Apocalisse cap. 20,1 – 21,8

Apocalisse cap. 20,1 – 21,8

 

 

 

 

APOCALISSE

 

14-01-2019

Da Paola

 

Saluto di Paola, poi

 

 

Don Carlo

 

Bentornati a tutti, continuiamo il nostro cammino con la luce dell’Apocalisse. Vi ricordate fin dall’inizio il taglio che abbiamo voluto dare a questa lettura il taglio del libro profetico. Abbiamo visto nei primi capitoli che Gesù, il Risorto, è presente nella comunità, poi la comunità che con l’annuncio del Vangelo prende le sue responsabilità e ,sempre con l’annuncio del Vangelo, realizza un mondo totalmente nuovo.

Questa sera cominciamo a renderci conto di quale comunità nasce nel momento in cui si è forti nell’annunciare il Vangelo. Qual è la comunità vincente? Perché questa è la conclusione del libro dell’Apocalisse: hai accolto Cristo risorto che è presente, hai annunciato il Vangelo, quindi ti sei messo a servizio di quest’opera di salvezza che Cristo con la sua morte e resurrezione ha voluto portare nel mondo, però che razza di comunità devi essere? Come devi vivere? Come devi affrontare la vita insieme con gli altri guidato e alla luce di Dio?

Questa sera cominciamo a vedere la vitalità di questa comunità.

 

Come nasce una comunità nuova che ha messo insieme la resurrezione di Gesù con l’annuncio del Vangelo?

 

 

LETTURA CAP. 20,1-21,8

 

 

Che tipo di comunità o di chiesa nasce da questo aver accolto il Cristo risorto e da questo annunciare il Vangelo? Se vi ricordate le ultime volte abbiamo detto che comincia a portare un giudizio sulla terra. Quando una comunità cristiana è così chiara, come deve essere? Quali sono le sue caratteristiche, il suo modo di vivere, il suo modo di stare insieme? Riuscite ad identificare qualche caratteristica di questa comunità?

Risposta di uno di noi “C’è quasi un primo giudizio universale…”

 

Don Carlo: Se vedete nel capitolo 20 ci sono due quadri: il primo è questo, poi un altro che dice che i mille anni sono di periodi non si possono identificare con il millenarismo. Sapete come è nato e come è andato avanti questo discorso…mille.ma non più mille… ma non è questo un discorso millenaristico, dice : “c’è un tempo grande per…”è quindi una comunità che è chiamata a vivere due esperienze ben chiare, ben distinte.

Un’esperienza dove il Male è legato, il diavolo è legato

e un’esperienza dove il Male è libero…

 

Guardiamo bene il testo.

Che comunità c’è nella prima esperienza?

Che comunità c’è nella seconda esperienza? I due quadri sono chiari? No. Riguardiamo il testo.

  1. 1-6 C’è il diavolo che è legato, c’è un certo modo di vivere e quindi un certo risultato.
  2. 7 in poi Sono passati mille anni, Satana sarà liberato, e qui c’è un altro modo di vivere.

 

Guardiamo il primo quadro(v. 1-6).Di che cosa è fatto? Guardate che questo è molto, molto molto interessante perché dice che c’è un tempo nella comunità cristiana (ma anche nella nostra vita personale) in cui il diavolo è legato nel senso che tu nella tua fede sei talmente libero di dare la tua testimonianza, che arrivi fino a dare la tua vita, cioè non sei tentato di tirarti indietro. Allora in quel tempo in cui il diavolo è legato e c’è solo la cattiveria umana che lavora,  succede che vidi dei troni e quelli che vi si posero a sedere avevano il diritto di giudicare. Vidi le anime di quelli che erano stati decapitati…erano tornati in vita e ora regnavano con Cristo per mille anni Questa è la prima resurrezione….su di loro la seconda morte non ha potere…(v. 4-6).

Nella chiesa primitiva.(c’è chi vede addirittura nei primi mille anni della chiesa, il tempo dei Padri, prima che nasca l’Umanesimo, prima che nasca il mettere la persona al primo posto e non più Dio al primo posto) i Padri della chiesa vedono nel martirio l’apoteosi della vita cristiana, infatti Tertulliano dice che il sangue dei martiri è il seme che fa nascere nuovi cristiani proprio perché

quando sei così entusiasta di Cristo, pronto a dare la vita per Cristo, sei il vero testimone di Lui e non c’è più giudizio davanti a te.

 

C’è stato un periodo della chiesa in cui si parlava, del Battesimo di sangue anche per i bambini, cioè di tutti quei bambini che erano morti senza il Battesimo però che avevano sofferto, dato la vita per…perché nella comunità cristiana il dare la vita, il martirio, era per i Padri l’unica forma di santità. Non esistevano allora i Santi perché avevano fatto miracoli o perché avevano fatto del bene. Il Santo era soltanto colui che aveva dato la vita per testimoniare. Tre le caratteristiche del martirio: per aver testimoniato Gesù, aver proclamato la Parola di Dio, non aver adorato il mostro o la sua statua e non aver accettato il suo marchio sulla fronte o sulla mano. E’ interessantissimo questo perché era il modo con cui viveva la prima comunità cristiana.

Se andate nelle catacombe qui a Roma, vedete che tutte le tombe dei martiri hanno un foro (es. a S. Callisto) perché i cristiani che erano nella persecuzione, per essere capaci di testimoniare come loro, buttavano i loro vestiti in quel buco per prendere dai martiri, la forza di affrontare il martirio. Prendevano la forza dei martiri perché i primi cristiani vivevano proprio di questo, non avevano la morale come noi, non avevano dottrine, avevano semplicemente un rapporto con Cristo e con la Parola così forte, così vivo che erano pronti a dare la vita.

Alla fine delle persecuzioni ci fu la questione dei lapsi cioè coloro che durante la persecuzione avevano rinnegato la fede, avevano tradito. Potevano rientrare nella chiesa? Alcuni vescovi dicevano sì, altri no, perché se di fronte al martirio ti sei tirato indietro, che cristiano sei? Non hai più diritto di stare nella chiesa!

 

Allora vediamo. C’è una comunità per mille anni o c’è un tempo, che se lo applichiamo può essere un tempo della nostra vita, in cui siamo entusiasti, generosi, pronti a parlare di Cristo, pronti a muoverci, pronti ad andare, in cui non c’è bisogno che ci preoccupiamo di tante altre cose perché sei già risorto, sei già una creatura nuova, sei già in una dimensione piena di vita e non c’è. nessun giudizio per te E’ bellissimo! Questa è una comunità che vive così, o può essere un piccolo gruppo di cristiani che vive così, perché Satana, il diavolo non è riuscito a toglierti l’entusiasmo. Era legato per te, non aveva nessun potere su di te perché eri talmente pieno di Cristo e della sua Parola che eri pronto a dare la vita. Noi abbiamo alcuni dei nostri cristiani, convertiti da poco, che non si tengono più, vanno in giro per il mondo per annunciare Cristo e non li fermi. Hanno scoperto questa ricchezza, questa meraviglia e sono pronti a dare la vita, non  importa se li prendono in giro E’ il discorso che la chiesa ha voluto rilanciare quando parla del cristiano discepolo-missionario. Quando il cristiano è ricco della Parola di Dio e pronto a testimoniare, non esistono più le tentazioni, le fragilità, cioè la missionarietà purifica.

Nell’Evangeli Gaudium di Papa Francesco è molto chiaro questo: quando tu ti muovi, quando vai ad annunciare Cristo, Satana l’hai già legato perché sei più forte di lui. Papa Francesco sta cercando di rilanciare la missionarietà, non perde occasione per dire queste cose perché la missionarietà incatena Satana. Quando Gesù dà il grande mandato o quando i 72 discepoli vanno e ritornano cosa dicono? “Abbiamo visto Satana che scappava…”semplicemente perché erano andati, avevano preso questa responsabilità.

C’è quindi un periodo nella chiesa in cui è più forte questo. Una comunità missionaria è libera, non gli fa più senso la seconda morte, sono già risorti, sono già vivi, sono già sui troni che giudicano, e perché? Ecco le tre caratteristiche: perché hanno testimoniato, hanno annunciato, e non si sono lasciati intimorire dal Male, essi hanno questi valori di base.

Nella nostra vita spirituale può essere la stessa cosa. Questo è uno dei punti più delicati.

 

Qualche anno fa, a Parigi e a Milano hanno tentato di dare il Battesimo ad alcuni adulti facendo un catecumenato serio adatto a loro e portato avanti direttamente dal vescovo di Parigi e da quello di Milano. Il problema è stato che, preparati bene, questi nuovi cristiani non sapevano più dove metterli. A Parigi hanno dovuto sospendere il catecumenato fatto in un certo modo perché ne uscivano persone così forti, entusiaste, creative, piene di vita, pronte ad andare che le vecchie comunità non le volevano più. A Milano la stessa cosa, ed anche in America ad Atlanta. Perché? Perché loro erano chiari sulle tre caratteristiche avevano testimoniato su Gesù, avevano proclamato la Parola di Dio e non avevano adorato il mostro ne la sua statua Se le vecchie comunità erano impostate su altri valori non era facile.

 

E’ importante però tenere presente che se non torniamo su questi valori, Satana non è legato, Satana opera.

Quando noi siamo chiari su questi tre punti: testimonianza, annuncio e non lasciarsi intimorire dal Male, allora Satana non ha poteri né sulla Chiesa, né su noi, né sul mondo.

 

Ci sono delle realtà dove questo è accaduto e sta avvenendo. Abbiamo avuto una chiesa che, prima che si affermasse l’Umanesimo con le sue filosofie, viveva della Parola di Dio e queste cose le erano molto chiare. Ho avuto un insegnante, Padre Calati monaco camaldolese, che spiegava la storia della Chiesa non guardando alla storia dei Papi, ma vedendo quanto nel secolo che stavamo studiando, la comunità cristiana viveva della Parola di Dio o si allontanava da essa. Ha fatto così una storia di una bellezza straordinaria, perché vedevi che quando la Parola di Dio e Cristo erano al centro, la comunità cristiana prendeva vita ed era capace di essere lievito, sale della terra, luce del mondo…quando la comunità perdeva questo rapporto chiaro con la Parola di Dio, la testimonianza e la missionarietà si annacquava in centomila situazioni.

 

Uno di noi domanda: L’entusiasmo del neofita, che veramente esplode quando conosce la Parola di Dio, ha a che vedere con questo oppure si mantiene nella costanza e aderenza alla Parola?

Risposta : E’ un tempo nel quale devi saper mettere insieme tre elementi. Qui non si parla di entusiasmo, qui si parla di testimonianza, di Parola di Dio e di non portare il timbro del mostro, quindi di essere libero da ogni compromesso fino al punto di dare la vita, cioè di pagare di persona. Questo è un modo di essere comunità cristiana che nasce e che ti toglie da ogni giudizio. Sei, già risorto, sei già nella vita nuova perché incateni il Male e sei già sul trono del giudizio, (sul trono del giudizio c’è chi fa parte di Dio). E’ mille anni, è un tempo è forse anche che fa parte della nostra vita, poi l’applicazione la possiamo fare come vogliamo.

 

 

vv 7- Poi c’è un altro tempo in cui il Male è liberato, (leggere le caratteristiche da 7 a 10) allora sul trono cosa avviene? (leggere 11 e ss) Avviene che tu sarai giudicato secondo le tue opere.

 

Allora abbiamo due tipi di comunità, due tempi, due fasi della nostra vita

La prima se tu sei fedele alla Parola e dai la vita per il Vangelo hai risolto il problema.

Se tu però vivi in un tempo, in una comunità dove, bene o male, Satana è entrato e allora uno parla male dell’altro…quell’altro se la prende con il primo… e uno dice ho ragione io e l’altro ho ragione io…e quel Papa è così…e quell’altro Papa è così… poiché quando si comincia a discutere ci si perde, allora dice: quello è il tempo in cui devi andare secondo la tua coscienza.

 

                                                                     Noi siamo in questo tipo di momento

 

Per cui in questo momento se si va dietro alle leggi di Chiesa o di Stato non se ne esce, infatti qui sta venendo fuori, in modo molto forte, quello che è sempre stato la vitalità del cristiano, che l’ultimo giudizio davanti a Dio di un cristiano non è  “io ho obbedito al Papa o al prete o…” ma l’ultimo giudizio davanti a Dio è la propria coscienza. Scatta un meccanismo diverso:

là (v. 1-10 Satana incatenato) era la forza dell’annunciare la Parola e della fedeltà fino a dare la vita,

qui (v. 7-15 Satana liberato) scatta una comunità totalmente diversa dove è la tua coscienza che deve guidarti perché sarai giudicato secondo le tue opere, non se hai obbedito o no.

 

A mio avviso siamo in un’epoca in cui se non impariamo a formarci la coscienza e a seguirla non capiremo più niente. Nel mondo in cui stiamo vivendo non sappiamo più se una notizia è vera o falsa. Non vai da nessuna parte se non decidi tu quello che è giusto o non giusto e Dio ti chiederà conto di questo.

Oggi non si può più dire ad un ragazzo che cresce qui c’è il Bene e lì c’è il Male. Bisogna formarne la coscienza. E anche noi dobbiamo formarci una coscienza. L’Apocalisse ci sta parlando di questo, ci dice, attenzione, c’è un tempo, cioè un modo di essere chiesa (Satana incatenato), e un altro tempo (Satana liberato) in cui essere chiesa significa formarci una coscienza e non continuare a dire questo si fa, e quest’altro non si fa. Se oggi a un cristiano non formi la coscienza o diventa un lassista a cui tutto è permesso, o diventa uno con il paraocchi. Ora abbiamo queste due realtà nella Chiesa (comunità cristiana), Perché?    Perché è un tempo in cui il Male si è scatenato e lo vediamo a tutti i livelli: dentro di noi, nella politica, nella pornografia, nell’emigrazione, nei modi in cui si trattano le persone…è un macello, quindi o ti formi la coscienza, o dici che schifo di mondo è questo…io me ne chiamo fuori.

 

E’ bello vedere come l’Apocalisse già ci stia parlando di questo, dice attenzione c’è un tempo e un modo di essere chiesa, poi c’è un altro tempo e un altro modo di essere chiesa.

Nella prima esperienza se tu ti butti ad annunciare il Vangelo con questa testimonianza fino a dare la vita, non c’è bisogno di tante altre cose, perché è la Parola stessa che ti purifica, è lo scontro con la realtà che ti purifica. E’ un discorso molto forte e molto duro. Pensate ai preti per esempio. Prima del Concilio ti dicevano che per essere un buon prete o farti santo dovevi fare gli esercizi dei Gesuiti e pregare e via dicendo…poi arriva il Concilio che dice se vuoi fare il bravo prete o essere santo porta avanti bene la tua missione, vivi bene quello che celebri. Es. :Celebri l’Eucarestia? Vivila con gioia, falla diventare la tua vita. Leggi la Parola di Dio? Portala avanti con gioia, falla diventare la tua vita.

Prima del Concilio celebrare l’Eucarestia e leggere la Parola era quasi il lavoro che facevi e poi avevi il tuo spazio per santificarti.

Così si diceva anche alle famiglie, ai coniugi: Vai in chiesa, confessati, fai la comunione e poi… No, la tua santificazione è stare con tua moglie (marito) e portare avanti la tua vita, è vedere in lei il Signore che ti ama, il Signore che ti corregge, il Signore che ti mette le mani addosso, Il Signore che ti fa diventare migliore, [uno di noi: il Signore non “rompe” mai però! Risposta : Attraverso di lei, sì, ma è sempre Lui!].

Vedete come il Concilio ha cercato di cambiare questa mentalità, però ancora stiamo annaspando, ma questa è la differenza, modo Noi possiamo essere una comunità o dei cristiani in un modo o una comunità o dei cristiani in un altro modo. Nel primo modo basta che diamo la vita per testimoniare e per la Parola, nel secondo dobbiamo formarci una coscienza forte, chiara!

 

 

CAPITOLO 21, 1-8

 

Cosa ci dice questo Capitolo? Che tipo di chiesa è? Ci sta dicendo una cosameravigliosa

      la comunità cristiana non è opera nostra, è opera di Dio, scende dal cielo, da Dio.

è bellissimo questo, sia che tu viva in un modo o in un altro  modo.

 

  1. 1-2 Vidi una nuova terra, un nuovo cielo perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi, vidi la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo da parte di Dio: splendente, bella come una sposa alle sue nozze.

 

Cosa ci dice questo?

Che la comunità cristiana è opera di Dio, ma è un’opera di Dio dove non ci sono più i mari (il mare, l’oceano nella Bibbia è il luogo del Leviatan, il luogo dove abita il Male) Cosa significa?

 

                       Che nella comunità cristiana non ci deve essere spazio per il Male

 

Questo è un elemento difficile da gestire. Perché il Male si insinua anche nella comunità cristiana, nella chiesa, nella famiglia. Quando ho iniziato a costituire le nostre comunità cristiane ho dovuto , ad un certo punto, prendere tre individui , portarli fuori dalla chiesa perché portavano la negatività Anche nei villaggi succede: quando nei villaggi cominciano le discussioni, le liti. Provate varie vie di pacificazione(con le buone, con le cattive…) alla fine resta solo l’allontanamento, anche se temporaneo, delle persone che non vanno. Poi si riprova ma con criteri ben chiari Nella comunità cristiana, che è opera del Signore, il mare non deve esserci. non ci deve essere spazio per il Male.

Ci vuole tanto coraggio e forza. Es. la vita di Padre Pio è stata tutta una lotta contro il male sia spiritualmente che fisicamente. Era una lotta corpo a corpo.

 

Quello che è interessante notare è che sia che siamo nel primo quadro, sia che siamo nel secondo, la comunità cristiana è opera di Dio e nella comunità cristiana il Male non c’è più.

La comunità cristiana deve essere bella, splendente, devi sentire gioia, poi ci sarà il giorno in cui ti gira, in cui ti offendi, in cui litighi, ma non deve essere una situazione costante. Puoi essere arrabbiato per un po’, ma poi te la devi far passare, non puoi rimuginare tutta la vita…non c’è più bellezza, non c’è più niente che viene dal cielo!

  1. 3 Cos’è la comunità cristiana? “Ecco ora la casa di Dio è fra gli uomini. Egli vivrà con loro ed essi saranno il suo popolo…Ieri abbiamo celebrato la festa del Battesimo di Gesù che la chiesa ha messo come conclusione del tempo di Natale e inizio del tempo per annum. Cosa c’è con il Battesimo di Gesù? C’è un passaggio straordinario ed è bello notarlo nei testi. Il Vangelo dice che il popolo attendeva, si faceva battezzare da Giovanni, ma cosa desiderava il popolo? Nella prima lettura Isaia diceva che desiderava la liberazione, il sentirsi liberi dalla colpa; invece con il Battesimo di Gesù Dio risponde al popolo in un modo che va molto al di là perché nel Battesimo di Gesù abbiamo tre segni che non hanno niente a che fare con la liberazione, ma c’è il cielo che si apre, lo Spirito Santo che scende in forma corporea come di colomba e che si posa, e la voce che dice “Tu sei il mio Figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto.

Guardate cosa sono questi tre segni:

-il cielo si apre…che vuol dire? Casa mia è casa tua, ormai siamo una cosa sola. Il cielo è casa tua, non lo devi meritare, facciamo festa, come nel Figliol prodigo.

-lo Spirito Santo in forma di colomba…cosa c’è? C’è un passaggio straordinario: al tempo del diluvio la colomba torna per dire non c’è più castigo, c’è l’arcobaleno, ormai siamo una sola cosa e ancora c’è la colomba o lo Spirito che aleggia sulle acque, cova, fa nascere una realtà nuova.

Con il Battesimo quindi, l’amore di Dio, lo Spirito di Dio ti fa diventare nuova creatura (ricorda un’icona in cui si vede Maria che ha nella pancia un uovo che la colomba, (lo Spirito), sta covando perché si apra e nasca la vita nuova).

Tu hai. Il cielo che si apre e diventa casa tua; la colomba che cova che ti dice : io comincio a tirarti fuori a darti una vita nuova; poi c’è la dichiarazione della paternità di Dio “tu sei mio figlio, l’amato tu sei la mia gioia” (in italiano è brutta la traduzione ”in te mi sono compiaciuto”)

Con il battesimo c’è lo Spirito di Dio e si diventa figli.

  1. 5 e colui che è seduto sul trono (Gesù) disse “Ecco io rinnovo tutte le cose” Poi rivolto a me disse “Scrivi perché ciò che ti dico è vero e degno di fede” .E’ fatto, io sono il Principio e la fine…chi vince possiederà tutte queste cose….”

Che cosa nasce nella vita di una persona e di una comunità quando si accoglie Cristo risorto e quando si comincia ad annunciare il Vangelo? s

Si arriva a vivere nel mondo in un certo modo se leghi Satana, o in un altro modo in cui tu devi camminare con la tua coscienza, se non lo leghi, ma sia un modo, sia l’altro questa è l’opera che Dio sta compiendo. Poi partirà l’ultima parte che è quella della sposa.

Lo scopo della Parola di Dio aprire la mente scaldare il cuore. Quando la leggi come Parola di Dio, ti dà una visione e una serenità straordinaria e ti dà la gioia di essere figli di Dio.

 

 

Canto con Leeann

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