

l’incontro con Cristo mette fine alla storia, e quando tu incontri Cristo sei già nell’eterno, sei già fuori dalla storia.

 

Il fatto che si sia cominciato a contare il tempo come prima di Cristo e dopo Cristo è entrato nella nostra cultura, proprio perché, nella visione cristiana, con la venuta di Cristo finisce il tempo delle promesse e inizia il tempo dell’eterno. Ecco perché nel libro dell’Apocalisse (N.T.) abbiamo sempre una profezia che ti dice “attenzione! Sei arrivato o stai arrivando a questo incontro” perché tutte le genti devono arrivare ad incontrare il Cristo (ricordate i testi fantastici dell’apostolo Paolo in cui il Cristo deve diventare il punto di riferimento perché è in Lui che si crea l’umanità nuova) e dall’incontro con Cristo finisce il tempo e comincia la tua vita nell’eterno. Per questo c’è PROFEZIA e APOCALISSE e FINE che camminano insieme. Questa è la visione che il libro dell’Apocalisse ci sta portando. Se noi entriamo in questa visione dovremmo leggere in ogni capitolo la profezia che dice l’avvenimento che si è compiuto in Cristo perché tu ne prenda coscienza e sia portato dentro questa realtà. Ma dall’altra parte anche l’esperienza di un tempo che finisce, di una vita che finisce perché comincia il tuo vivere nell’eterno, lì troveremo tutte le lotte che avvengono. L’Apocalisse è un libro profetico che porta questi aspetti apocalittici nel senso che quando incontri Cristo finisce una realtà e ne comincia un’altra.

 

Un esempio che forse ci illumina. Quando una ragazza cerca l’amore, e trova l’uomo della sua vita, cosa succede? Nella sua vita finisce un tempo e comincia un’esperienza nuova in cui non sei più tu e basta, ma sei tu, lui, e la famiglia che realizzerai. Entri in un’esperienza totalmente diversa, per cui incontrando la persona della tua vita, finisce un’epoca e ne inizia un’altra.

 

Questo è quello che avviene per i cristiani con il libro dell’Apocalisse: prendere coscienza che quando incontri Cristo finisce il tuo tempo di ricerca, di storia, di cammino verso la liberazione, e di tutte le promesse che erano state fatte dai profeti…e comincia la tua vita in Dio. Non sei più il popolo ebraico che prende la legge di Dio… cerca di osservarla… non ci riesce… l’alleanza che va e che viene… no, è l’impatto che trasforma. Ecco perché il Kerigma cioè l’Annuncio di Cristo diventa fondamentale nella vita del cristiano, perché nel momento in cui conosci Cristo e lo accogli nella tua vita finisce il tuo tempo umano e comincia la tua vita in Dio, in modo pieno, definitivo.

 

E’ vero che la teologia ha inventato il già…ma non ancora…per dire che questa realtà la viviamo nel tempo e nello spazio, ma il vivere nel tempo e nello spazio è una fase della nostra vita perché già la viviamo in Dio, siamo pienamente in Lui e la nostra vita è completa in Lui, anche se poi abbiamo le nostre frange, le nostre difficoltà, i nostri limiti, i nostri problemi. Con Cristo, e con l’incontro con Cristo, siamo già fuori dal tempo, siamo già in Dio. Il tempo finisce con Cristo.

Voglio leggervi alcuni passaggi che fanno i Padri della Chiesa per renderci conto di questo.

 

Cristo compie la storia e il tempo e inizia una nuova esperienza fuori dal tempo perché Cristo è la Parola e la proposta che interpella e la grande affermazione dei Padri è che Cristo, e quindi l’esperienza nuova in cui noi entriamo, non è più una storia, ma un’esperienza sacramentale. Vi ricordate quando Filippo chiede a Gesù “Facci vedere il Padre” e Gesù risponde: “Filippo, chi vede me vede il Padre” perché l’incontro con Cristo è un incontro sacramentale, perché quello che si doveva compiere, in lui si compie pienamente. Il Padre tu lo incontri incontrando Cristo. E questo, dicono i Padri, è quello che avviene ogni volta che noi ci avviciniamo a Cristo e ci fondiamo con lui. Ecco perché l’apocalisse che è profezia, è anche Apocalisse cioè Parola che mentre annuncia opera la fine di tutto nella presenza di Dio.

Apocalisse non è ciò che dovrà avvenire nel mondo, ma ciò che avviene nel tuo incontro con Cristo, in lui muori e in lui ricevi vita. E’ il sacramento: muori e vivi.

Il tempo oggi esiste solo perché Cristo sia conosciuto da tutti e quando si incontra Cristo finisce la storia-

Questa è la grande esperienza dei Padri, è l’esperienza sacramentale: in Lui c’è la fine del tempo e la pienezza della vita.

 

Credo che questa introduzione sia stata importante per noi per avere la chiave di lettura

 

 

LETTURA CAP.1 vv 1-8

 

Per ogni brano che leggeremo chiediamoci:

1-Qual è la profezia in questo brano?

2-Qual è l’apocalisse cioè che cosa finisce di fronte a quella profezia?

 

Risposte varie poi Don Carlo

Guardiamo bene, c’è la descrizione iniziale, c’è la beatitudine che viene data a quelli che ascoltano la profezia e ne tengono conto perché si avvicina il tempo in cui tutte queste cose si avvereranno.

 

v.4-8 c’è una storia che viene sottolineata, ma dove si realizza lo sta per venire?

La profezia qui sta nel fatto che il Signore colui che è, che era e che viene, in Gesù diventa il principio e la fine di tutte le cose. Come viene presentato Gesù? Cosa fa di Gesù il principio e la fine di tutte le cose, colui che pone fine alla storia di un Dio che era, che è e che sta per venire? Guardiamo i passaggi:

-fu lui il primo a resuscitare dalla morte per non morire mai più

-lui che è il più grande di tutti i re della terra

-Gesù Cristo che ci ama e ci ha liberato dai nostri peccati sacrificando la sua vita per noi (vedete l’esperienza nuova in cui entriamo)

-Egli ci ha riuniti nel suo Regno e ci ha eletti Sacerdoti di Dio suo Padre

In Gesù, con la sua morte, il suo amore, la sua liberazione dai nostri peccati cosa avviene?

Che siamo il Regno, siamo sacerdoti (di chi?) non più di Dio, ma del Padre.

Cambia completamente: prima c’era il sacerdozio di Dio. Con Cristo c’è il sacerdozio del Padre, cioè siamo figli del Padre che entrano in un rapporto previlegiato con lui. Questa è la profezia.

 

E’ la prima grande affermazione: ricordati che in Cristo c’è il principio e la fine di tutte le cose Questo è avvenuto grazie a ciò che lui ha fatto e al fatto che noi siamo insieme come sacerdoti del Padre. Cambia completamente la visuale della storia, la visuale del mondo, cambia la nostra vita.

E’ una profezia che porta una certezza: guarda che in Cristo è avvenuto l’inizio e la fine di tutte le cose, quindi non cercare altro, non andare oltre, non farti fantasie, lì è la tua vita, la tua pienezza,

Ogni volta che tu metti a fuoco questa profezia, la sperimenti, la vivi per te e l’annunci agli altri entri nella beatitudine (v. 3)

 

Dicevamo che sono insieme profezia e apocalisse. Cos’è che con la venuta di Cristo deve finire?

v.7-Finisce, l’attesa, il peccato finisce l’orgoglio del mondo, l’orgoglio dell’egoismo, l’orgoglio del male. La grande lotta che troveremo nel libro dell’Apocalisse è questa (ricordate il drago) .Quello che finisce con Cristo è la forza del male. Certo noi sperimentiamo una vita totalmente diversa che ci porta a chiederci “E’ finita o non è finita?”

Giovanni qui parte molto lentamente e dice, prima mettiamo i punti fermi, poi cominciamo a leggere in quello che succede nel mondo, nella vita, se è vero che Gesù è davvero il principio e la fine, se con lui è finita l’attesa, il peccato, l’orgoglio, il male.

Sapete che nella visione della Bibbia i popoli erano quelli che erano fuori dal popolo eletto, coloro che non avevano l’esperienza di Dio e quindi vivevano con le loro leggi, con il loro orgoglio. Quello che succede con Cristo è che mentre da una parte si costruisce questa pienezza di vita, dall’altra parte finisce il peccato, l’attesa, il male, finisce tutto ciò che è contrario alla presenza e all’amore di Dio. Poi vedremo che la fine non avviene in un batter d’occhio. Cristo è il principio del Regno, di questa realtà nuova e la fine del tempo e di tutte le cose che hanno appesantito il tempo fino a qui. Sembra teoria ma poi vedrete andando avanti che diventa esperienza molto forte.

 

 

 

LETTURA CAP. 1 vv. 9-20

 

Qual è la profezia che viene presentata in questo brano?

 

Risposte varie poi Don Carlo

 

Cristo che abbiamo visto prima e di cui abbiamo parlato è in mezzo ai candelabri.(i candelabri sono la comunità)E’ questa la grande profezia: Cristo è quell’uomo presente nelle chiese. Non è l’uomo che ti inventi, quello di cui hai sentito parlare, è quel Cristo che vive lì, nelle comunità dei credenti.

Le stelle sono i responsabili delle chiese, i sette candelabri sono le chiese stesse.

Dov’è questa persona che parla? Mi voltai per vedere chi parlava, vidi dietro di me sette candelabri d’oro. In mezzo ai candelabri c’era…Sta venendo fuori quello che poi la teologia ha trasformato e che il Concilio ha chiarito ,Cristo è il Sacramento del Padre e la comunità dei credenti è il Sacramento di Cristo.

Tutta la comunità è sacramento come tutta la vita di Cristo è sacramento del Padre, tutta la vita di una comunità, anche il nostro stare insieme qui stasera cercando di capire la Parola di Dio è sacramento, è presenza di Dio fra noi.

 

Il Concilio e il Catechismo della Chiesa Cattolica dicono poi che all’interno di questa comunità ci sono momenti speciali che sono i Sacramenti dell’iniziazione (Battesimo-Cresima-Eucarestia) del perdono (Riconciliazione-Unzione degli infermi) e della missione (Ordine-Matrimonio).

 

Questa è la visione che il libro dell’Apocalisse ci sta portando. Cristo è Sacramento del Padre, le comunità cristiane che accolgono Cristo e vivono in lui sono il Sacramento di Cristo per cui quell’espressione che abbiamo sentito “Io sono il principio e la fine di tutte le cose” questo Cristo che porta a compimento la storia dove sta? Sta in mezzo alle comunità cristiane che hanno delle caratteristiche ben precise. Quali caratteristiche?

 

v.13 la tunica= ricorda la veste bianca del Battesimo, quindi aver accolto Cristo nella propria vita

v.14 capelli bianchi= sapienza che viene dallo Spirito Santo= occhi penetranti come lingue di fuoco

v.15 piedi come bronzo e voce che risuonava= comunità in uscita, che cammina, non è ferma, stagnante

  1. 16 nella mano 7stelle (stelle=responsabili )cioè comunità organizzate gerarchicamente, che hanno un punto di riferimento, ma la loro forza non sta nella stella (nel responsabile della comunità) ma nella Parola di Dio che esce continuamente dalla bocca come spada affilata a doppio taglio ed è la Parola portata agli altri

A questo punto il viso splende come il sole in tutta la sua potenza.

 

Cosa finisce? Cosa deve morire?

Deve morire, sparire la paura perché stai incontrando Colui che ha vinto, questa è una caratteristica del cristiano l’avere la libertà, la capacita di guardare in faccia la vita perché non ha senso la paura per una persona che ha incontrato Cristo e che vive in Cristo.

  1. 17-18 non più paura perché ormai tu sei sacerdote di Dio Padre, sei in un rapporto straordinario.

 

 

APPLICA ALLA TUA VITA. Quali suggerimenti ci dà questo capitolo per poter essere in Dio e vivere pienamente in Dio, cosa ci dice questo libro sia sotto l’aspetto profetico che sotto quello apocalittico?

 

La proposta forte a livello profetico che ci viene da questo primo capitolo è proprio chiarire per noi, per le persone a cui vogliamo bene la centralità di Cristo e l’importanza di Cristo nella nostra vita spirituale,  perché se riusciamo a metterlo al centro poi riusciamo ad arrivare a questa pienezza di vita.

Riscoprire Cristo e annunciare Cristo è far capire che la nostra fede non è andare in chiesa, non è comportarci in un certo modo, ma è incontrare una persona e stabilire un rapporto vivo, forte con lei, credo che lì si compie la tua vita. Questo per me è il messaggio grande che questa sera ci viene. Lì c’è la pienezza di vita. Finisce la storia come tempo e comincia la tua storia con Dio, la tua dignità di figlio di Dio.

 

La seconda applicazione che riguarda più l’aspetto apocalittico

Dobbiamo sempre di più prendere coscienza che il peccato è stato vinto. Abbiamo ancora la mania di sentirci appesantiti dalle nostre debolezze. Non riusciamo a portare nella nostra vita la leggerezza della confessione, della respirazione spirituale per dire ”ho sbagliato, però io metto il mio errore nelle tue mani” Invece noi portiamo sempre il peso di quello che abbiamo fatto. Non c’è verso, ormai lo hai fatto, il problema ora è cominciare a pregare, per saper vincere l’egoismo che c’è in me. Finisce il dominio del peccato e il peso del peccato.  L’altra applicazione che vedo per me è non aver paura, perché abbiamo con noi e in noi colui che è il

Primo e l’Ultimo il Vivente. Dice Paolo Se Lui è con noi chi sarà contro di noi?

 

 

PREGHIERA DI LEEANN

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: