Apocalisse – da cap. 17.1 a 19.10

Apocalisse – da cap. 17.1 a 19.10

APOCALISSE

 

12-11-2018

Da Paola

 

 

Saluto di Paola, poi

 

Don Carlo

 

Vi ricordate che con il capitolo 12 siamo entrati nella seconda parte del Libro dell’Apocalisse,  perché nella prima parte abbiamo visto come la comunità cristiana vive questa realtà del Cristo risorto che è presente. Poi, con il cap. 12, è la comunità cristiana che deve prendere le proprie responsabilità e annunciare Cristo risorto se vogliamo che l’opera di Cristo continui e vada avanti.

La volta precedente abbiamo visto cosa fa nella storia l’annuncio del Vangelo e ci siamo resi conto che è proprio l’annuncio del Vangelo che cambia completamente la storia dell’umanità.

E’ l’annuncio del Vangelo che vince il male ed è l’annuncio del Vangelo che rende presente il cielo sulla terra. Questa sera siamo dal cap17 v.1 al cap19 v.10. Siamo sempre in questa chiesa che deve lottare e testimoniare la vittoria del risorto e deve vincere il Male per portare il cielo sulla terra.

Leggiamo prima il testo e poi vediamo la presenza della Chiesa e l’annuncio del Vangelo cosa portano nella storia della terra.

 

 

LETTURA  CAP. 17,1-19,10

 

Siamo di fronte ormai alla comunità dei credenti che ha accolto il Cristo risorto, si è lasciata guidare da Lui e dal suo Spirito.

Ora è la comunità dei credenti che deve realizzare il Regno di Dio cioè rendere presente il frutto della morte e della resurrezione di Cristo.

Abbiamo visto l’altra volta l’importanza e il compito che ha di annunciare il Vangelo, ma qual è ora l’altro compito che la comunità dei credenti ha per rendere presente la morte e la resurrezione di Cristo e quindi realizzare il mondo nuovo?

(Ripeto, noi stiamo leggendo questo libro con l’ottica di un libro profetico, non di un libro apocalittico, quindi siamo nell’ambito profetico dove si legge la storia, l’azione di Dio e il compito che Dio ti affida).

 

In questa ottica nei cap.17-18 e inizio 19

-qual è il compito della comunità dei credenti?

-come la comunità è chiamata a portare avanti questo compito?

Cosa vediamo nel 17? Nel 18? Nel19?

 

 

CAPITOLO 17

 

In questi capitoli c’è un messaggio molto forte che dice qual è il compito della comunità dei credenti. Se voi notate sta leggendo la storia (anche questo è un compito della comunità dei credenti) in modo molto particolare, perché dice: attenzione a quando il Potere si unisce al Male, a quando il potere cavalca il male (e qui la donna cavalca la bestia) perché

se si mettono insieme il Potere e il Male, la bestia anche se è già stata sconfitta riprende forza.

Il compito della comunità dei credenti, quando vede questo che fa paura, è non perdere la convinzione di fondo che comunque il Male è sconfitto. C’è questa convinzione forte, ma c’è anche la lettura profetica che ti mette in guardia nel leggere la storia, e che ti mette in guardia anche nel tuo compito, perché nel momento in cui anche la comunità stessa (non parla solo degli altri) diventa Potere che si sposa con il Male, c’è la certezza che è già stato sconfitto però è ancora presente, ancora opera e ancora umilia i credenti (v. 12-14 ss).

V.-15- c’è un’apertura enorme che dice un altro modo di leggere il tempo e la storia. Il Potere quando si allarga troppo e non rispetta più la singolarità dei popoli, si mette insieme cavalcando il Male rivela la sua debolezza perché subito dopo succede che il mostro butta via la donna, non vuole più avere rapporti con lei.

Una lettura molto particolare che ci sta dicendo due cose:

non dobbiamo cadere nell’inganno di pensare che il Potere diventa forte quando si unisce al Male, non dobbiamo mai perdere la certezza che il Male ormai è stato sconfitto anche se continua ad avere le sue manifestazioni. Quindi

Il compito della comunità dei credenti è quello di saper leggere la storia senza paura perché sa che questa realtà finisce.

 

Io ho avuto come maestro indiretto Romano Guardini che insegnava a saper leggere la storia in una università tedesca. La sua forza dove è stata? Quando ha preso il potere il nazismo e gli hanno tolto la cattedra, è stato uno dei pochi che ha preso i suoi studenti più in gamba e si è ritirato con loro su una montagna con questa convinzione, diceva. “Tanto questo fenomeno in breve tempo si esaurisce, il problema è: dopo chi prenderà in mano le sorti del paese?” E lui ha formato questi ragazzi perché fossero pronti a prendere in mano la situazione dopo il nazismo. Questo ha fatto sì che dopo  abbiano potuto fare qualcosa di positivo. Questo non è avvenuto per l’est. Quando è caduto quel tipo di potere, non c’era nessuno pronto a prendere in mano la situazione, e stiamo ricadendo come prima e peggio di prima. In Africa sta succedendo la stessa cosa.

 

Questo è il tipo di lettura della comunità cristiana. La comunità dei credenti, proprio perché vuole realizzare il regno di Dio, non può sporcarsi troppo le mani nelle situazioni che avvengono, ma deve avere e portare in sé la certezza che il Male è sconfitto e anche se il Potere prende forza come il Male, io mi metto da parte perché so che questo fenomeno non ha più capacità di incidere, non ha più forza. Questo manca nella Chiesa, manca nelle comunità cristiane.

Sono nati, per esempio, dei movimenti o dei gruppi con un’idea totalmente diversa, non dico che non siano validi o non facciano del bene, ma sono nati con l’idea di mettersi dentro il potere per poterlo cambiare, e poi ci cascano dentro anche loro, perché la forza di queste realtà e la vera sconfitta dove sta?

Guardate il cap. 18 in cui si parla soprattutto di mercanti perché il potere prende forza quando si allea con il denaro e l’intervento di Dio fa sì che il Male scarichi il Potere (scarica la donna). Si sono messi insieme e sono diventati forti, poi l’intervento di Dio ha fatto nascere la guerra fra di loro.

Dopo questo cosa succede? La comunità dei credenti (poi Gesù ce lo dice nel Vangelo) è sale, è lievito cioè qualcosa che si mette dentro la pasta in un modo molto delicato e adagio adagio la cambia per la fede che ha.

Nel Vangelo quando i discepoli dicono a Gesù “aumenta in noi la fede” Gesù risponde che non serve una grande fede, ma una piccola fede in un Dio grande; oppure l’altra espressione è non dire a Dio quanto sono grandi i tuoi problemi, ma dì ai tuoi problemi quanto è grande Dio.

Questa filosofia, questa sapienza mi porta non a mettermi a tu per tu, perché la mia certezza è che Dio ha già vinto allora io non perdo tempo nel confrontarmi con te.

 

Un esempio: oggi ho parlato con una guida che lavora ad un tavolo di genitori, era appesantito perché al suo tavolo ci sono i genitori di un ragazzo disabile che sono arrabbiati, incattiviti con il mondo intero e lui cerca di andare loro incontro, ma questo lo svia dal discorso che sta facendo. L’unica risposta che gli ho potuto dare è che in questi casi chi è arrabbiato non ti ascolta, quindi non devi farti coinvolgere, devi andare avanti perché arriverà il momento in cui si renderanno conto che c’è anche chi li ama. Quando ho incontrato il ragazzo l’ho paragonato a un principe, visto le attenzioni che aveva dai genitori, lui ha risposto sereno, abbiamo scherzato su questo e i genitori in quel momento avevano già perso la loro cattiveria. Se quando tirano fuori questi loro sfoghi, tu vuoi convincerli di qualcosa, sbatti contro un muro, lascia che si sfoghino e tu cerca di aprire una visuale diversa, pian piano capiranno da soli.

 

Questo per me è il punto forte che ci dà questo capitolo 17.

La comunità dei credenti anche quando vede che il Potere e il Male si mettono insieme e sembra che abbiano ripreso la loro forza non si deve spaventare, perché (v.8)…Il mostro che hai visto era, ma non è più. Sta per salire dal pozzo senza fondo per andarsene alla perdizione eterna è l’ultimo colpo di coda, ma poi non c’è più forza, si distrugge da solo, è inutile che tu comunità dei credenti ti spaventi, devi avere la certezza, anche se vedi ancora dei segni di potenza. Dio agisce perché li mette l’uno contro l’altro.

 

 

Intervento di uno di noi: Questo esalta l’aspetto della comunità dei credenti, poi individualmente noi sappiamo benissimo che il male nella nostra vita c’è, e c’è il diavolo anche se non lo nominiamo mai. Andrebbe, quindi, un po’ rivisto il rapporto che c’è tra ciascuno di noi e la comunità dei credenti per  capire qual è il valore aggiunto che ha la comunità dei credenti e i limiti che abbiamo noi senza comunità, perché senza comunità siamo meno forti.

Don Carlo: esatto, senza comunità sei in balia, infatti con il Battesimo noi veniamo inseriti in una comunità per cui poi riceviamo il dono della fede della comunità che è quello di essere figli di Dio.

Con il Battesimo vieni inserito in una comunità non nel tuo rapporto con Dio. E’ la comunità che poi ti fa scoprire e vivere l’altra dimensione. Nella storia della chiesa il Battesimo non avveniva in tutte le chiese, ma solo nelle pievi, le chiese madri, perché ti univi non al tuo piccolo gruppo, ma alla comunità dei credenti che stava vivendo determinate realtà. Unendoti e venendo scritto nel libro dei credenti poi scopri il tuo essere figlio di Dio, il perdono, l’amore, la forza di fronte al male  e via dicendo. Nel battesimo ci sono i padrini che ricevono il cero acceso, simbolo di Cristo, perché il loro compito è quello di farti conoscere Cristo e la comunità e, man mano che cresci, di portarti dentro la comunità. Il cristiano non deve rimanere da solo. La lettera agli Ebrei dice che se vuoi accendere un camino e metti un solo pezzo di legno, fa fumo, se vuoi la fiamma devi mettere almeno 3 o4 pezzi di legno insieme perché l’uno scalda l’altro e ti mantiene la fiamma accesa. II cristiano ha bisogno della comunità. Mentre i genitori ti portano dentro la vita, i padrini ti portano dentro la comunità Questa idea di comunità non ha più incisività nella nostra vita, l’abbiamo persa, ma è la vera forza del cristiano-

Domanda: ma la comunità può sostenerti anche nel perdonare? Io l‘ho visto sempre come un atto individuale.

Risposta: C’è un discorso molto forte che non abbiamo ancora messo a fuoco, ed è il vero discorso, della comunità oggi, quello del discernimento.(ne abbiamo parlato agli esercizi, però adesso il lunedì mattina sto facendo un corso sul discernimento). Cosa è successo? Noi siamo cresciuti senza discernimento perché c’erano le regole, le leggi e il discernimento era relegato solo a scegliere lo stato di vita, per cui era usato solo da chi si faceva suora o prete o prima del matrimonio… Il discernimento era finito perché c’erano le regole (le leggi ebraiche). Per fare il bravo prete, queste erano le regole…la brava suora queste erano le regole…il bravo marito o moglie queste erano le regole…siamo cresciuti così.

Con il Concilio Vat. II abbiamo riscoperto la persona dello Spirito Santo e la vita del cristiano maturo non sta nel seguire le regole, ma nel lasciarsi guidare dallo Spirito. Se leggete il cap. 5 della lettera ai Galati dice che se tu continui a seguire le regole sole (le leggi ebraiche) non hai più la grazia di Dio perché Cristo è uscito dalla legge. La legge ora è il pedagogo del bambino, ma quando tu cominci a respirare e a vivere dello Spirito, entri in una dimensione totalmente diversa, perché sei tu, in situazione, che devi decidere quello che è il bene e quello che è il male.

Non è la regola che te lo dice, per cui i grandi maestri di Spirito ti dicono “quello che per Paola nella sua situazione può essere bene, per un altro nella propria situazione la stessa cosa può essere male. La forza dello Spirito sta nel capire la proposta che Dio ti fa hic et nunc cioè in questo luogo e in questo momento. E lo sai solo tu.

E’ interessante vedere come nella vita arrivare al discernimento. Ci stiamo fondando su un articolo che ci dà dei punti di riferimento e il primo che abbiamo visto questa mattina come lo applica Papa Francesco: Dice che dobbiamo dare il via a dei processi però dobbiamo riuscire a mettere insieme l’impulso interiore con il dialogo con la realtà. Questo è alla base del discernimento.

Tu leggi la Parola di Dio o vedi una situazione, ti nasce dentro un desiderio di bene, di reazione e via dicendo. E’ qui dove il discernimento diventa vero, non se tu segui come molti dicono: “io sento questo e faccio questo” Questo non è discernimento.

Il discernimento è che l’imput interiore o spirituale che tu senti, devi poi dialogarlo con la realtà, questo è il compito vero del cristiano.

Ecco quello che veniva detto prima: il singolo e la comunità. La comunità è il luogo di dialogo, di confronto dove tu fai chiarezza su quell’imput che il Signore mette dentro la tua vita, quindi senza comunità un cristiano è un broccolo, non va da nessuna parte.

Richiesta di chiarimento su discernimento e coscienza.

Risposta. Sono la stessa cosa, però il discernimento ti dice che la tua coscienza devi maturarla, devi illuminarla, non basta seguire la propria coscienza, ma devi avere una coscienza illuminata e chi ti illumina la coscienza è proprio il discernimento che fai confrontandoti con la realtà.

Un esempio che abbiamo vissuto io e Leeann. Ci siamo trovati con un gruppo di persone meravigliose: erano giovani, ragazzi e ragazze, che avevano consacrato la loro vita e stavano facendo cose grandi. Quando il loro fondatore è morto, è successo un disastro, ognuno è andato dietro alle proprie sensazioni o visioni e, pur avendo ispirazioni di bene che nascevano dentro di loro, non si sono confrontati con nessuno, hanno fatto guerra tra loro ed è andato tutto disperso, non c’è più niente. Erano persone pronte a dare la vita per il bene, ma pur seguendo la loro coscienza che era per il bene, non avevano la capacità di confrontarsi, e hanno buttato all’aria tutto.

A Medugorje sta succedendo la stessa cosa. Nessuno nega che ci sia un positivo che nasce, però, se non ti confronti, e vuoi andare per conto tuo, non costruisci il regno di Dio. Questi sono i problemi veri e gravi.

La forza della comunità è mantenere la certezza, che nasce dal discernimento che si fa insieme, che il Male è sconfitto per cui non ne abbiamo paura, noi guardiamo oltre.

 

Riassumo

Se la comunità cristiana vuole rendere vivo il Cristo risorto, vuole vincere il Male e vuole portare il cielo sulla terra:

-prima deve annunciare il Vangelo

-poi deve avere una lettura chiara che il Male è sconfitto.

 

 

CAPITOLO 18

 

Il capitolo  18 cosa ci dice?

  1. 2-A gran voce egli gridò: “ E’ caduta, è caduta Babilonia la grande!…”
  2. 4- l’altra voce dal cielo dice: “Voi che siete il popolo mio, allontanatevi da lei, non siate complici dei suoi peccati altrimenti anche voi sarete puniti! Perché…pagatela con la stessa moneta! Anzi rendetele il doppio del male che ha fatto!…” La comunità cristiana, quindi, è chiamata a non entrare in questo gioco di potere e di male (Tutti stiamo vedendo la fatica che Papa Francesco sta facendo per tirar fuori la comunità cristiana da questa forza del Male e del Potere e non è così semplice perché la reazione di chi non vuole è forte). Il suggerimento che qui viene dato alla comunità cristiana è molto chiaro: voi siete il popolo mio, allontanatevi da queste cose, non mischiatevi con queste cose.

 

Da che cosa questo popolo si deve allontanare?

  1. 9-ss dai capi della terra che sono stati i suoi complici nelle sue immoralità… e dai mercanti…perché i capi della terra che fanno i loro inghippi, e li devono fare perché ti devi mettere d’accordo, e non sempre puoi farlo in alto. Ti metti d’accordo, normalmente sul minimo comune denominatore e poi da lì nasce di tutto e di più. I capi della terra e i mercanti passano. Questo è il grosso discorso che l’Apocalisse in senso profetico ci sta facendo. Non legarti alle cose che passano. Come non ti devi legare ai beni materiali che passano, così ti devi allontanare, devi tenere le distanze dai capi della terra e dai mercanti.

Tutto questo è molto bello e molto forte.

v.20- Quando ti sei allontanato da tutto questo, ma tu, o cielo, esulta della sua fine e anche voi…

v.21-l’altro angelo mette la parola fine a questo discorso con questa pietra che butta dentro e dice ,guardate che queste cose finiscono così.

 

Quindi : la comunità dei credenti che annuncia la Parola di Dio

Ha la certezza che il Male è finito anche se vede ancora potere e Male che si alleano

               E’ chiamata a non fare inghippi né con i capi, né con i mercanti.

 

Perché? …Dove deve andare?… Come si deve manifestare la comunità dei credenti?

 

 

CAPITOLO 19

 

Cosa deve fare?…a cosa è invitata? …qual è la forza, la bellezza della comunità dei credenti?…

Qual è l’obbiettivo?…dove deve arrivare?…di che cosa deve vivere?…

Lei che ha annunciato il Vangelo, che si pone nel mondo con queste caratteristiche. Qual è il suo respiro? la sua forza, la sua  gioia?…A cosa è invitata la comunità dei credenti?

E’ invitata alle nozze!

E’ lì. E’ questa la forza dell’Apocalisse. E’ da qui che comincia E’ qui che si apre l’ultima parte dall’Apocalisse perché tu se, sai annunciare il Vangelo, fai quello che abbiamo letto, sei invitata  alle nozze dell’Agnello. Questa è la comunità dei credenti.

E lì, alle nozze dell’Agnello, tu ti presenti come la sposa. Le è stato permesso di vestirsi di tela fine splendida e pura, e la tela fine rappresenta le buone azioni compiute da coloro che appartengono a Dio.

 

Questa è la visione grande dell’Apocalisse, l’aspetto profetico dell’Apocalisse.

 

La comunità dei credenti è colei che accoglie e si lascia guidare da Cristo risorto, ma è colei che poi è presente nel mondo annunciando la vittoria di Cristo sul Male e portando il cielo sulla terra.

 

Se la comunità dei credenti prende questi atteggiamenti arriva al suo culmine, alla sua pienezza, viene invitata alle nozze dell’Agnello e lì tu sarai la sposa vestita di bianco, di queste buone azioni. Poi termina questo invito dicendo: attenzione perché anche qui corri il rischio di “leccare” qualcuno. L’angelo che ti ha dato la notizia, il vescovo che guida la comunità, la comunità che annuncia il Vangelo non devono ritenersi superiore agli altri (v.10) perché sia l’angelo, sia coloro che testimoniano la loro fede, sono tutti servi di Dio.

 La comunità cristiana dove trova la sua forza?

Nell’adorare Dio

non nel dare importanza a questo o a quell’altro.

 

Adora Dio perché lo scopo di tutte le profezie e di tutto quello che sta accadendo è solo quello di parlare di Gesù.

 

L’Apocalisse ci riporta alla semplicità  della vita di sempre. Noi siamo fratelli, siamo sorelle e uno non può dire all’altro “io non ho bisogno di te.”

 

 

Sintesi

Oggi è la Chiesa che ha il compito di annunciare il Cristo risorto perché è l’unico modo con cui si vince il Male e si porta il cielo sulla terra, però in questo annunciare il Vangelo devi avere gli atteggiamenti giusti, cioè

Avere delle certezze

Allontanarti da certe situazioni

Tener presente che la forza di te come comunità è quella di essere invitata al banchetto dell’Agnello

 

 

Preghiera di Lucia

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