Apocalisse – capitoli 4 e 5

Apocalisse – capitoli 4 e 5

Da Paola

 

29-01-2018

 

Saluto di Paola, poi

 

Don Carlo

 

Questa sera entriamo nella seconda grande esperienza profetica dell’Apocalisse.  Abbiamo detto che non è un libro escatologico ma è profetico, cioè un libro che ci vuole aprire gli occhi su Dio per farci percepire quanto Dio è presente nella storia e nella vita. Dicevamo, sin dall’inizio di questa lettura, che è l’unico libro profetico del Nuovo Testamento perché ci dice come Cristo risorto è presente e continua  ad operare.

Nelle prime pagine ci siamo resi conto di come Cristo è presente nelle Chiese (“mi voltai e vidi…”cap.1) per purificarle e rilanciarle.

Con i capitoli 4 e 5 andiamo in un’altra visione del Cristo risorto e di questa storia di salvezza che solo Cristo ha portato a noi.

 

LETTURA DEI CAPITOLI 4 E .5

 

Siamo nella seconda grande scena di questo libro profetico.

Mentre nella prima dice “mi voltai e vidi…”,quindi era una scena sulla terra, qui al versetto 1 dice  “guardai e vidi una porta aperta nel cielo” perché  Cristo, il risorto, ci ha messo in comunicazione con il cielo, ha riconciliato la terra con il cielo.

Fa quindi parte della nostra storia di discepoli di Gesù non solo l’appartenere ad una comunità che cerca di fare del suo meglio, mentre viene continuamente purificata dalla presenza di Cristo che, con la sua Parola, mette il dito nelle tue debolezze perché tu possa essere davvero testimone di Lui e della sua resurrezione.

Cristo il risorto ci dà la possibilità di penetrare nel cielo e di renderci conto che la salvezza non è solo opera sua, di un uomo, ma è l’opera stessa di Dio.

Ecco perché una porta aperta nel cielo e la voce che avevo udito prima mi disse “Sali quassù e ti mostrerò le cose che accadranno in futuro cioè prendi visione di cos’ è l’opera della salvezza. Non è solo far parte di una comunità cristiana dove più o meno ci si vuole bene, dove si cerca di fare qualcosa o di dare il meglio di sé, no, no

 

                        Cristo il risorto ci porta nel cielo perché è lì dove si compie l’opera della salvezza.

 

Vedremo poi che questa pagina tornerà alla fine dell’Apocalisse con alcune sfumature diverse, è sempre l’opera di Dio che si compie con la resurrezione di Cristo.

 

v.2 Per entrare nel cielo, in questa visione, non possiamo andare solo con le nostre forze: all’istante lo Spirito si impadronì di me..

                                          Se vogliamo entrare nel cielo e conoscere questa storia

  

                                       della salvezza, dobbiamo lasciarci portare dallo Spirito.

 

Come si fa a capire se lo Spirito ci guida?

Nella tradizione della Chiesa chi ci ha guidato e chi ha fatto per noi quest’opera dello Spirito sono i Padri della Chiesa, cioè quei personaggi che si sono nutriti della parola di Dio e che si sono lasciati guidare dallo Spirito e sono riusciti a dare un significato a tutta questa simbologia, un significato che è credibile proprio perché loro vivono in quel tempo, non sono lontani da quelle situazioni come siamo noi. I primi Padri della Chiesa sono coloro che sono nati con l’insegnamento degli apostoli e hanno vissuto questa esperienza fermandosi sulla loro parola. Sono loro che noi vogliamo ascoltare questa sera.

Allora: c’è una porta aperta nel cielo, c’è un invito a salire lassù per conoscere la storia della salvezza nella sua pienezza, non solo nel passato ma anche in quello che accadrà “Sali quassù e ti mostrerò le cose che accadranno in futuro! E’ quindi il Cristo risorto che continua la sua opera nel mondo, però c’è bisogno dello Spirito. A questo punto ci chiediamo:

 

che cosa si vede nel cielo quando si è guidati dallo Spirito?

 

Cosa vediamo in questi due capitoli che riguarda la storia della salvezza?

Perché la storia della salvezza non è finita con Cristo continua anche dopo di Lui.

 

Risposte varie poi Don Carlo

 

Ci sono tanti elementi: il primo è questo:

 

  1. 2 C’era un trono nel cielo e sul trono c’era qualcuno seduto. I Padri della Chiesa sottolineano che quando entri in cielo trovi un Dio che non è un’entità astratta, ma è una persona

(c’è un trono con un tizio seduto sopra). Questo è importante per la nostra fede perché la fede cristiana non è una religione che inventa Dio,          

 

                                                            DIO È UNA PERSONA          

 

poi sarà Gesù che, quando aprirà la pergamena, ci dirà che questa persona è il Dio Padre, il Dio creatore colui che ci ha dato la vita .

 

  1. 3 Questa persona, seduta sul trono, come si presenta? C’è un simbolismo straordinario! C’è luce, splendore, c’è un arcobaleno che nella Bibbia è il segno dell’alleanza… quindi

 

vedi un Dio che non è un giustiziere, ma una persona sul trono circondata da questo desiderio grande di fare alleanza con l’umanità. Non vuole starsene per conto suo, è il Dio dell’alleanza, il Dio che si rivela, il Dio che fa un patto e poi, lo dirà Gesù nell’ultima Cena, la nuova ed eterna alleanza sarà nel sangue di Cristo.

Guardate che cosa troviamo in cielo! A volte qualcuno dice: ”chissà come è fatto il Paradiso?” Trovi una persona che muore dal desiderio di essere in alleanza con te… di fare un patto con te… di camminare insieme con te. E’ meraviglioso! Non troviamo un’entità che non si sa chi sia, troviamo una persona , sul trono perché è Dio, ma che è circondata da questo desiderio di essere in alleanza con noi.

 

  1. 4 Cosa troviamo intorno a questo trono? Altri ventiquattro troni sui quali sedevano ventiquattro anziani, tutti vestiti di bianco…che sono le dodici tribù e i dodici apostoli, sono il Vecchio e il Nuovo testamento che si mettono insieme perché la storia della salvezza percorre tutto questo arco. Non c’è solo il prima, c’è anche il dopo. Questi anziani sono su troni perché tutti hanno ricevuto la stessa dignità di Dio.

 

  1. 5 Dal trono cosa si sprigiona?

Anche qui c’è il vecchio e il nuovo. Lampi, voci e tuoni e davanti al trono ardevano sette lampade che rappresentano i sette spiriti di Dio e di fronte c’era come un mare trasparente, che sembrava di cristallo.

Allora abbiamo le dodici tribù e i dodici apostoli e poi Dio che si rivela con lampi e tuoni nell’Antico T. e Dio che si rivela con lo Spirito nel Nuovo T.

 

 

Cosa sono i sette Spiriti di Dio? In tutta la tradizione cristiana sono i sette doni dello Spirito che sono. consiglio-fortezza-intelletto-pietà-sapienza-scienza-timor di Dio.

Consiglio è lo Spirito che ci aiuta a scoprire il progetto d’amore che Dio ha su di noi e ci indica anche la strada per realizzarlo.

Fortezza perché per entrare nel progetto di Dio ci vuole coraggio, costanza e tenacia.

Intelletto che è la forza dello Spirito che ti permette di arrivare nel cuore delle cose quindi dentro le cose, dentro le persone, non starne al di fuori. Ricordate Dio guarda il cuore non le apparenze.

Pietà la famosa pietas romana, cioè lo Spirito che ti porta a credere che Dio ti è Padre. Ricordate la Lettera ai Romani cap. 8 Voi non avete ricevuto in dono uno Spirito che vi rende schiavi…ma lo Spirito di Dio che ci ha fatto diventare veri e propri figli di Dio…che lo chiamano Abbà, Padre…

Sapienza è lo Spirito che ti dà il gusto di conoscere il creato e il creatore.

Scienza che nella Bibbia è la conoscenza che nasce dall’amore

Timor di Dio è la forza dello Spirito che ti fa prendere coscienza della grandezza di Dio.

 

Vedete quindi come l’Antico e il Nuovo Testamento si mettono insieme su 24 troni e poi la storia della salvezza avviene sia con lampi. tuoni, castighi, ma anche attraverso questa azione dello Spirito: consiglio, fortezza, intelletto ecc..

Il bello è che questa storia della salvezza, in cui ci sono lampi e tuoni ma anche l’azione dello Spirito, che cosa realizza? Leggiamo, di fronte cosa c’è? Attenzione, c’è un mare trasparente. Un monaco di Camaldoli che ha studiato i colori dell’Apocalisse mi ha fatto un calice di terracotta con quei colori scuri perché in questo libro il mare è oscuro essendo il luogo dove abita il Leviatan, il Male. Il monaco in questo colore scuro ha messo il rosso del sangue di Cristo e quel mare è diventato un’acqua abitabile.

Qui ti dice che Dio con questo suo manifestarsi sia nel Vecchio T. che, con lo Spirito, nel Nuovo, ha trasformato il mare che era il luogo del Male, in un mare trasparente, in un mare vivibile.

E’ la storia della salvezza, ed è bellissima perché questo manifestarsi di Dio con la voce forte,(V.T.) e con lo Spirito (N.T.) vedete che cosa fa.

Però la storia della salvezza non finisce qua: ai quattro lati del trono troviamo quattro creature viventi. Chi sono? Sapete che nella tradizione cattolica si sono sempre visti i quattro evangelisti e i Padri della Chiesa dicono:

MATTEO è rappresentato come un uomo alato perché inizia il suo Vangelo con la genealogia umana di Cristo.

MARCO è rappresentato dal leone perché il suo Vangelo comincia con Giovanni Battista che è attorniato da bestie selvatiche.

LUCA è rappresentato come il bue o il toro perché il suo Vangelo comincia con Zaccaria nel tempio dove si sacrificano gli animali.

GIOVANNI è rappresentato dall’aquila l’unico uccello che può fissare il sole perché inizia il suo Vangelo con la contemplazione di Dio. In principio era il Logos…

 

Allora vedete cosa troviamo nel cielo: c’è un trono con una persona e l’arcobaleno, perché questa persona vuole fare alleanza con l’umanità. Altri 24 troni Vecchio e Nuovo Testamento insieme, tribù e apostoli. Dal trono si sprigiona questa forza che si manifesta con lampi, voci e tuoni, ma anche le 7 lampade che rappresentano i sette Spiriti di Dio e abbiamo poi il mondo che si trasforma: il luogo del male diventa un mare trasparente che sembra di cristallo.

E’ tutta lì la storia della salvezza?

No , perché ci sono ai quattro lati quattro creature viventi che hanno sei ali tutte coperte di occhi dentro e fuori

Sono viventi perché il Vangelo continua ancora la sua opera sulla terra.

Hanno sei ali perché la Parola di Dio deve correre, non può stare ferma. Fino a che c’è un’umanità vivente, il compito del Vangelo è quello di andare in tutto il mondo “Andate in tutto il mondo…”

Hanno occhi dappertutto per vedere tutte le situazioni.

Giorno dopo giorno, notte dopo notte, le 4 creature continuavano a ripetere .”Santo, Santo è il Signore…” perché anche questo è il compito del Vangelo: rendere presente questo Dio.

 

Queste quattro creature viventi giorno dopo giorno hanno un unico obiettivo: rendere grande e presente il Signore, colui che era, che è, e che verrà, tanto è vero che i primi cristiani avevano il canto

Maranatha, Vieni Signore Gesù, perché la loro vita era in attesa del manifestarsi di Dio. La storia della salvezza è in atto, non è finita, continua attraverso questi quattro esseri viventi. E’ il Vangelo che viene annunciato, che viene portato, che cammina nel mondo. Ed è bello perché

 

  1. 9 quanto più questo Vangelo va avanti e raggiunge il suo scopo, tanto più i vecchi sui troni (le tribù e gli apostoli) si rallegrano e anche loro tolgono le loro corone e riconoscono la grandezza di Dio. Quanto più il Vangelo va avanti, tanto più c’è gloria in cielo. In cielo si vive la storia della salvezza.

 

Cap. 5

 

Nella storia della salvezza non ci sono solo questi elementi che sono fondamentali. C’è un libro scritto che racconta i problemi, le difficoltà di questa storia.

Vv 1- 4 Poi vidi nella destra di colui che sedeva sul trono una pergamena arrotolata…. La storia della salvezza nel Cap.4 ha questi punti di riferimento chiari, ma c’è tutto un racconto dentro questa pergamena che nessuno riesce ad aprire, nessuno riesce a raccontare

  1. 5 La pergamena può essere aperta solo da Cristo perché ha vinto la sua battaglia e si è dimostrato degno di togliere i sette sigilli e di aprire la pergamena… Nessuno conosce il Padre se non il Figlio, e nessuno conosce il Figlio se non il Padre… Questa pergamena contiene tutto quello che accade nella nostra vita perché quel mare che è il luogo del Leviatan, si possa trasformare in un mare abitabile, perché il Vangelo continui a correre e a camminare nel mondo. C’è tutta una storia da conoscere, però solo Gesù può farcela conoscere.
  2. 6 Guardai…e allora…vidi un Agnello in piedi… Non lo aveva visto, prima aveva avuto solo la visione generale ora vede L’Agnello che porta ancora i segni del sacrificio. L’Agnello è colui che ha tutti i doni dello Spirito consiglio, fortezza ecc. L’Agnello, e quindi Cristo, non è soltanto quello che ha dato la vita, ma è anche quello che è pieno dello Spirito di Dio. Vedete anche come, adagio adagio, in questa visione del cielo, stanno venendo fuori le tre persone della Trinità; il trono con una persona seduta, ora stiamo conoscendo l’Agnello e c’è questo Spirito continuamente presente sia che esca dalla bocca di Dio quando Dio parla, sia perché è pienamente presente nell’Agnello. Aveva sette corna e sette occhi…quindi questo Spirito che è in Cristo va insieme all’annuncio del Vangelo. I quattro esseri viventi e lo Spirito di Cristo partono e vanno, non è fermo lo Spirito in questo Agnello, sono stati mandati i ogni parte del mondo.

 

La Parola di Dio di ieri ci ha detto con molta chiarezza che noi siamo profeti. Il Concilio aveva detto che noi quando accogliamo Gesù siamo sacerdoti, re, e profeti. Ieri avete visto con quale chiarezza questo si è messo in risalto in ciò che diceva la prima lettura (Dt. 18, 15-20) “Io sceglierò in mezzo a voi, manderò a voi, tra i vostri figli un profeta”, cioè qualcuno che vi prenderà per mano e vi accompagnerà e poi abbiamo visto le tre caratteristiche del profeta leggendo le letture.

 

Ma quando il Vangelo, che porta la grandezza di Dio e il sacrificio dell’Agnello immolato, corre, arriva anche la potenza e la meraviglia dello Spirito che abita in noi. E’ stato mandato in ogni parte del mondo quello Spirito che è in Cristo e che ha portato Cristo a dare la sua vita.

v.7- ss L’agnello avanza, prende la pergamena dalla destra di Dio. Mentre la prendeva le quattro creature viventi e i ventiquattro anziani si prostrarono davanti all’Agnello. La gloria passa da quello che è sul trono all’Agnello perché Gesù, con la sua morte e resurrezione, diventa IL SIGNORE e ha la stessa adorazione che ha il Padre, non è uno qualsiasi, è il Signore. Gli evangelisti, i dodici delle tribù, i dodici apostoli si prostrano davanti all’Agnello. Guardate la differenza tra il prima e ora. Quando si prostravano davanti al trono di Dio buttavano le corone, cioè riconoscevano. Quando si prostrano davanti all’Agnello c’è un altro tipo di adorazione: cominciano a cantare e suonare: ognuno di loro aveva un’arpa e una coppa d’oro… Quando noi facciamo Signore Cristo, l’adorazione diventa tutta un’altra cosa, è una musica, un canto, un suono e diventa anche un mettere nelle sue mani una coppa d’oro piena di profumi che sono le preghiere degli uomini di Dio.

E’ Lui, Gesù, che prende le nostre preghiere, ecco perché preghiamo nel nome di Gesù, perché adorare Gesù farlo diventare Signore significa non solo cantare, ma anche mettere nelle sue mani una coppa d’oro, piena di profumi che sono le preghiere degli uomini di Dio.

 

Quale canto di adorazione viene fatto? (notate la differenza)

 

Alla fine del capitolo 4 c’è il canto di adorazione a Dio

Cap.4, 11 “Signore, nostro Dio, tu sei degno di ricevere la gloria, l’onore e la potenza, perché sei tu che hai creato tutte le cose. Ed è per la tua volontà che esse esistono e furono create.”

 

Poi viene l’adorazione  a Gesù:  Il Signore

 

e Cap. 5,9-10 “Tu sei degno di prendere la pergamena, di rompere i suoi sigilli e di aprirla, perché sei stato immolato e, con la tua morte, hai riscattato, per darli a Dio, uomini di ogni razza, lingua, popolo e nazione. Tu ne hai fatto il Regno di Dio, i suoi sacerdoti; ed essi regneranno sulla terra”.

 

Vedete la storia della salvezza dove porta: non è più Dio il creatore, il Signore, perché con Cristo noi diventiamo creatori e Signori. E’ Cristo che ci fa popolo santo di Dio, questa è la nostra storia di salvezza.

E’ Cristo che dà dignità alla nostra vita. Se abbiamo Cristo abbiamo la pienezza della vita

 

  1. 13-14Tutte le creature nel cielo, sulla terra e persino sotto terra e nel mare esclamavano A Dio che siede sul trono e all’Agnello, vadano l’onore, la gloria, la potenza per i secoli eterni”. A questo punto Cristo e il Padre diventano una sola cosa. Le 4 creature viventi dicono Amen e gli anziani si prostrano in adorazione.

 

Qui troviamo la nostra storia: l’amore di Dio che, in Cristo, cambia completamente le dimensioni della nostra vita; non siamo più semplicemente creature di Dio, ma Figli di Dio C’è questa storia di salvezza che continua ad andare avanti grazie, a queste quattro creature viventi, a questi quattro Vangeli che continuano a percorrere le strade del mondo

 

 

PREGHIERA DI ROSANNA E DI PADRE CHARLES

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