Apocalisse cap. 1 (Guardini)

Apocalisse cap. 1 (Guardini)

APOCALISSE caratteristiche e spiritualità

secondo Romano Guardini

08-04-2019

Da Paola

Saluto di Paola..

Don Carlo,

Buona sera e ben ritrovati. Abbiano finito di leggere il libro dell’Apocalisse, ci sono però degli aspetti che questa sera vorrei riprendere e poi vedere, secondo Romano Guardini, quali sono le caratteristiche di questo libro e quale spiritualità porta nella nostra vita. Ormai credo che abbiamo maturata la visione dell’Apocalisse, l’abbiamo letta sotto l’aspetto profetico, abbiamo visto Cristo il Risorto, presente nelle comunità, poi abbiamo visto le comunità che hanno preso la loro responsabilità nella lotta contro il Male e infine abbiamo l’apoteosi, il Regno di Dio che si realizza nella sua pienezza.

Riprendiamo, allora, il capitolo primo per ritrovare alcune delle caratteristiche di questo libro, e per vedere quali proposte fanno per la nostra spiritualità, cioè per il nostro modo di vivere la fede.

 

LETTURA DEL CAP. 1

Perché abbiamo riletto questo primo capitolo? Proprio per prendere coscienza ancora una volta che è speciale. Romano Guardini (nella parte finale del libro Il Signore) quando ci parla di Gesù nell’Apocalisse dice che questo è un libro di consolazione, cioè un libro che è stato scritto a cristiani che vivevano in un periodo di persecuzioni, per incoraggiarli, per dare loro forza, visione, delle cose di fronte a quello che stava succedendo.          Dove sta l’incoraggiamento di questo libro?

Sta nella persona di Gesù. E’ Lui che in varie forme lotta contro il Male, vince il Male, realizza un Regno nuovo. Nell’Apocalisse Giovanni incoraggia mettendo al centro Gesù.

Giovanni incoraggia anche in un altro modo: facendoci capire quanto sia importante, nell’opera che Dio sta compiendo, il saper avere i tempi di Dio. Quante lotte noi troviamo nell’Apocalisse!

Ne abbiamo viste di tutti i colori, però il vincitore è Cristo! Volevo partire da qui per tirar fuori una caratteristica della vita cristiana che papa Francesco ci presenta in un modo tutto suo, come un principio, che lancia nell’Evangelii Gaudium, quando dice che

 

                                                             IL TEMPO È SUPERIORE ALLO SPAZIO

 

E’ un principio di saggezza nella vita cristiana che il libro dell’Apocalisse mette in risalto in modo molto chiaro e preciso. Noi siamo abituati a vivere nello spazio e a organizzare lo spazio, non siamo abituati a risolvere i problemi nel tempo. La caratteristica di Papa Francesco è quella di dare il via a dei processi. Lui non vuole prender in mano le situazioni e risolverle, perché questo è il principio di chi: ho la casa in disordine, trovo lo spazio per ogni cosa e, nella nostra mentalità quando ogni cosa ha il suo spazio, la casa  è in ordine… e dopo un mese la ritrovi come prima.

No, il principio che l’Apocalisse ci dà e che Papa Francesco riprende è che i problemi si risolvono nel tempo, non si risolvono nell’azione immediata, non si risolvono nello spazio.

Leggiamo nell’Evangelii Gaudium come Papa Francesco ci presenta questo principio e poi come lo applica.

 

 

LETTURA DI EVANGELII GAUDIUM n. 222-223-224-225 pag.228 e ss.

Dalla lettura dell’Apocalisse viene fuori in modo straordinario il principio di saggezza spirituale:

il Male si vince nel tempo, non si vince nello spazio. Pensate a questi fratelli e sorelle che erano nella persecuzione, se avessero voluto che il Signore vincesse il Male in quel momento, non avrebbero capito niente della loro vita e sarebbe successo quello che succede a tanti di noi: “Come, ho pregato perché succedesse questo e poi è accaduto esattamente il contrario!” Ricordate come la Bibbia è chiara: “i suoi tempi non sono i nostri tempi.” I suoi criteri non sono i nostri criteri, e questo nella storia della salvezza e nella storia della vita spirituale ha un’importanza straordinaria, perché la pienezza della vita di un cristiano non si realizza qui, nel tempo e nello spazio, si realizza oltre il tempo e lo spazio. Se dobbiamo mirare a questo tipo di realizzazione non possiamo pretendere che il Male venga vinto qui, dobbiamo avere un orizzonte ampio, un respiro grande. Il libro dell’Apocalisse dà continuamente questo respiro. C’è una lotta continua. Sul più bello (ricordate che Satana era stato legato e sembrava tutto finito)… lui… riciccia fuori da un’altra parte, allora riparte il combattimento e lui…riciccia fuori…e continua perché il tempo è superiore allo spazio e l’opera che Dio compie è un’opera di Dio che si compie nel tempo e al di là del tempo.

Questa è una mentalità che noi abbiamo perduto completamente, ecco perché il libro dell’Apocalisse diventa importante nella spiritualità di un cristiano, perché ci aiuta ad avere la nuova mentalità.

 

Un esempio- Nella liturgia della Messa di ieri c’era una proposta straordinaria. Il profeta Isaia diceva che Dio, nel tempo, aveva operato la liberazione del suo popolo dall’Egitto ha aperto una strada nel mare, ha tracciato un sentiero…però, diceva anche che questa celebrazione della Pasqua come uscita dall’Egitto, era una cosa che noi dobbiamo dimenticare, Non ricordate più le cose passate… perché dice ecco, io faccio una cosa nuova, proprio ora germoglia, non ve ne accorgete? (isaia43.16-21)e la liturgia di ieri ci diceva, guardate che la Pasqua vecchia è finita, c’è una Pasqua nuova che il Signore ci sta proponendo E poi se andate nel Vangelo di ieri, quello dell’adultera (Gv. 8,1-11), qual era la strada nuova? Qui trovate una cosa straordinaria, ecco perché il tempo sviluppa la Pasqua, e ti fa entrare nel mistero. Nel V:T: con la liberazione dall’Egitto c’è una Pasqua perché nella vecchia Pasqua per liberare un popolo se ne ammazzava un altro: essi giacciono morti; mai più si rialzeranno ;si spensero come un lucignolo, sono estinti. E’ una mentalità che ancora portiamo; tutta la nostra politica europea è così: per star bene noi non accettiamo gli altri. E’ una mentalità che continua  Ecco perché il tempo è superiore allo spazio, perché ci sono cose nuove che il Signore fa Cosa è successo nel Vangelo di ieri con l’adultera? Ci sono gli scribi e i farisei che tirano fuori la legge di Mosè, per metterlo alla prova…Gesù cosa fa? scrive 2 volte per terra. Cosa scrive? Niente! I Padri della chiesa dicono che ha voluto far capire che la legge che Dio con il suo dito aveva scritto sulle tavole di pietra, è scritta per terra, su di noi, sulla nostra vita, ma tu che hai ricevuto questa legge di Dio, sei riuscito a rispettarla? Chi di voi ha rispettato la legge fino in fondo scagli la prima pietra.  Paolo dice che è la legge che ci condanna perché nessuno riuscirà mai ad osservarla in tutta la sua pienezza. E Gesù dice “Sì, quella era la legge di Dio, la legge di Mosè, era Parola di Dio, ma è stata scritta sulla tua faccia, sulla tua fragilità, sulla tua debolezza. Se sei riuscito a rispettarla fino in fondo, scaglia la prima pietra…E se ne andarono tutti cominciando dai più vecchi. Poi si china e scrive un’altra volta per terra e dice alla donna “nessuno ti ha condannato, nemmeno io …” Vedete la Pasqua nuova che sta venendo fuori con Gesù e viene fuori nel tempo.

 

Qual è  questa Pasqua nuova?

Per liberare dal Male, per sconfiggerlo non c’è più bisogno che muoia qualcuno, c’è bisogno del perdono e                              IL PERDONO DIVENTA LA NUOVA PASQUA

Viene fuori nel tempo perché Dio non poteva far capire queste cose tutte all’inizio. C’era un popolo da liberare, bisognava uscire dall’Egitto, era necessario sconfiggere un esercito, ma ora con Gesù c’è una Pasqua nuova per cui la liberazione dalla schiavitù non avviene più con la morte di qualcun altro, ma avviene grazie al perdono, e la croce di Cristo non è la morte di Cristo, è il perdono che Lui ci dà, tanto è vero che vince la morte, esce dalla croce dove il tempo è superiore allo spazio e risorge altrimenti sarebbe stato inchiodato lì per sempre, se quello era il sacrificio che ci salvava avrebbe dovuto continuare a fare il sacrificio. No! (leggete la lettera agli Ebrei , il sacrificio era uno, basta, è bastato quello!) Perché?

Perché era l’espressione del perdono, della misericordia. Gesù dalla croce cosa dice? “Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno” E poi emise lo Spirito Lì interviene il Padre e il corpo di Cristo risorge e diventa vita nuova. Perché nell’Apocalisse noi leggiamo questo cammino e questo principio fondamentale dove il tempo è superiore allo spazio? Perché l’opera di Dio si compie via via.

Nella seconda lettura di ieri Paolo dice una cosa di una bellezza straordinaria “Io ho messo Cristo al centro. La mondezza, che sono i miei pensieri, il mio diritto, le mie cose, non la voglio più tenere in casa, la butto nella discarica e (guardate qual è il punto focale della lettura) avendo come mia giustizia, quindi la giustificazione, ciò che mi libera, non è quella che viene dalla legge, ma quella che viene dalla fede in Cristo, la giustizia che viene da Dio, basata sulla fede.

La liturgia ieri ci chiedeva: “Che Pasqua vogliamo quest’anno? La Pasqua vecchia dove mors tua vita mea, o la Pasqua nuova dove il perdono diventa la novità di vita?

Avete visto Paolo che cosa dice (ecco perché il tempo è superiore allo spazio) “Non ho raggiunto la meta”, quindi non illudiamoci che perché facciamo la Pasqua abbiamo risolto tutti i problemi, “Non sono arrivato alla perfezione, ma mi sforzo di correre per conquistarla, perché anch’io sono stato conquistato da Cristo” Ecco perché ogni domenica celebriamo la Pasqua. Abbiamo bisogno che nel tempo si sviluppi questo perdono dentro di noi e tutte cose, tutta la mondezza spirituale che teniamo dentro di noi, deve uscire da casa nostra almeno una volta alla settimana. E la domenica è la nostra Pasqua settimanale proprio per buttar fuori tutto questo, per correre, per avere la liberazione che non è più legata alla morte di qualcuno, ma è legata, invece, al perdono.

Che Pasqua vogliamo? Ricordate che papa Francesco quando ha lanciato il suo messaggio per questa Quaresima e per la Pasqua ci ha dato come sfida di trasformare il deserto della nostra vita, delle nostre famiglie e della nostra città in un giardino. Nella nostra comunità celebriamo le Palme con rastrelli, scope e palette e puliamo tutte le strade del quartiere. Questa è Pasqua, non cantare l’Alleluia.  Sono realtà concrete che vengono fuori nel tempo.

L’Apocalisse ci porta  a questo principio spirituale: il tempo è superiore allo spazio, cioè non possiamo pretendere di cambiare il mondo subito, ora, come dico io, ma dobbiamo dare il via a dei processi. Cristo ha dato il via ad un processo. Molti dicono: è morto sulla croce, ha perdonato, ma è cambiato il mondo? Sì, no, non si sa, peggio di prima, meglio di prima e via dicendo…ma ha dato il via ad un processo e c’è gente che dà la vita per questo. E un processo va avanti.

Una vita spirituale sana non è una vita che cambia, è una vita che dà il via a dei processi, che mette in moto qualcosa, altrimenti cadiamo nella legge e la legge ci condanna. E’ l’opera dello Spirito, nell’Evangelii Gaudium papa Francesco dice che Cristo va sempre avanti a noi e se noi vogliamo stare con Cristo dobbiamo andare dove Lui è, lo chiama “Primerear”. E’ Lui che è già più avanti di noi, è Lui che sta combattendo e noi dobbiamo andare con Lui.

 

Andiamo a rivedere questo principio come papa Francesco ce lo presenta perché credo che sia molto, molto importante capire bene questo tempo superiore allo spazio.(Evangelii Gaudium n.222-225).

 

n.222 Parte dicendo che vi è una tensione tra la pienezza e il limite, cioè da una parte tu vorresti una cosa grande, piena, risolta e dall’altra parte c’è il limite che ti impedisce di portare avanti quello che tu sogni, che tu vorresti.

La pienezza provoca la volontà  di possedere tutto, il limite è la parete che ci si pone davanti.

Vedo il male, avrei il desiderio che si risolva; vediamo che vengono abusati dei bambini e il nostro istinto è di dire “Signore perché non ci metti una mano e non finisce questa roba” Vorremmo la pienezza, la vittoria sul Male, però c’è il limite: l’egoismo delle persone, ci sono gli interessi sotto, ci sono le abitudini che uno ha preso, ci sono i matti…troviamo di tutto nel mondo, è la parete che ci si pone davanti.

Il tempo, considerato in senso ampio, ci fa respirare, ci dà un orizzonte, ci dice che se anche non riesco ad ottenere tutto subito, c’è però la possibilità di…

ma se io invece riduco il tempo, che è uno spazio grande, ad un momento, cado nel limite e, vedendo il limite, io dico tanto è tutto uno schifo, non si può fare più niente, io mi ritiro nel mio guscio.

Capite quanto è importante spiritualmente che il tempo sia superiore allo spazio, ma il tempo, in questo respiro grande, non nel momento, perché il tempo non è questo momento e quando tu dici “quest’ora…” è già passata.

Il tempo è da oggi a domani… da oggi all’eternità…dai trent’anni ai cinquant’anni… dagli ottant’anni ai centovent’anni…questo è il tempo! Non è il momento. Non confondete.

I cittadini vivono in tensione tra la congiuntura del momento e la luce del tempo, dell’orizzonte più grande, dell’utopia che ci apre al futuro come causa finale che attrae.(all’osservazione di uno di noi sulla parola utopia Don Carlo spiega: “Utopia che ti fa guardare in avanti, è la forza che ti attrae, la parola non è usata nel senso che non raggiungerai mai…) Da lì nasce il principio

 

                                                            IL TEMPO È SUPERIORE ALLO SPAZIO

 

L’Apocalisse è fortissima nel darci questo respiro perché la vittoria di Cristo Risorto sul Male si realizza nel tempo, e finisce con la Nuova Gerusalemme che scende dal cielo… ma quando arriva? Dopo questo…dopo questo…dopo questo…dopo questo…(7volte) quante volte abbiamo incontrato il numero 7 le 7 coppe, i 7 sigilli, i 7 cavalli ecc. però una certezza c’è che nel tempo il Cristo Risorto ha la vittoria sul Male. E’ la certezza che Cristo è all’opera, è questa certezza che ha sostenuto i cristiani nelle persecuzioni ed è questa certezza che deve continuare a sostenere la nostra vita perché se cadiamo nell’inganno dello spazio e quindi del momento, ci scoraggiamo e quindi non facciamo più niente.

Guardate quello che sta facendo papa Francesco. Trasformare la chiesa in questo momento non è

una cosa semplice, però ha dato il via a dei processi, ha detto noi dobbiamo essere di Cristo e allora dobbiamo finirla di fare i principi della chiesa. Allora lui dove è andato ad abitare? A Santa Marta. Ci sono ancora cardinali e vescovi che hanno i palazzi del ‘500 però ci sono i vescovi nuovi che hanno lasciato i palazzi e vivono nella Casa del clero insieme con i preti vecchi. Ha dato il via a dei processi perché ritiene che il tempo è superiore allo spazio. Il Papa usa come esempio la parabola di Gesù del grano e della zizzania (Mt. 13, 25-31 e Evangelii Gaudium n. 225) Il padrone lascia che crescano insieme, poi raccoglie per prima la zizzania (perché a quel punto si vede dove è il male) e la brucia e poi raccoglie il grano. Questo è il tempo superiore allo spazio: tu devi aver fiducia che se semini il bene, il bene poi porta il suo frutto. Quando, come, non si sa, ma viene fuori perché questo è la forza dell’Apocalisse: il Cristo Risorto che vive nella comunità dei credenti e porta a compimento la vittoria del Bene sul Male.

Dobbiamo entrare in questo tipo di spiritualità altrimenti non capiamo mai niente e ci scoraggiamo.

E’ la storia di Agostino: Ne ha fatte di tutti i colori. I pianti della madre cosa hanno fatto nella storia del figlio?… lei ha pianto tanto però poi e venuto fuori  Sant’Agostino che nell’abbraccio alla madre si rende conto che tutto quello che è avvenuto nella sua vita è stato grazie al pianto della madre.

Allora bisogna avere pazienza? No, non è pazienza, è la certezza che il Signore è all’opera e io contribuisco a quest’opera che Lui sta portando avanti.

La forza di papa Francesco è nella certezza quando dice “Io sono stato eletto per purificare la chiesa. Questo è stato quello che il Signore ha voluto fare.” Papa Francesco ha la certezza di essere stato eletto per questo e quindi sta dando il via a tutta una serie di processi, e si fida del Signore. Ha una certezza e su questa va avanti.

Qui cambia il nostro modo di essere cristiani, non è solo avere pazienza perché qualcosa succederà, no! E’ la certezza che Dio è all’opera, che il Male sarà vinto perché Cristo è risorto e io mi metto a disposizione di questa opera che Dio sta facendo.

Non sono io, quindi, che vinco il male, non sono io che cambio la vita di mio figlio, non sono io che risolvo i problemi…è il Signore che sta lavorando e io mi metto a disposizione del Signore perché la sua opera vada avanti e faccio quello che Lui mi suggerisce di fare.

 

n.223  Questo principio (il tempo è superiore allo spazio) permette di lavorare a lunga scadenza, senza l’ossessione dei risultati immediati è lì dove tutti noi crolliamo. Aiuta a sopportare con pazienza situazioni difficili…cambiamenti dei piani…E’ un invito ad assumere la tensione tra pienezza e limite assegnando priorità al tempo…Pensate a quello che sta succedendo nell’ambito economico: io mi metto il punto a cui devo arrivare in questi sei mesi, il fatturato deve crescere perché altrimenti… senza pensare poi all’inquinamento, a tutte quelle realtà negative a cui siamo arrivati oggi, perché se questo mi produce di più, o se usare certi concimi mi produce in doppio, allora li uso. Perché questo? Perché non c’è l’idea del tempo, non c’è il guardare avanti che invece è sempre stata la saggezza dell’umanità, l’abbiamo persa completamente.

Dare priorità allo spazio porta al diventar matti per risolvere tutto nel momento presente…Significa cristallizzare i processi….Dare priorità al tempo significa iniziare processi più che possedere spazi…

 

Esempio di Don Carlo: ora per l’ambiente, siccome c’è poco tempo, vogliamo risolvere subito. Stiamo così puntando sulle macchine elettriche, però poi tutte le batterie di queste macchine dove le butti tenendo conto che sono molto più inquinanti del carburante che ora si usa? Dare il via ad un processo è una cosa, voler risolvere in emergenza i problemi è un’altra cosa, noi continuiamo a cadere in questo. ricominciamo da capo! Perché? Perché l’idea non è quella di…ma quella di far presto per arrivare sul mercato prima dell’altro, e guadagnare di più; non si dà il via ad un processo di ecologia culturale, (così lo chiamerebbe Papa Francesco) si va sempre a risolvere un problema che non è dare il via ad un processo. Poiché è nato un problema, lo risolviamo…e creiamo un altro problema

 

L’Evangelii Gaudium dice: se vogliamo che il tempo sia superiore allo spazio dobbiamo iniziare processi più che prendere spazi. Quando si parla di occupare spazi si dice: ”Questo è mio!” Quando si parla di iniziare processi si dice: “ Io mi metto a servizio di…” E’ una mentalità totalmente diversa, però è una spiritualità cristiana, una spiritualità che viene dal libro dell’Apocalisse-

 

Perché è così importante ed è superiore il tempo allo spazio? Perché dice, il tempo ordina gli spazi, li illumina e li trasforma in anelli di una catena in costante crescita senza retromarce. E’ un’immagine di una bellezza straordinaria, perché noi viviamo nello spazio, però il tempo ordina gli spazi, li illumina

e li lega l’uno all’altro, per cui tu comunque operi nello spazio, ma in uno spazio che è una catena, non in uno spazio che vuole risolvere subito e quando ordini uno spazio in una catena, tu riesci a realizzare, anche fisicamente, molto di più che non avendo un anello solo. Con un anello solo non fai niente, con una catena puoi smuovere un mondo, perché sono tanti anelli che si trasmettono forza l’un l’altro. Proviamo a pensare a questo. Si tratta di privilegiare azioni che generino nuovi dinamismi…che coinvolgono altre persone…finché fruttifichino…senza ansietà…

Avete sentito le ultime notizie (non si sa se vere o false) che il Papa vuole fare una moschea dentro il Vaticano. Cosa ha cercato di fare il Papa con i rapporti con i musulmani?

C’è stata una conferenza molto bella ,molto interessante, di alcuni professori di università musulmani che cominciano a dire molto chiaramente che se Cristo è quello che papa Francesco sta presentando, noi siamo disposti ad accogliere Cristo nella nostra vita e nella nostra fede. Cosa sta facendo il Papa? Sta cercando proprio di mettere in atto questo, di fare una catena, per cui : Ci sono degli interessi comuni? Perché non dialogare? Se c’è del male nel mondo, non è che i cristiani, stando da soli, possono vincerlo, o i musulmani, stando da soli, lo possono vincere, ma se su alcuni fenomeni ci mettiamo insieme e facciamo una catena, diventiamo una forza. Esempio sull’ecologia: se ci credono cristiani e musulmani, perché non si possono mettere insieme? Ci sono tante ritrosie nella nostra mente :”ma quelli sono musulmani…quelli ti fregano…quelli hanno la loro mentalità…”I processi devono partire e l’Apocalisse è forte proprio in questo. Se tutti riconosciamo che lì c’è il Male e vogliamo combatterlo, perché Cristo è venuto per questo, perché non dare il via a un processo che formi delle catene? Non possiamo continuare a coltivare il nostro orticello, perché Cristo risorto è il Signore, e il libro dell’Apocalisse mette in chiaro tutto questo.

 

n.224   Come possiamo sapere se stiamo facendo bene nel dare il via a dei processi? Il Papa cita Romano Guardini che dice L’unico modello per valutare un’epoca…quindi anche una vita, un gruppo, una cultura è …domandare fino a che punto si sviluppa in essa e raggiunge un’autentica ragion d’essere, la pienezza dell’esistenza umanaPapa Francesco quando parla del cristianesimo dice che è una  vita ad un livello superiore. Noi, quindi dobbiamo valutare nella nostra vita, nel nostro stare insieme, se siamo capaci di realizzare qualcosa che è a livello superiore. E’ un criterio  Se non siamo capaci di realizzare qualcosa che si stacchi dal tran tran  quotidiano che fa sempre le solite cose (sapete quanto papa Francesco non accetti il ”fare così perché si è sempre fatto così”). No, “si valuta da quanto tu riesci a portare la vita alla pienezza dell’esistenza umana” ovviamente dice, “in accordo con il carattere che tu hai e nella situazione in cui ti trovi, ma sempre quanto tu porti in alto la vita umana

E’ un criterio che si può valutare, perché tu vedi nell’amministrazione di una casa, di una città, nel portare avanti certe idee, quanto tu vuoi tirar fuori la bellezza della vita umana o quanto vuoi tirar fuori un tuo interesse, un tuo obiettivo. Qual è una buona amministrazione di una città? Il voler combattere tutti gli abusi, voler purificare…o voler dare dignità alla città? Se il tuo compito è dare dignità alla famiglia devi dare dignità alle persone che la compongono.

Se dai il via ad un processo, e tu sai che Cristo è all’opera e tu vuoi vincere il male, devi camminare con Cristo in questa vittoria sul male, poi che uno ti imbrogli, che uno ti prenda in giro, che uno ti prenda di più o di meno sono cose secondarie, ma, direbbe l’apostolo Paolo, questa è la bellezza dello Spirito. E sempre citando Paolo “la mia giustizia non viene dalla legge, ma dalla fede in Cristo: la giustizia che viene da Dio, basata sulla fede”

Che facciamo? Che tipo di cristiani vogliamo essere dopo aver letto l’Apocalisse?

Dobbiamo entrare in questa spiritualità: il tempo è superiore allo spazio perché nel tempo Dio, il Cristo risorto, è già all’opera, non dobbiamo essere noi a cambiare il mondo, è Lui che lo sta cambiando e noi dobbiamo semplicemente seguirlo.

 

 

PREGHIERA DI DON CARLO

Diciamo al Signore che vogliamo gustare questa Pasqua entrando in questo mistero dove Gesù è stato per un tempo con delle persone qui sulla terra, poi ha vissuto i momenti speciali dell’Ultima Cena, della Passione, della Veglia pasquale dove diamo inizio alla grande festa di 50 giorni che si compirà con l’Effusione dello Spirito. E’ un tempo in cui noi celebriamo la Pasqua perché questa dimensione del Cristo Risorto possa entrare in noi e farci vivere questa esperienza. Pensate allora se noi fossimo capaci di vivere il mistero pasquale in queste dimensioni e cominciare anche noi a fare l’Ultima cena con poche persone, stare insieme, parlare, servirci gli uni con gli altri… poi entrare nella Passione dove ognuno dà la sua vita per amore, entra nella dimensione del Perdono, della  Misericordia… e poi entra in questa festa dove per 50 giorni, e qui sono importanti i Vangeli delle domeniche in cui Cristo appare e ogni domenica dà una missione ai suoi …dando loro continuamente una prospettiva di tempo: “Vai e fai questo…vai e fa questo…E’ così che nasce una comunità nuova capace di vincere il Male. Il Signore davvero ci dia questa gioia.

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