GENESI – cap. 1 e 2

GENESI – cap. 1 e 2

 

GENESI

 

21-10-19

Da Paola

 

Saluto di Paola

Cari amici, avete sentito la confusione e i pasticci che ho fatto con gli anni in cui sono cominciati gli incontri e vi scrivo adesso quello che avrei voluto dire la sera dell’incontro.

Voglio ringraziare il Signore per tutto quello che ci ha regalato in questi anni di incontri e che vorrà regalarci anche quest’anno.

Voglio ringraziare Don Carlo e Leeann e tutti quelli che hanno reso possibile la ricchezza di queste serate: Lucia che trascrive fedelmente tutti gli incontri, Rosanna supertecnologica, come dice Don Carlo, che incide e riversa l’incisione perché Lucia possa scriverla…

 

 

Don Carlo

Buona sera e bentrovati Io quest’anno sono stato “precettato” sul libro della GENESI, sarà quindi questo che ci accompagnerà anche se noi non siamo abituati a leggere questi libri

del Primo Testamento. Il libro della Genesi, però, ha una ricchezza straordinaria perché, ed

è qui la chiave con cui vogliamo leggerlo, dà l’inizio della storia della salvezza.

Attenzione! Non dà l’inizio del mondo, ma l’inizio della storia della salvezza che è una cosa totalmente diversa perché è qui dove si mette la radice di tutto quello che poi viene sviluppato sia nel Primo Testamento, sia nel Nuovo Testamento, fino agli Atti degli Apostoli e fino all’Apocalisse come abbiamo visto l’anno scorso.

 

 

Una piccolissima introduzione per capire un pochino meglio.

Il libro della Genesi fa parte di un complesso di cinque libri che si chiama il Pentateuco, ma che gli Ebrei chiamavano, e chiamano ancora, la Legge, quindi per loro non c’è la distinzione in 5 libri come per noi, c’è la Legge e, nella Legge, c’è Genesi, Esodo e via dicendo…

E’ importante che entriamo in questa mentalità perché vi ricordate come Gesù, più volte, ma in modo speciale nella storia del ricco Epulone e di Lazzaro, quando il ricco dice “Manda Lazzaro dai miei fratelli ecc. La risposta che viene data è: “Hanno la Legge e i Profeti”. La legge, però, non erano i comandamenti, hanno la storia della salvezza e hanno la partenza della storia della salvezza. Se voi notate nel Nuovo Testamento Gesù parla più volte della Legge, dice a volte la legge di Mosè che è un’altra cosa perché è la legge che nasce dopo l’alleanza, ma quando si dice semplicemente la Legge si intende l’insieme di questi 5 libri di cui il primo è la Genesi.

 

Di cosa  tratta la Genesi?

 

I primi 11 capitoli parlano dell’inizio della storia della salvezza. (Insisto perché altrimenti non ci capiamo più) Molta confusione è nata e continua a nascere quando si vuol prendere questi libri come l’inizio della creazione, come qualcosa di scientifico che non è.

 

 

 

 

Qui abbiamo, l’inizio della storia della salvezza perché qui c’è la chiave per la lettura di tutta la Bibbia, dove da una parte troviamo l’amore di Dio che si esprime nella bellezza, nella creazione, nelle proposte che Lui fa e dall’altra parte troviamo l’insinuarsi del Male.

E’ da qua che parte la storia della salvezza: quando questi due elementi vengono messi insieme fin dall’inizio. Se poi leggete tutta la Bibbia vedrete che non è nient’altro che questo camminare continuo dell’amore di Dio e di qualcosa di negativo che cerca di infilarsi dentro per allontanarvi dalla bellezza e dall’amore di Dio.

L’anno scorso abbiamo letto il libro dell’Apocalisse e avete visto la lotta tra lo Spirito che guida la Chiesa e il Male che riciccia fuori in continuazione. Voi capite che in una lettura di questo tipo noi troviamo non solo la storia della salvezza, ma anche la storia di ognuno di noi.

 

Pensate quanto bene c’è nella nostra vita per il semplice fatto che abbiamo una ciccia, un corpo, una mente…per il semplice fatto che tutti noi abbiamo incontrato delle persone, abbiamo fatto delle scelte con queste persone, è benedizione su benedizione.

Però poi ogni tanto si infila dentro qualcosa che ti fa dire : “Ma, come ho fatto a scegliere questa moglie?… Come ho fatto a scegliere quest’uomo?… Ma perché non posso essere libero? Andare per conto mio?…” E’ questo Male che si insinua e ha solo un obiettivo: farci dimenticare o cancellare dalla nostra mente, dalla nostra sensibilità tutte le cose meravigliose che Dio ha fatto e continua a fare per ognuno di noi. E’ l’inizio della storia della salvezza.

 

Cap. 1-11-qui abbiamo quella che viene chiamata la storia primitiva, dove troviamo la creazione, la caduta, Caino e Abele, il diluvio, l’alleanza con Noè e la torre di Babele.

Sempre questi due elementi che si rincorrono.

Cap. 12-25-troviamo la storia del patriarca Abramo

Cap. 25-36-I patriarchi Isacco e Giacobbe.

Cap. 37-50 Il libro della Genesi chiude con la storia di Giuseppe

 

Con Giuseppe poi comincia l’altro aspetto meraviglioso dove c’è sempre questo binomio:

l’amore di Dio che ti accompagna e il Male che entra. Pensate al libro dell’Esodo: la grande liberazione, la grande gioia e poi…”non abbiamo da mangiare… non abbiamo da bere” e il vitello d’oro…e continuamente questi due elementi che entrano l’uno nell’altro. Se vogliamo capire questo libro, per conto mio, dobbiamo proprio partire da qui: non leggere qualcosa di scientifico, ma leggere una storia di salvezza che parte.

 

Vi leggo solo alcuni passaggi di un commentatore di questo libro che, per me, è il top oggi, se vogliamo leggere questo libro non esegeticamente, che è tutta un’altra cosa, ma in senso spirituale.

 

Rossi De Gasperis puntualizza questi passaggi, dice:

[i primi 11 capitoli della Genesi parlano di questa storia primitiva e sono l’introduzione generale a tutte le scritture sono lo sfondo permanente sul quale si sta svolgendo la storia degli uomini e del mondo perché da una parte c’è l’iniziativa gratuita del Creatore da cui si origina tutto ciò che esiste che è buono e che è bello.

Dall’altra parte appare una società anonima e segreta (interessante questa sottolineatura) di

 

 

 

 

iniquità che emerge improvvisamente nella storia degli uomini ed è sempre  industriosamente all’opera nel mondo.]

Non è quindi solo una situazione di partenza, ma è una situazione che continua sia nella Rivelazione che nella nostra vita.

Per vedere come anche nel Nuovo Testamento continua questo insinuarsi volevo leggervi

cosa dice l’apostolo Paolo nella 2° lettera ai Tessalonicesi cap. 2  Ed ora fratelli…

Vedete come è questo camminare insieme dove il Male cerca di farci perdere la percezione del Bene che invece è la sostanza vera della nostra vita e della nostra storia. Pensate a tutti i dubbi che noi abbiamo, al modo in cui noi vediamo il mondo, al modo con cui ci relazioniamo, e via dicendo.

Leggo sempre da Rossi De Gasperis:

[L’insegnamento sapienziale di Genesi 1-11 è presentato come un racconto pro-storico o meta-storico, è un grande affresco delle costanti del nostro mondo, della situazione permanente della terra e dell’umanità così come è presentata nella storia della salvezza. Due sono le componenti: la rettitudine, la giustizia della creazione, prodotta dall’iniziativa di Dio fin dal principio, e l’inquinamento della stessa creazione prodotto dalla disobbedienza della libertà creata che riduce in schiavitù tutto il creato fin da principio.]

Vi ricordate Romani, 8 “Tutto il creato soffre e geme come una donna che partorisce…”

Credo che questa visione sia importante per poter avere lo spirito giusto, altrimenti quando si legge il libro della Genesi subito si va a vedere ma “è possibile che Dio abbia fatto l’uomo prendendo del fango e soffiandoci dentro…e la donna poi che nasce dalla costola dell’uomo…” e tutte queste storie dove noi ci perdiamo.

 

Leggiamo questa sera i primi due capitoli del libro della Genesi dove non troviamo ancora il Male che si insinua, (comincerà con il Capitolo 3), ma troviamo l’amore di Dio che si esprime,

Questa sera ci fermiamo solo sul primo aspetto: Dio che ama e ama in un certo modo. Credo che poi sarà interessante fare l’applicazione a noi perché, se Dio ama in quel modo, ci dovremmo chiedere: ”noi come amiamo?” E’ interessante questo tipo di confronto, vedere i gesti che Dio fa per esprimere il suo amore e poi chiederci:

 

Noi sappiamo amare come Dio ama?

 

 

LETTURA DEL CAP. 1

 

Vediamo come l’amore di Dio si esprime in questo primo capitolo:

Qual è il primo modo in cui si esprime l’amore di Dio?

 

  1. 1-10 In principio Dio creò il cielo e la terra…Risposte varie poi Don Carlo

Dio mette ordine, ma come avviene questa cosa? Separando. Questa è la prima espressione dell’amore di Dio, il separare, il non tenere il caos nelle cose di Dio. Il mettere ordine cioè mettere ogni cosa al suo posto. Quando amiamo un figlio? Quando lo aiutiamo a separare il bene dal male, a mettere ogni cosa al suo posto, la prima forma di amore , se ci pensate, è quando si dà vita a qualcosa. Quando amiamo una casa? Pensate, comprate una casa, dei mobili; qual è la prima forma d’amore che esprimete? Con l’ordine fate diventare la casa più vostra, del vostro gusto

 

 

 

 

Noi non pensiamo mai, (ecco perché è importante partire dalla lettura della Parola di Dio), che il primo atto d’amore avviene separando, dando ad ogni cosa il suo posto.

Capite perché poi è importante chiederci: “ma noi amiamo davvero la vita? Amiamo davvero i nostri figli? Amiamo davvero la nostra società? Siamo capaci di dare ad ogni cosa il suo

posto o mettiamo tutto alla rinfusa?

Dio, dando vita, ha questa prima forma di amore: separa, perché quando si comincia la vita, quando si comincia un rapporto c’è sempre caos, pensate ad un ragazzo che cresce, un adolescente che si innamora per le prime volte ecc., è un caos nei suoi rapporti con gli altri, si o no? Allora come si ama? Si ama separando. Non per nulla l’inizio della vita cristiana parte da lì, ricordate il libro della Didaché: “Hai due strade davanti a te, la strada del Bene e la strada del Male. Scegli su quale strada vuoi camminare”.

Noi non consideriamo un atto d’amore il separare, per me è un elemento molto importante perché quando tu crei, quando realizzi qualcosa esci nel caos, senza volerlo…ma poi devi dargli una collocazione.

Esempio. Hai dipinto delle porcellane, le hai tutte sul tavolo. Le lasci lì? No, questa la regalo a quella persona…questa la metto nel salone…un’altra l’attacco là… altrimenti fai caos anche se hai costruito e dato vita a qualcosa di meraviglioso.

Dare una collocazione è il primo atto d’amore. Dio via via che mette ordine vide che era cosa buona.

Queste prime pagine sono l’inizio di tutta la storia della salvezza perché si ripete sempre questo dinamismo: Dio che ama, che fa le cose belle, che crea, che dà vita e poi…qualcosa che entra e cerca di toglierti il gusto del Bene, questo è il punto,. La cosa che entra qui si chiamerà serpente, per Caino e Abele si chiamerà desiderio di primeggiare e via dicendo.

 

Sentite come Rossi De Gasperis definisce la cosa che entra per toglierti il gusto del Bene: “una società anonima e segreta di iniquità che emerge improvvisamente nella storia degli uomini ed è sempre (attenzione!) industriosamente all’opera nel mondo.”

 

Dio sta esprimendo il suo amore nella creazione (ecco perché io lo chiamo il primo atto d’amore) nel separare, poi

 

v.11-25 E Dio disse: “ la terra produca germogli…” Risposte varie, poi Don Carlo.

Quali atti d’amore troviamo in questa seconda parte del racconto?

Il primo è separare, mettere in ordine.

Il secondo dà il senso, il significato che ha ognuno e affida una missione” tu erba servi per questo…tu luna servi per questo…tu sole servi per questo….“

Prima separa, mette ordine, distingue dopo dà una missione ad ognuno-

Allora quella porcellana che Paola ha messo là o che ha regalato a una persona diventa un compito una missione perché non regali una porcellana a caso , ma a tua figlia regali quella porcellana, all’altra persona regali quell’altra e tutte hanno un senso, devono parlare. Se tu hai messo le cose in un certo modo è perché a te parlano, ti ricordano qualcosa, un altro le avrebbe messe in un altro modo e avrebbero parlato in modo diverso.

Il secondo atto d’amore che troviamo qui è quello di dare significato, missione, scopo ad ogni cosa che tu hai messo in ordine. Ogni cosa deve avere non solo un posto ma anche

il suo significato deve portare il suo messaggio perché se io insegno ad un figlio a non dire bugie (e quindi separo la verità dalla falsità), poi, il perché io preferisco la verità alla falsità

 

 

 

 

deve avere il suo significato e se ne prendo coscienza o aiuto qualcuno a prenderne coscienza faccio un atto d’amore.

E’ l’amore che oltre a separare e a mettere ordine, dà senso alle cose.

Io trovo meraviglioso l’amore di Dio che si esprime in questo modo e che sollecita noi a vedere come caspita amiamo. Quanto noi nel nostro amore, nel nostro stare insieme, nel nostro educare sappiamo esprimere questo tipo di amore?

 

  1. 26-31 Quale atto d’amore troviamo in questi versetti? Risposte varie poi Don Carlo.

Stiamo mettendo insieme tanti elementi: c’è questo discorso dell’immagine e somiglianza.

E’ un elemento che poi torna anche al v. 27 perché è qui la chiave di lettura.     Attenzione!

L’uomo e la donna sono a immagine e somiglianza di Dio, ma non sono Dio e “l’inghippo” avviene quando vogliono essere Dio e non prendono la loro missione che è quella di essere a immagine e somiglianza.

 

Forse è un discorso stupido quello che sto facendo, ma se voi avete un’opera d’arte fatta dall’ artista e poi c’è un altro che copia l’opera, che succede? C’è lo stesso soggetto, ma non c’è la mano dell’artista. Quel quadro è fatto a immagine e somiglianza, ma non è l’opera d’arte e solo l’esperto capisce la differenza perché ci sarà quell’ombra, quella tonalità di colore, quella caratteristica che un inesperto non vede. Questo è un elemento fondamentale.

Dio nel suo amore, mette ordine separando, dà uno scopo e (attenzione) nell’amore ti fa a immagine e somiglianza. Questo è fondamentale per noi, perché quando fai un figlio e vuoi amarlo, lo aiuti a separare, lo aiuti a trovare uno scopo nella sua vita, lo fai a tua immagine e somiglianza, ma lui deve fare la sua strada, non deve essere come te e sapete che macelli vengono fuori quando una persona vuole essere come sua padre o sua madre. L’amore ti dà la vita a immagine e somiglianza: sei nato da quei genitori porti l’immagine, la somiglianza, la forza, la debolezza dei tuoi genitori, ma devi fare la tua strada. Il peccato poi nasce da lì, da quando tu non vuoi fare la tua strada, ma vuoi diventare come tuo padre

 

Domanda: cosa sono l’immagine e la somiglianza?      Risposta:

L’immagine sta nel portare questa ricchezza di bello, di creazione, di amore che tu hai ricevuto da Lui.

La somiglianza sta nel partecipare alla sua missione: devi cominciare anche tu a fare la stessa cosa che ha fatto Lui., cioè distinguere e dare, un nome, un significato alle cose.

Allora si diventa collaboratori di Dio?

No, è la tua missione perché Dio, quando ha fatto la sua opera, la mette nelle tue mani. Lo vedremo nel secondo capitolo

 

Il mettere ordine, il dare uno scopo sono gesti di amore BUONO. vide che era buono, ma quando tu riesci a dare vita a qualcuno o a qualcosa che è a tua immagine e somiglianza, allora è opera MOLTO BUONA.

Questo è il senso di avere un figlio, il senso di portare avanti un valore, di quello che si sta ripetendo da anni: del discepolo-missionario, Gesù ha fatto i discepoli a sua immagine e

somiglianza, è venuto per annunciare il Vangelo e dice andate in tutto il mondo e annunciate il Vangelo, lo portate a modo vostro.

Qui abbiamo tre atti di amore ben precisi:

 

 

 

 

Separare – 2° Dare uno scopo – 3° Portare Lui in te perché Lui ti ha dato la stessa ricchezza che è in Lui.

Lui è figlio e ci ha fatto diventare figli adottivi, ci ha dato il suo stesso Spirito e poi ci dà la sua missione. Questa dinamica dell’amore è fondamentale quando la applichiamo alla nostra vita perché qui viene fuori quanto noi sappiamo amare ed è qui dove la Parola di Dio ci mette in crisi e ci fa confrontare. Nel nostro amore quanto separiamo? Parlo a tutti i livelli anche

Amore/amicizia, amore per la patria, amore per un valore che abbiamo, quanto noi separia-

mo?

Abbiamo visto anche nella Chiesa: quanto il Vaticano può separare l’aspetto economico dall’annuncio del Vangelo? Quanto è riuscito a dare ad ogni cosa il giusto valore? Sono situazioni di tutti i giorni anche nella famiglia. “ma sì, ma no, ma perché, ma se parlo troppo chiaro con mio figlio poi non i rivolge più la parola…ecc. NO l’amore è mettere ogni cosa al suo posto, l’amore è dare uno scopo ad ogni cosa, l’amore è prendere questa ricchezza che è la vita, che è il figlio, che è colui che mi ha dato vita…e portarla poi nella mia vita. Sono grossi e grossi interrogativi.

 

 

LETTURA DEL CAP: 2

 

Siamo ancora nella bellezza della creazione, il Male non è ancora arrivato.

Guardiamo cosa mette in risalto questo capitolo. E’ un punto molto delicato e molto bello per quanto riguarda l’amore. Nei primi versetti cosa vedete di importante? Quando l’amore è al culmine? Quando l’opera è completa? Quando continui a fare o quando ti fermi? Non lo consideriamo mai questo passaggio per cui la nostra vita è diventata tutta una corsa e perdiamo l’amore, perdiamo la relazione con la vita, con noi stessi, con Dio, con gli altri

 

  1. 2-Quanto è delicato questo punto! Dio nel settimo giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto e cessò, nel settimo giorno da ogni suo lavoro. Tornando all’esempio di prima. Se Paola dipinge una porcellana e la mette in un determinato posto, poi le dà quel significato, quando l’opera è compiuta? Quando Paola si ferma, la guarda e dice “guarda come sta bene qui!”

Noi, nell’amore, (che nasce sempre in questa forma del fermarsi) man mano che lo esprimiamo nella creazione lo perdiamo. Quando un marito si ferma e dice alla moglie: ”amore mio, oggi vivo solo per te, voglio solo vedere le tua bellezza, il tuo cuore, i tuoi occhi, la tua sapienza…ti voglio ascoltare” Allora l’opera è completa! Altrimenti “Hai fatto questo, dove andiamo?” Noi andiamo avanti così.

L’opera d’amore si compie quando ci fermiamo e quando, fermandoci, benediciamo

Cioè diciamo: ”grazie che sei qui con me, grazie al Signore che ti ha messo accanto a me, tu sei la mia benedizione, io ti benedico perché così tu mi benedici.”

Capite cosa manca nel nostro amore? E pensate quanto noi perdiamo questa bellezza questa ricchezza della vita perché, finita una cosa, dobbiamo subito farne un’altra e se non ho niente da fare penso “adesso che faccio?” Fermati, contempla e benedici!

Perché è così importante questo fermarsi? Perché Dio aveva amato separando, dando significato, creando l’uomo a sua immagine e somiglianza, dandogli una missione, ecc. però

poi tutta questa realtà doveva andare avanti, e quando Lui si ferma si rende conto che in tutta quest’opera manca  la cabina di regia per cui da tutta la creazione tira fuori l’Eden, una

 

 

 

 

parte, perché manca l’acqua, mancano i fiumi, manca chi si interessa…e lo vede fermandosi, contemplando e allora fa la cabina di regia.

E’ bellissima questa descrizione! E’ come avere un palcoscenico tutto pronto con le luci , l’amplificazione, gli attori tutti pronti…però poi ci vuole chi dà il via, chi accende le luci, chi mette la musica. Ci deve essere poi chi permette a tutta questa realtà di esprimersi e di andare avanti. Guardate quanto è bello! Dopo che fermandosi si rese conto che era tutto bello, ma non funzionava, cosa fa?

 

  1. 8 piantò un giardino in Eden a oriente cioè nel posto dove tutto ha origine, nasce, dove tutto parte, l’oriente è il punto di partenza. Crea un giardino e ci colloca l’uomo. e da quel giardino escono i fiumi. E’ bellissimo!

Quando leggo questo brano io penso sempre alla chiesa di S. Clemente.

Quando entri vedi quella Croce meravigliosa e dalla Croce i fiumi che partono e irrigano la terra… C’è un punto (la cabina di regia) da cui poi tutto si mette in movimento, ed è bello perché lì’ dentro trovi l’uomo e l’acqua che comincia a uscire. I fiumi uscendo mettono in luce la bellezza e la ricchezza della creazione.

 

  1. 11-14 Il fiume Pison scorre intorno al paese di Avila dove c’è l’oro. L’acqua passando e scavando tira fuori l’oro, chi lo vedeva prima? Se non c’è il fiume che scava nessuno si accorge della ricchezza che c’è. Vedete come la cabina di regia è quella che mette in movimento tutto…e la resina odorosa…e le pietre d’onice. Poi il fiume Ghicon…il Tigri…l’Eufrate….E’ bellissimo questo, ma non funziona se non c’è la cabina di regia, l’uomo e l’acqua, perché la creazione da sola ha bisogno di chi dà forza, e di chi dà significato e l’acqua dà vitalità da sotto e l’uomo dà vitalità e senso da fuori.

E qui cosa viene fuori? La creazione é stata completata, adesso c’è anche la cabina di regia che fa funzionare il tutto, ma c’è l’uomo che non funziona perché in lui c’è un aspetto di Dio, ma non la pienezza..                   Dio era un Noi, l’uomo è da solo.

Vedete quale amore c’è in tutto questo? Dio si rende conto che la solitudine non è la sua immagine vera e che da solo l’uomo non può portare avanti la somiglianza, non può portare avanti il tutto. Vi ricordate cosa dice Gesù quando manda i discepoli:” Io sarò con voi…”oppure “ricevete lo Spirito…” perché da soli non andate da nessuna parte. Sono questi i concetti che poi ritornano in tutta la storia della salvezza.

 

  1. 18 Poi il Signore disse: ”Non è bene che l’uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile” Qualche commentatore dice che il Signore cerca di non tirar fuori troppo se stesso, di non tirar fuori troppo la sua immagine. Hai tante bestie trovane qualcuna che ti aiuti, ma qualsiasi animale gli porti non viene riconosciuto, gli dà un nome ma non lo riconosce come simile A questo punto c’è un’immagine che ha fatto tanto discutere: costola o non costola e via dicendo, ma succede una cosa meravigliosa (questo lo dicono i Padri della chiesa) qui c’è bisogno che tu uomo ti sdoppi, non puoi trovare qualcuno simile a te se non ti sdoppi. E c’è sempre il discorso della somiglianza cioè prendi ma non sei uguale, è come nella somiglianza con Dio: assomigli a Dio, ma non sei Dio.

 

La traduzione della CEI (bruttissima) poi dice che la donna viene condotta, consegnata

all’uomo, ma i termini usati nella Bibbia sono ben diversi; dicono che la mette di fronte all’uomo, non la consegna quasi che diventasse la schiavetta; la mette di fronte per mettere

 

 

 

 

in crisi l’uomo , per fargli capire che da solo non fa niente, deve continuamente confrontarsi e completarsi. Non la conduce ma la mette davanti, la innalza di fronte.

Alcuni traduttori usano questa espressione: la innalza di fronte a lui perché i due si devono confrontare e completare.

C’è un’iconografia bellissima in cui tu vedi che mentre l’uomo è accasciato a terra la donna che viene creata è sopra l’uomo non sotto. Poi adagio adagio vedi l’uomo che si alza e si confrontano l’uno con l’altro,

Credo che se vogliamo entrare nel libro della Genesi dobbiamo tenere presente quello che abbiamo detto all’inizio. Qui abbiamo tutta la storia della salvezza, abbiamo tutta la Bibbia e tutta la nostra vita, opere meravigliose che esprimono l’amore, che portano la vita.

 

Lettura del Salmo 104 (103)

 

PREGHIERA DI DON CARLO

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: