Apocalisse – da capitolo 12,1 a 14,5

Apocalisse – da capitolo 12,1 a 14,5

APOCALISSE

 

28-05-2018

Da Paola

 

 

Saluto di Paola, poi

 

 

Don Carlo

 

Siamo al capitolo 12 e questa sera arriveremo al cap. 14. Cambia un pochino il panorama (gli esperti chiamano  questa parte la seconda del libro dell’Apocalisse), perché mentre finora era una visione

di Giovanni che metteva a fuoco quello che stava accadendo dalla morte e resurrezione di Gesù fino alla sua venuta, da questa sera si comincia a parlare non più Gesù e di ciò che Lui ha fatto, ma della Chiesa e ciò che lei è chiamata a vivere e a fare. E’ la Chiesa in prima persona, quindi, che comincia a prendere le proprie responsabilità, comincia a prendere, potremmo dire, il posto di Gesù. E’ lei che si mette a combattere contro il male per realizzare il Regno di Dio.

Mentre prima era Giovanni che vedeva, qui abbiamo dei segni che appaiono nel cielo e questi segni cominciano a dire “ guarda che ora tocca a te, sei tu coinvolto in prima persona. Non è più Cristo che opera, ma sei tu, con la potenza di Cristo, che operi”. Leggiamo il testo e cominciamo a vedere questa Chiesa come opera e che cosa è chiamata a fare ora qui sulla terra.

 

 

LETTURA CAP. 12,1-14,5

 

E’ importante renderci conto della lotta che ormai avviene sulla terra e di quali ne siano le dinamiche fondamentali, perché se le capiamo, capiremo anche tante cose della nostra vita, della nostra storia e della nostra vita spirituale.

Cosa vediamo di questa lotta tra la Chiesa e il Male? Cosa avviene? Perché avviene? Come si risolve la lotta?

Ricordate quando abbiamo parlato di Sacramenti, di Cristo che è sacramento del Padre, della Chiesa che è sacramento di Cristo? E’ in questo tempo, che va dalla resurrezione di Gesù al suo ritorno, che la Chiesa diventa il sacramento di Cristo (cap.12). Non è più Cristo che dà la vita, che vince il male, che affronta il male, ma è la comunità dei credenti. Guardate come viene presentata questa comunità: è una scena grandiosa che appare nel cielo, quindi è un segno, un sacramento, è una visione che però diventa la realtà, il simbolo di ciò che Dio sta compiendo…e lo sta compiendo proprio attraverso di te.

Guardiamo la descrizione di questa donna:

 

  1. 1 Allora una scena grandiosa apparve nel cielo: una dona vestita di sole con la testa coronata da dodici stelle e la luna sotto i piedi. Si dice che questa donna non è Dio, però è vestita di sole, quindi porta la ricchezza di Dio; ha la testa coronata da dodici stelle, quindi questa donna è al centro dell’universo, ha la luna sotto i piedi, quindi è un segno di Dio presente sulla terra nel tempo e nello spazio. La luna da sempre segna il passaggio dei tempi, il sole da sempre manifesta la pienezza e la grandezza di Dio, le stelle da sempre rappresentano questo universo. E’ la donna sacramento che si pone al centro della storia.

 

  1. 2 Qual è il compito di questa donna? Il compito della chiesa come sacramento di Cristo è quello di renderlo presente. Come Cristo rende presente il Padre, e quindi opera con la potenza del Padre, così la chiesa qui viene rappresentata come sacramento di Cristo. La chiesa, quindi ha il compito di rendere presente Cristo qui sulla terra. Non è più Cristo che opera la salvezza, Lui l’ha già fatto, adesso c’è qualcuno che questa salvezza deve portarla in ogni tempo e in ogni luogo. Anche nel Vangelo di domenica abbiamo letto di Gesù che dice ai discepoli che dubitavano: “Andate e annunciate a tutti il Vangelo, io sarò con voi fino alla fine dei tempi” Non dice se pregate o se siete buoni, ma “ annunciate a tutti e io sarò con voi…” Ora l’Apocalisse ci presenta questa donna che ha un compito ben preciso. E la potenza di questa donna sarà legata alla sua capacità di partorire. Se partorisce ferma il male, nel momento in cui non partorisce più il male prende il sopravvento. Questa è un’idea molto forte e Papa Francesco dice sempre quando incontra comunità, preti, suore, che devono essere fecondi, se non generano niente che ci stanno a fare? Una comunità cristiana che non genera, che non rende presente Cristo, non ha nessun significato. Quando le comunità cristiane a Roma celebravano la Pasqua non dicevano “Cristo è risorto, alleluia”, ma accoglievano i nuovi cristiani e con loro facevano festa. Quello era il segno che tu avevi accolto Cristo, che era vivo, che era risorto e presente.

Questa donna quindi che diventa il centro della storia, il centro dell’universo, si pone come la vera lotta contro il Male.

 

v.-3-Improvvisamente nel cielo apparve un grande drago rosso con sette corna… chi è? cosa fa? La lotta non è più in cielo tra Dio e il Male. La lotta viene spostata qui sulla terra. Questo drago prende il Male che si era annidato in cielo e lo porta sulla terra perché a questo punto è la donna sulla terra che ha il compito di sconfiggerlo. Non è più una lotta tra angeli, è una lotta tra la comunità dei credenti e il Male. E’ la comunità dei credenti qui sulla terra che purifica il cielo, cioè esattamente il contrario di quello che noi pensiamo. Non è il cielo che ci protegge, è il cielo che deve essere protetto da noi, perché il drago prende tutte le falsità, tutto il male che si era annidato nella ribellione degli angeli, e lo porta giù perché il compito ormai è nostro. Questi termini sono molto forti con la coda trascinava la terza parte delle stelle del cielo e le scagliò sulla terra…però questa lotta si ferma nel momento in cui la donna partorisce.

 

  1. 4-6 Appena la donna finisce di partorire ricomincia questa lotta. E’ interessante che ormai la lotta tra il Bene e il Male è qui sulla terra, la Chiesa diventa la protagonista di questa lotta e quando la chiesa partorisce il Male rimane ingessato, bloccato, non ha nessuna autorità, non ha nessuna forza. E’ quello che leggevamo nel Vangelo di domenica “Andate, annunciate, io sarò con voi”.

Il Figlio, quindi questo annuncio di Cristo morto e risorto, ritorna in cielo, la donna fugge nel deserto perché ha bisogno dei suoi tempi, non può generare in continuazione, ci sono dei tempi fermi, dei tempi morti, dei tempi in cui le cose devono trovare il loro significato. E’ quello che avviene in ogni realtà, anche nella nostra vita, nelle nostre famiglie, nel mondo sociale. Ci sono momenti in cui c’è l’impatto, la nascita di una realtà nuova, poi questa realtà deve sistemarsi, deve manifestarsi, deve diventare la convinzione e la vita di tutti e voi sapete che sia nelle famiglia che nella società non è sempre facile che una novità entri così e prenda tutti con entusiasmo. Entra, ma poi per solidificarsi ha bisogno di un tempo, perché cambiare la testa delle persone o il cuore delle persone non è semplice. Basta vedere quando in una famiglia nasce il secondo figlio: il primo come reagisce?

A volte la prende bene, a volte male, a volte diventa geloso, a volte gli gira…cioè fino a che si aspetta un bambino va tutto bene, quando nasce cominciano i problemi perché bisogna trovare un nuovo modo di vivere e quindi c’è questa pausa. In questa pausa cosa succede?

 

  1. 7-9 Il drago aveva già buttato sulla terra tutta una serie di situazioni, però in questo tempo di silenzio, di lotta che si ferma sulla terra, la guerra continua su nel cielo, però è stato stanato il responsabile di tutto e a questo punto c’è un nome, questo drago l’antico serpente chiamato ”diavolo” e “Satana”, quello che imbroglia il mondo intero, fu gettato giù sulla terra ed anche i suoi angeli malvagi furono gettati giù, ormai la lotta è qui, non è più là.

 

  1. 10 La comunità cristiana che è il sacramento di Cristo è colei che ha il compito di liberare il cielo dal male, tanto è vero che in cielo si comincia a dire “Finalmente! Ora la salvezza, la potenza e il regno appartengono al nostro Dio e l’autorità appartiene al suo Cristo, perché è stato gettato sulla terra l’accusatore…”

 

Domanda: ”fino ad allora il male non aveva combattuto anche sulla terra?

Risposta:  C’era, ma non era la lotta definitiva. Vi ricordate il libro di Giobbe quando ci sono Satana e Dio che parlano? Dio dice: “guarda il mio servo Giobbe, uomo integro e retto, teme Dio…”Satana risponde: “Per forza, gli vanno bene tutte le cose! Mettilo alla prova e vedrai!” Vedete il gioco era nel cielo. Cristo viene sulla terra e, mentre porta il grande amore di Dio per noi, porta anche tutto il male, la ribellione che si era annidata nel cielo, perché ormai il compito di liberare il cielo è della comunità dei credenti. Siamo noi che abbiamo il compito di mettere fine alla parola male, alla parola orgoglio, alla parola ribellione. Il compito è nostro perché Cristo è venuto a realizzare la salvezza qui sulla terra, è qui dove il Figlio di Dio è morto e risorto, è qui dove Lui ha lasciato il suo Spirito, quindi è la nostra responsabilità di credenti quella di portare avanti la lotta contro il Male. Quando entriamo nella comunità cristiana con il Battesimo, la prima unzione che riceviamo è quella dei catecumeni, coloro che sono chiamati a lottare contro il Male Si usa la preghiera di esorcismo. Prima di questa si fa una invocazione in cui si chiedono due cose al Signore: la prima che questo bambino sia capace di vincere il male, e la seconda che il suo corpo diventi tempio dello Spirito Santo. Questa invocazione è una preghiera di liberazione tua perché tu possa liberare i tuoi fratelli.

 

  1. 11 Abbiamo visto che grazie alla donna che partorisce, il cielo si libera totalmente dal male e lo butta qui sulla terra. Essi l’hanno vinto col sangue dell’Agnello e con la Parola di Dio che hanno predicato…quindi dove sta la vittoria, dove sta questo parto? Sta nel sangue dell’agnello e nella Parola di Dio che tu predichi.

 

  1. 13-14 Cosa fa il drago? Insegue la donna ma alla donna furono date ali d’aquila perché potesse volare nel deserto, nel suo rifugio…Come Dio ha liberato il popolo dalla schiavitù facendogli attraversare il Mar Rosso (libro del Deutoronomio), così Dio ora ci libera dandoci, nei momenti di pericolo, queste ali d’aquila, questa capacità di volare alto, di essere al di sopra.

 

C’è un commento di Papa Francesco, quando non era ancora papa, in cui parla del tempo di tribolazione, un tempo duro, quando i Gesuiti, che avevano fatto voto di difendere a tutti i costi il Papa, si sono visti scomunicati dal Papa stesso, buttati fuori. In quel periodo, infatti l’Ordine dei Gesuiti è stato sciolto, in quel periodo, per far contenti i re di Spagna, Portogallo, i re, i principi.

Papa Bergoglio pubblica le lettere dei superiori di quel periodo e le commenta e dice come ci si deve comportare di fronte alla grande tribolazione. Cosa sono per lui queste ali d’aquila. Dice che nel momento della grande tribolazione la cosa più importante è non lascarsi coinvolgere perché tutti vogliono avere ragione. L’unica cosa se ci si vuole salvare nel tempo della tribolazione, è fermarsi e prendere coscienza dei propri peccati perché solo così si può capire cos’è la lotta contro il Male.

I superiori dell’epoca invitarono i Gesuiti a fare questo, non tanto ad entrare in polemica, ma prendere coscienza che forse c’era qualcosa in loro che andava purificato. Solo se noi abbiamo questo coraggio riusciremo a capire nella nostra storia, il senso della tribolazione.

 

  1. 15-17 Qui è bello perché siccome la lotta tra il Bene e il Male è scesa sulla terra, la terra difende la donna. Il drago vomita acqua per travolgere la donna ma la terra aiutò la donna: spalancò le sue fauci e inghiottì il fiume che il drago aveva vomitato in modo che la donna potesse avere i suoi tempi.

