Apocalisse – capitoli 6 e 8

Apocalisse – capitoli 6 e 8

Da Paola

26-03-2018

 

APOCALISSE                                                                     

 

 

Saluto di Paola, poi

 

Don Carlo:

 

Ormai sappiamo che la lettura che facciamo non è apocalittica, ma profetica. Abbiamo visto nella prima esperienza, nelle lettere alle chiese, come qui si parla di Cristo risorto che vuole essere presente attraverso la loro vita e le richiama ad essere testimoni di questa realtà nuova che è nata.

Nell’ultimo incontro c’è una seconda esperienza che riguarda il risorto ed è Lui che ci apre le porte del cielo e ci permette di vedere cosa avviene lì dopo la sua resurrezione, perché ormai con la resurrezione di Gesù non c’è più separazione tra il cielo e la terra. La terra ormai è piena del cielo e il cielo è pieno della terra

Con la lettura di questa sera vediamo sempre come il risorto è presente nella storia dell’umanità dalla resurrezione fino al secondo ritorno di Cristo. Ci dà questa visione grande, infatti quando si cominciano ad aprire i sigilli c’è sempre la voce di uno degli esseri viventi (ricordate che erano i quattro evangelisti, i quattro vangeli). Cristo, quindi, ha lasciato la Buona notizia, cioè i racconti di Lui, della sua vita in mano ai suoi e sono loro che all’apertura dei quattro sigilli continuano a dire: ”Vieni”.

Questo termine così forte noi lo celebriamo e lo viviamo nel periodo di Avvento quando usiamo l’espressionemaranatha! vieni Signore Gesù!” cioè “ritorna!”. Questo grido che apre i sigilli è il grido del ritorno di Cristo, che il Vangelo continua a portare, con la sua presenza nel mondo.

Quel Cristo che noi abbiamo conosciuto, quel Cristo che ha dato la vita per noi, che è risorto, che ha vinto la morte, noi desideriamo che si manifesti e sia presente nella nostra vita fino, come dice l’apostolo Paolo, a ricomporre in sé tutte le cose, quindi I sette sigilli che leggeremo questa sera, sono proprio queste avventure che si realizzano nell’attesa del ritorno di Cristo.

Com’è la nostra vita, cosa significa la resurrezione di Gesù, come siamo chiamati a vivere in questo tempo che va dalla sua resurrezione alla seconda venuta.

Stiamo leggendo questa sera la nostra storia così come ci viene raccontata dal libro dell’Apocalisse. La nostra vita in attesa del ritorno di Cristo.

 

LETTURA cap. 6,1 -8,1

 

Don Carlo

E’ la nostra storia da Cristo risorto alla sua seconda venuta. Fermiamoci sul capitolo 8,

v.1 perché ci dà l’dea di ciò a cui siamo di fronte. Vi ricordate quando Dio si ferma e c’è silenzio? Vedete come questi sigilli non fanno altro che riportarci a un momento positivo, a un momento bello. Nel settimo giorno della creazione Dio cosa fece? Si fermò. Quando si apre il settimo sigillo c’è silenzio, per un tempo, ma c’è silenzio. E’ questa è la chiave che ci indica che siamo di fronte ad un’opera che Dio sta facendo. Non siamo di fronte a qualcosa che capita. Come nella creazione, il settimo giorno Dio si ferma, così quando l’Agnello apre i sette sigilli e legge la storia che sta accadendo dalla sua resurrezione fino alla seconda venuta, siamo ancora di fronte a un’opera che Dio sta compiendo.

 

In che consiste quest’opera? Fermiamoci un attimo di fronte ai primi quattro sigilli, ai quattro cavalli che non vengono uno dopo l’altro, ma sono quattro cavalli che escono e stanno tirando insieme la storia.(ricordate i quattro cavalli che ci sono a Venezia? Sono  tutti simboli che ci parlano di questa storia che sta accadendo) C’è il grido… si aprono i sigilli…Attenzione che sta tornando il Signore! Vieni Signore Gesù! Maranatha!

Perché si chiama il Signore che ritorni? Lui  che è già risorto, è già presente.

Qual è l’opera di Dio che sta accadendo? Chi lancia questo grido?

Sono i quattro esseri viventi. Non possiamo dire che prima è Marco, poi Matteo poi Luca, poi Giovanni…lo dice uno degli esseri viventi. E’ il Vangelo che viene annunciato

Di cosa ci parla? Com’è presente Cristo risorto in questo annuncio del Vangelo?

 

Si apre il Primo sigillo:

 

 IL CAVALLO BIANCO, chi è? E’ un tempo che sta correndo, è il nostro tempo. Il primo cavallo chi è? In tutta la storia chi cavalca il cavallo bianco è Il vincitore. Il cavallo è un combattente che vince, parte veloce e trionfante per vincere molte battaglie. Il primo cavallo che troviamo in questa storia è Cristo il Risorto, che è ancora presente tra noi, nella nostra storia ed è il vincitore.

In questa nostra storia, però, non possiamo illuderci che ci sia solo il vincitore, la nostra storia è fatta ancora di elementi che si compongono, per cui oltre al Cristo vincitore ci sono ancora le guerre, la fame, la morte che camminano insieme, però c’è un cavallo che in queste vicende vince, quindi non dobbiamo avere paura.

 

Secondo sigillo.

 

IL CAVALLO ROSSO chi è? Fa parte della nostra storia il desiderio di potere, l’imperialismo, l’egoismo, tutto ciò che toglie la pace, che toglie il benessere e che porta alla guerra, e questo cavallo tira insieme al cavallo bianco, poi spetterà a noi decidere su quale cavallo vogliamo andare, è la grande sfida dell’Apocalisse, quale cavallo vuoi montare? Dove vuoi arrivare?

                                                                                Terzo sigillo

 

IL CAVALLO NERO chi è? Il cavaliere ha in mano una bilancia. In mezzo alle quattro creature viventi (i Vangeli), quindi in mezzo alla Buona notizia che è la tua liberazione, la tua salvezza, una voce dice “tempo di carestia”, lavori tanto e ottieni poco.

Oggi siamo in una condizione del genere, già i profeti dicevano questo. Aggeo diceva: perché lavorate tanto e vi trovate con niente in mano? Perché avete abbandonato la costruzione del tempio del Signore. Andate rimettetevi all’opera.

Il segno del ritorno di Dio è il fatto che il tuo lavoro rende… lavori, ma non sei sfinito…che la tua vita diventa vivibile.

                                                                      Quarto sigillo

 

IL CAVALLO VERDASTRO chi è? il nome di chi lo cavalcava era  “Morte” lo seguiva il regno dei morti a loro fu dato su un quarto della terra il potere di uccidere con le guerre, le carestie, le epidemie e le bestie feroci.

Credo che questa sia la prima scena che ci si apre: chi può aprire il libro, togliere i sigilli è solo l’Agnello: Quando comincia ad aprire c’è il desiderio del ritorno del Signore, perché? Perché nella nostra storia ci sono questi quattro elementi che continuano a camminare insieme, c’è sì la presenza del Cristo, ma c’è anche la presenza della guerra, della carestia, della fame, la presenza della morte e quindi sembra che non sia successo niente. Quante volte noi siamo i primi a lamentarci proprio per questo; “ Se Cristo è morto ed è risorto perché le cose continuano ad andare così?” perché con la morte e la resurrezione di Cristo non cambiano le cose dal giorno alla notte, ma c’è in questa realtà che è quella che è, la presenza di un vincitore. Perché in questa realtà si dice a Gesù: “Vieni”? E’ il grido dei quattro esseri viventi, il grido della buona notizia del Vangelo è “Signore ritorna, Signore rimani con noi” “Signore Gesù sii con noi”? Allora perché nel nostro tempo siamo chiamati a vivere questa esperienza? Cosa sta succedendo? Cosa permette al ritorno di Cristo di mettere insieme, di fare nuove tutte le cose?

Quinto sigillo

 

Guardiamolo bene, perché è qui la chiave della nostra storia.

Chi ricapitola in sé tutte le cose? Come fa Cristo a tirar fuori dalla nostra storia tutto questo marciume,… a purificarla…a farla diventare un’acqua vivibile?

  1. 9 Quando l’Agnello aprì il quinto sigillo vidi un altare sotto cui stavano le anime di quelli che. erano stati uccisi per la loro fedeltà alla parola di Dio e per la loro testimonianza

Chi risolve il problema della storia, non è il Cristo risorto, ma sono coloro che, proprio perché hanno incontrato il Cristo Risorto, il Cristo vincitore, con la loro fedeltà alla parola di Dio e con la loro testimonianza stanno portando la vita nuova su questa terra, su questo mondo.

E’ molto significativo questo perché questa è la Pasqua che noi ogni tanto dimentichiamo.

 

Qui a Roma in cosa consisteva la Pasqua? Non era nel dire “Cristo è risorto, Alleluia!” Nella notte di Pasqua a S. Giovanni, nella vecchia basilica quella con i due campanili (dalla parte di piazza S. Giovanni in Laterano) si usciva dal Patriarchio, dal Palazzo dei Laterani, dove si era imparato a dire no al Male e sì al Bene, si entrava nel Battistero, ti spogliavi delle tue vesti e ti immergevi nella vasca battesimale (morivi) in Cristo e rinascevi in Lui. Prendevi la veste bianca e andavi nel Confirmatorio (il rudere ad archi) dove il Vescovo ti accoglieva e ti metteva la veste bianca, ti ungeva con il profumo della chiesa per dire che facevi parte di questa famiglia, poi passavi all’ospedale dove curavi per tutta la notte i malati terminali, e, quando sorgeva il sole di Pasqua rientravi nella basilica per celebrare l’Eucarestia dove i vecchi cristiani avevano pregato e cantato tutta la notte. La Pasqua consisteva nei nuovi cristiani che si univano alla comunità: Il fatto che nuove persone accoglievano Cristo, quella era la celebrazione della Pasqua, non erano parole, non erano preghiere, era la comunità che si allargava, erano nuove persone capaci  di essere fedeli alla parola di Dio e capaci di dare la propria testimonianza fino al dono totale di sé.

 

Fino a che ci sono nuove persone che aderiscono vuol dire che Cristo è risorto e sta vincendo nella storia. Quando invecchiamo e non c’è più nessuno che aderisce vuol dire che gli altri tre cavalli tirano di più di quello bianco.

Il libro dell’Apocalisse ci porta ad assumere le nostre responsabilità, e a chiederci: cosa succede nella storia dalla resurrezione di Cristo alla seconda venuta? Succede che Cristo è presente, ma sono presenti anche la guerra, la carestia, la morte. chi però riesce a far sì che Cristo sia il vincitore sono le persone che hanno accolto il Signore, che sono fedeli alla sua parola e capaci di dare la propria testimonianza. E’ il quinto sigillo! Questa è una cosa sconvolgente per noi che siamo abituati a delegare tutto a Cristo:” lui è risorto…lui fa…” E tu che fai?

Il cavallo bianco non può essere vincitore se non ci sono persone capaci di questo nella storia, nelle vicende umane.

 

Guardiamo quello che è successo in Francia qualche giorno fa: un gendarme che dà la vita, quello è un segno che cambia la storia, altrimenti si dice “un altro matto, un altro delinquente che ammazza le persone… e finisce tutto lì. Allora è la morte che vince. Quando in una situazione, dove c’è anche la morte, c’è una persona che dà questa testimonianza, che dà la propria vita per liberare un altro, allora la storia comincia a cambiare. E anche nel nostro modo di parlare il reo passa in secondo ordine e il gendarme diventa un eroe. E’ questo che fa la storia, è questo che fa la resurrezione di Cristo. I cavalli sono quattro, tirano tutti e quattro, insieme, chi  vogliamo far vincere? Vince il cavallo bianco se qualcuno ha questo coraggio.

Guardate i due elementi che vengono presentati: fedeltà alla parola di Dio e capacità di testimonianza. Questo è ciò che fa si che in Cristo si ricapitolino tutte le cose, il famoso discorso che Paolo fa nelle sue lettere: è Lui che ricapitola in sé, però grazie a questa persona.

 

Vedete che l’Apocalisse non è un libro apocalittico che ci racconta chissà che cosa, è un libro profetico che tocca profondamente la nostra vita.

 

Questi che stanno sull’altare e che hanno dato la vita per queste cose, cosa fanno perché il cavallo bianco possa essere davvero quello che vince?

  1. 10-11 Essi chiamavano il Signore ad alta voce e dicevano “Fino a quando…” E’ il vecchio discorso di sempre, e anche loro, questi nostri fratelli in cielo, ci cascano. Dicono: ”Noi abbiamo dato la vita allora deciditi a far vincere il cavallo bianco. Perché devono continuare tutte queste situazioni, tutte queste realtà?” Vedete la risposta che Cristo dà loro: “Voi vestitevi di bianco, state in pace, tranquilli perché ci sono altri. Voi non siete più nella storia, non siete più nel tempo e nello spazio, non siete più là, siete fuori…ma chi vince sono quelli che sono nel tempo e nello spazio, e là ci sono altre persone che devono fare quello che avete fatto voi. Voi siete un esempio, uno stimolo per gli altri, ma chi porta avanti il cavallo bianco e la vittoria sono le persone che continuano ad essere fedeli alla parola di Dio e a dare la loro testimonianza

 

L’avevano capito molto bene i cristiani, soprattutto i cristiani di Roma. Nelle catacombe tutti volevano stare vicino alle tombe dei martiri, che si distinguevano dalle altre perché avevano dei buchi (si possono vedere nelle catacombe di S. Callisto e di Santa Priscilla) I Cristiani mettevano le vesti dentro questi buchi perché toccassero il corpo del martire in modo da ricevere la forza di diventare a loro volta martiri e il coraggio di essere testimoni. Avevano capito che ora toccava a loro dare la vita in situazione.

 

Abbiamo quindi i quattro cavalli, poi il quinto sigillo dove viene fuori la realtà di persone che sono i veri portatori della vincita del cavallo bianco (quelli sotto l’altare) che debbono sostenere coloro che sono ancora nel tempo e nella spazio e che sono chiamati a fare altrettanto: essere fedeli alla parola di Dio e dare la propria testimonianza.

Sesto sigillo

 

v.12-17 Cosa succede qui? Se notate bene c’è ancora il numero sette.

Ci sono sette cose che succedono. C’è un terremoto, un sole che diventa nero, la luna che si fa rossa, le stelle che cadono dal cielo come fichi acerbi, il cielo che si ritira come una pergamena che si arrotola, tutte le montagne e le isole si spostano, e poi le persone che dicono: “cadeteci addosso e nascondeteci alle vista di Dio”.

Che cos’è questo sesto sigillo?

Sottolinea uno degli elementi fondamentali di questo tempo dalla resurrezione alla seconda venuta di Cristo, (elemento che l’apostolo Paolo, nella lettera ai Romani al cap. 8,22 sottolinea in modo molto forte), che il cosmo partecipa delle vicende delle persone. Di questa lotta che tocca le persone, di questa storia della redenzione, della ricapitolazione di tutto in Cristo è partecipe anche la natura, la terra. Le vicende del mondo sono intimamente legate con la persona umana.

 

Sarebbe interessante riprendere in mano la LAUDATO SI’ l’enciclica di Papa Francesco dove lui lancia una nuova antropologia in cui cambia completamente la visione. Noi abbiamo sempre pensato l’uomo e la donna al vertice del creato, l’antropologia che papa Francesco propone è che la persona umana fa parte del creato ed è completamente solidale con il creato, non può ritenersi superiore, perché il nostro corpo è fatto di acqua, è fatto di terra, è fatto di elementi del creato e non possiamo pensarci superiori solo perché abbiamo un pensiero, solo perché abbiamo un’anima.

Siamo completamente avvinghiati, e quindi laddove la persona umana entra a far parte della storia della vittoria di Cristo o della non vittoria di Cristo (perché si preferisce il cavallo verdastro, rosso o nero), anche tutte le vicende del mondo ne partecipano, ne soffrono perché anche loro sono una donna che partorisce che aspettano che questa vittoria definitiva di Cristo avvenga in modo pieno, totale.

 

 

Capitolo   7

Siamo sempre all’apertura del sesto sigillo dove vediamo la creazione che partecipa a queste vicende dell’umanità. Ma cosa succede in queste vicende?

Tutto il cap. 7 ci parla di come Dio è all’opera. Anche qui tornano dei segni che troviamo già nell’Antico Testamento. Cosa ci sta dicendo il sesto sigillo della nostra storia?

Abbiamo visto i quattro cavalli. Le persone che donano la loro vita, fedeli alla parola di Dio e testimoni e altri che stanno avvenendo, abbiamo visto che la creazione fa parte di questa storia di ricapitolazione di Cristo, però come si compie questa storia?

I venti, che volevano travolgere tutte le cose, vengono fermati (v. 1)  perché c’è un sigillo che viene posto.

Ricorda quello che è successo nella liberazione dall’Egitto: le case segnate con il sangue sono quelle che vengono salvate, per cui l’angelo distruttore quando vede il segno salta, perché c’è stata una fedeltà a Dio, un’attenzione a Dio. Veniva dichiarato: noi siamo in alleanza con Te, noi siamo il tuo popolo. Qui non c’è il sangue sulle porte, ma c’è quello che in termine tecnico si chiama la Sfraghis (è il timbro a caldo che si fa sugli animali), il timbro indelebile. C’è un Dio che in questo tempo, in questo marasma, in questa confusione, in questa testimonianza e non testimonianza ad un certo momento compie la sua opera.

Come la compie? Gridò con voce possente…(v. 2-3) che vuol dire? quale può essere il grande sigillo del Dio vivente? Da sempre il marchio dice l’appartenenza, qui c’è l’idea grande dell’alleanza ed è bello perché mette insieme sia il primo patto che il secondo. Coloro che nella storia portano questa vittoria di Cristo, del Risorto, del cavallo bianco non sono solo i cristiani, sono tutti coloro che sono entrati in alleanza con Dio. Nel V.T. si entrava in alleanza con Dio attraverso l’appartenenza ad una tribù, (il numero citato è chiaramente simbolico perché c’erano tribù grandi e piccole).

  1. 9-10 sono tutti coloro che sono entrati in rapporto con Dio , sia che appartengano al V.T., sia che appartengano al mondo in generale, sia che appartengano a Cristo perché l’hanno conosciuto ed accolto.

C’è l’idea di universalità, perché nella storia non possiamo dire che siamo solo noi, o gli Ebrei non possono dire che sono solo loro, ma sono tutte le persone del mondo che in un modo o nell’altro sono entrate in alleanza con Dio, hanno fatto un patto con il Signore.

Questa è la visione grande dell’Apocalisse: i vincitori sono tutte le persone di buona volontà che hanno deciso di mettersi dalla parte del cavallo bianco, che hanno deciso di uscire dalla guerra, dai problemi delle carestie e della fame, da tutto ciò che può portare morte. Hanno scelto questa vittoria per il Bene, questa vittoria per Dio. Tutte queste persone sono quelle che realizzano la storia nuova.

 

Tornando al gendarme francese, non sappiamo se fosse credente o no, o perché l’ha fatto.

Quel che è certo è che l’ha fatto.

 

E’ questo che cambia la storia, quello che permette al cavallo bianco di essere davvero il vincitore nonostante tutte le cose che avvengono.

Allora è interessante rileggere così il cap.7,4-12 Di fronte a questa marea di persone che hanno deciso di appartenere in qualche modo a Dio, gli angeli e i quattro evangelisti si prostrano e vedono lì la vittoria di Cristo, in questa miriade di persone che hanno deciso di entrare in alleanza.

  1. 13 ss Le persone entrate in alleanza sono coloro che vengono dalla grande tribolazione… hanno, a loro volta, dato la vita per amore. Si sono in qualche modo uniti con colui che dà la vita per amore, per questo sono qui davanti al trono. Ed è bello se noi maturiamo questa visione ampia, pensate quante persone oggi nel mondo danno la vita per amore. Ieri guardando alle letture della liturgia ci siamo detti che per amare bisogna essere persone libere. E’ interessante chiederci questo perché se sei pieno di pregiudizi di paure, di malcontento ecc. non puoi amare, perché non ci riesci. Quanto siamo liberi nei confronti delle vostre famiglie…quanto siamo liberi nei confronti dei soldi ?

Chi sono quelli vestiti di bianco?  Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione. Portano la veste candida  perché l’hanno lavata nel sangue dell’agnello. Lì si sono liberati.

v.15-17 E’ bello poi vedere Dio dove li porta. Saranno sempre sotto la sua protezione, non avranno più fame ne sete, andranno alle sorgenti dell’acqua che dà la vita e Dio asciugherà le loro lacrime.

Sono le persone che entrano in questa dinamica che danno senso a tutte le vicende del creato.

Queste sono le persone che portano al ritorno di Cristo.

 

 

Cap. 8

Settimo sigillo

 

Quando si arriva a capire tutto questo si apre il settimo sigillo, in cielo c’è un gran silenzio, perché siamo di fronte alla persona di Dio e all’opera di Dio che si è compiuta grazie a questa miriade di persone che hanno scelto di dare la vita per amore. E’ bello perché il cielo rimane sbigottito di quello che succede sulla terra, e la terra rimane sbigottita di quello che  succede in cielo. Questa è la nostra storia, ciò che siamo chiamati a vivere. La storia della nostra salvezza che si è compiuta in Cristo e che si deve compiere in ognuno di noi Tocca a noi, quindi, decidere in questa storia cosa vogliamo fare, quale cavallo vogliamo cavalcare, se vogliamo collaborare o restare lì a guardare quello che succede e vedere come va a finire. E’ una grande avventura, ma è la storia della nostra salvezza quella che stiamo vivendo e credo che questa sia uno degli elementi della nostra vita spirituale che abbiamo sempre lasciato da parte perché abbiamo sempre curato la serenità dell’anima, la preghiera, il nostro rapporto con il Signore, se possiamo fare del bene lo facciamo, ma la storia di salvezza è un’altra cosa.

 

 

CANTO FINALE E PREGHIERA

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