Il drago furibondo se ne andò a far guerra a tutti quelli che osservano i comandamenti di Dio e confessano di appartenere a Gesù Poi il drago si fermò sulla riva del mare. A questo punto cosa succede?

Su questo versetto è stato impostato un film su Padre Pio. Vi ricordo che la sua esperienza è partita mentre era ammalato ed era in riva al mare per prendere riposo per rimettersi. Quando gli autori di questo film sono venuti e mi hanno chiesto una consulenza, io ho indicato loro questo brano dicendo: “Partite da lì” Non ricordo il titolo del film che parte proprio di lì e fa vedere Padre Pio sulla riva del mare. Sapete che Padre Pio con il mare e con Satana ha avuto una lotta molto forte e molto diretta. E’ lì che lui da questa scena sulla riva vede il Leviatan dentro il mare. Vede il Male che è lì pronto ad aggredire ed è lì dove decide di dedicare la sua vita per liberare le persone dall’aggressione del Male.

Lui è partito così, quando gli è successo questo era ancora studente, non era ancora frate. La visione da cui è partito era proprio questa: lui in riva al mare, che vede il potere del Male e decide di dedicare la sua vita a liberare le persone dal Male.

 

Ormai il Male e il Bene combattono sulla terra, c’è questa donna che è forte, ma è fragile, c’è la terra che viene a difendere la donna… a questo punto cosa succede?

 

 

Capitolo 13

 

Il capitolo 13 è molto particolare perché i commentatori in senso profetico di questo libro insistono molto sul dare un nome o un’immagine a queste due bestie che escono dal mare (v. 1 e v. 11).

Nel cap 12 la donna, è indubbiamente la Chiesa, che poi dai padri della Chiesa viene vista impersonata nella Vergine Madre e che il Concilio ha riportato a quello che dovrebbe essere, cioè il prototipo dei cristiani. Nel Concilio c’è stata una grande lotta perché alcuni volevano fare un documento a sé per Maria, e invece ha vinto la linea che ha messo Maria nel documento che parla della Chiesa (cap. VIII della Lumen Gentium), perché Maria è la Chiesa, è l’icona della Chiesa. Nella nostra chiesa l’immagine di Maria Madre di ospitalità è una Madonna che non ha volto, ha come manto una rete da pesca perché è Lei che ha il compito di tenere unita questa comunità di fedeli. Questa immagine è quella scelta da Paolo VI tra tre diverse proprio nel Concilio quando si stava parlando di Maria come Madre della Chiesa. Ora Papa Francesco ha riportato questa idea del Concilio e ha fatto diventare il lunedì dopo la Pentecoste la festa di Maria Madre della Chiesa.

Come nel cap. 12 la donna, che è la chiesa, viene letta nella Vergine Maria come Madre della Chiesa, così, nel cap. 13, le due bestie, vengono lette come la potenza umana e la potenza del pensiero umano.

La potenza umana viene identificata con l’Impero romano e tutto il tempo delle persecuzioni, però quello che mette in risalto questo capitolo è che dove c’è la potenza umana c’è sempre, che va di pari passo, la potenza del pensiero che difende la potenza umana. Se voi guardate nella storia queste due realtà sono sempre andate di pari passo, cioè non poteva esserci un Hitler se non ci fosse stata una filosofia dietro, o qualcuno che sostenesse quelle idee. Non ci poteva essere un Mussolini se non ci fosse stata una filosofia dietro e qualcuno che sostenesse quelle idee. In ogni dittatura o in ogni realtà dove il potere umano si esalta fino al punto di diventare dispotismo, mancanza di rispetto sulle persone che non è più servizio al popolo, ma è imposizione sul popolo, ci sono sempre i due poteri che vanno di pari passo: il potere dittatoriale, fisico, della forza e il potere del pensiero. Il Male si mette sempre insieme a queste due cose. Il Male diventa forte quando queste due realtà (il potere dittatoriale, della forza e il potere del pensiero) si mettono insieme.

Questo è l’insegnamento che l’Apocalisse ci sta dando.

 

  1. 3 Una delle teste del mostro sembrava ferita a morte, ma la ferita mortale era guarita. I commentatori dicono che la ferita a morte è la morte e la resurrezione di Gesù come fatto storico che ha inciso profondamente sul Male, però non l’ha ancora sconfitto perché siamo noi che abbiamo questo compito.

 

  1. 8-10 E tutti gli abitanti della terra…il potere umano guidato dal Male è un potere reale non è fantasma, qualcuno ci rimette la pelle, però in tutto questo non perdiamoci d’animo perché è così che dimostriamo la nostra costanza e la nostra fede.

 

  1. 11-13 poi vidi un’altra strana bestia che usciva dalla terra…Questa bestia esercitava tutta l’autorità del mostro in sua presenza…Tutti i commentatori dicono che è la filosofia, il pensiero che si mette a servizio della dittatura. Sono le stesse cose che stiamo vivendo ora.

 

  1. 14 La seconda bestia poteva compiere queste cose straordinarie ogni volta che era presente il mostrocioè da solo non vai da nessuna parte, ma pensiero e dittatura insieme fanno un disastro.

 

Domanda: perché dice che la filosofia esce dalla terra e invece il potere esce dal mare? Perché il mare nella Bibbia è sempre il luogo dove abita il Leviatan, invece la filosofia nasce dalla tua testa, nasce da te. Il problema è quando si mettono insieme. Per me questo è un insegnamento di una forza straordinaria a cui dobbiamo imparare ad essere sensibili e ad essere attenti perché da che mondo è mondo è il mettersi insieme di queste due cose che dà potere al Male. Il pensiero da solo rimane pensiero, una dittatura da sola rimane un fenomeno che passa, ma insieme diventano potenza. Manca la capacità di tirarsi fuori dalla mischia perché lì c’è solo confusione. Se non ti tiri fuori non hai la capacità di leggere.

 

  1. 15 Le fu concesso di dar vita a quelle statua…enfatizza il potere, perché potesse parlare, ordinare… E’ il pensiero che ti fa gonfiare.

 

  1. 16-18 a questo punto tutti piccoli, grandi, ricchi, poveri…furono obbligati a farsi mettere un certo marchio …chi non aveva questo marchio non poteva ne vendere, ne comprare sono cose che conosciamo bene anche se non tutti le abbiamo vissute sulla nostra pelle, ma le abbiamo sentite raccontare.

 

 

Capitolo 14

 

  1. 1-5 poi vidi l’Agnello in piedi sul monte Sion… …e udii dal cielo un suono… sembrava un coro… cantavano un canto nuovo e meraviglioso davanti al trono di Dio…Sulla terra c’è la lotta contro il Male però questo ti porta ad uscirne a guardare al cielo e a partecipare di questa vita piena in cielo.

 

Nella preparazione che si sta facendo per il Sinodo dei giovani che sarà in ottobre, uno dei desideri più grandi che sta venendo fuori dai giovani, è quello di trovare un posto dove poter avere serenità. Questa è la parola che sta diventando dominante. Non cercano lavoro o altro, ma la serenità perché la lotta si sta facendo forte.

La nostra prospettiva, però, deve darci  questa serenità, deve aprirci a questo cielo che già fa parte di noi. Io credo che la grande sfida che si vedrà andando avanti nell’Apocalisse, è lo scambio che avviene.

Il Male dal cielo è stato buttato sulla terra, qui si scatena la lotta, qui è il luogo dove si vince il Male, però tutta l’ultima parte dell’Apocalisse dice che il nostro compito è di lottare, ma la vittoria sarà piena quando noi riusciremo non solo a desiderare il cielo ma a portarlo sulla terra. ”Io vidi la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, splendente e bella come una sposa…(Ap: 21,2). Questo è l’altro compito della donna: vincere in Male per portare il cielo sulla terra.

La cosa bella è che ora vengono fuori i due compiti della Chiesa: combattere contro il Male e portare il cielo sulla terra.

 

Canto:  Io vidi la nuova Gerusalemme

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: