GENESI – cap. 3

GENESI – cap. 3

Da Paola

18-11-2019

 

Saluto di Paola

Visto il pasticcio che ho fatto l’altra volta, questa sera vi saluto così: buona sera e benvenuti a tutti.

 

 

Don Carlo

Benvenuti. Dopo il quadro meraviglioso, che abbiamo fatto con i primi due capitoli, di questo amore grande di Dio che ci ha interrogati sul nostro modo di amare, con il capitolo 3 entriamo nell’altro aspetto della storia della salvezza cioè la voglia che nasce da parte di qualcuno (non sappiamo chi sia realmente) che vuole togliere alla persona umana la gioia del rapporto con il Signore, vuole togliere l’idea della bellezza, l’idea della responsabilità, l’idea del dire: “Grazie perché hai davvero realizzato qualcosa di grande e di bello per noi, e soprattutto grazie per la fiducia che ci dai”. Per comprendere bene quello che succede dal capitolo 3 in poi, partiamo questa sera da due brani del Nuovo Testamento perché ci fanno capire come nasce questo contrasto al bene.

 

LETTURA DI.MATTEO 13, 24-30

…un uomo seminò della buona semente nel suo campo…ma venne il suo nemico e seminò le erbacce fra il grano…

Vedete come Gesù, parlando di una cosa così bella come il Regno di Dio, dice: “Hai seminato bene…”. Abbiamo sentito, la creazione, aveva organizzato questo amore in modo meraviglioso e poi spunta qualcosa o qualcuno, un nemico, Gesù non dice chi è, ma evidentemente nella nostra storia di salvezza c’è qualcuno che ha l’interesse di toglierci la gioia, la bellezza della vita, di toglierci la certezza dell’amore.

 

LETTURA DI APOCALISSE 12, 1-6

…apparve nel cielo una donna vestita di sole…era incinta e gridava per le doglie del parto…Improvvisamente apparve un drago rosso…

Quello che interessava per entrare nella lettura dal cap.3 al cap.11 del libro della Genesi che cominceremo questa sera, è proprio questo fatto che proprio là dove l’amore di Dio si manifesta in un modo così bello, così grande, c’è qualcuno o qualcosa che ha tutto l’interesse di togliere a te persona umana la gioia, la bellezza, il gusto della vita.

 

Cosa succede in Genesi dal capitolo 3 in poi?

Succede che ci sono 3 esperienze che vengono a togliere la bellezza perché c’è prima di tutto (lo troveremo questa sera)

  • Il PECCATO CONTRO DIO (si mette in dubbio la proposta che Dio ti aveva fatto).
  • IL PECCATO CONTRO L’ALTRO (Caino e Abele)
  • IL PECCATO DI VOLER ESSERE TE A GESTIRE LA VITA (la torre di Babele) sentite come lo chiamano i commentatori: il peccato prodotto da una interpretazione ingiusta egoistica e insipiente del progresso tecnico di cui l’umanità è capace.

 

Abbiamo, quindi, tre discorsi molto forti davanti a noi: il nostro rapporto con Dio, il rapporto tra di noi e il rapporto con la forza, la scienza, il progresso che tocca la vita delle persone. In tutte queste situazioni troveremo questa esperienza (chiamiamola di peccato), poi vedremo in che cosa consiste.

 

 

Tutta questa parte terminerà con un’esperienza grande, quella del diluvio: E’ lì dove avviene la prima fase di una purificazione, cioè, non hai saputo rapportarti con Dio, non hai saputo rapportarti con gli altri, non hai saputo rapportarti con le tecniche, l’ingegneria che sei riuscito a mettere insieme, allora vediamo come entrare in una storia di salvezza. Ed è proprio attraverso il diluvio che parte questo cammino di purificazione che poi si compirà nella persona di Gesù Cristo. Stiamo partendo in una direzione molto chiara, molto  forte, molto specifica. Andiamo allora a leggere il capitolo 3

 

 

LETTURA DEL CAPITOLO 3

 

Cosa succede? Non perdiamo mai il quadro della bellezza dei primi due capitoli: c’è Dio che esprime il suo amore e che dà alla persona umana un posto ben preciso. Il giardino dell’Eden,

e da lì partono i fiumi che poi portano fecondità su tutta la terra. Cosa succede ora?

Risposte varie poi Don Carlo.

Possiamo dire, usando un linguaggio nostro, che c’è una tentazione, cioè che il peccato parte sempre da una tentazione, da un qualcosa che ti stimola? Quando leggeremo la storia di Caino vedremo che non è che subito nasce in lui l’idea del peccato, ma la Parola di Dio dice che il peccato era accovacciato alla sua porta e ricordate che anche il nostro catechismo dice che perché ci sia peccato ci devono essere piena coscienza e deliberato consenso, quindi non è che il peccato nasce così: “Mi va di peccare” No, il peccato nasce sempre da una tentazione, da qualcuno che ti mette in testa qualcosa: “Chissà se mio marito mi ama ancora…” e allora vado a vedere sul telefonino… “Chissà se mio figlio…” allora vado a vedere cosa ha in tasca…e via dicendo, perché sempre parte dal metterti un dubbio dentro, dal toglierti la certezza del bene, vedi una persona e pensi “ mi sa che quello voleva fregarmi…” c’è sempre all’inizio una tentazione. E’ importante che lo teniamo presente perché poi quando andiamo a gestire la nostra vita, è lì che dobbiamo diventare forti, (pensate al Padre nostro in cui noi dicevamo non ci indurre in tentazione che invece è non abbandonarci nella tentazione…) perché è lì dove avviene il gioco, dove tu mantieni fedeltà al bello o cominci a buttar via il bello nella tua vita.

C’è sempre questo aspetto che è importante tenere presente perché è sotto questo aspetto che noi possiamo agire molto bene anche nella solidarietà, perché scatta tutto un meccanismo. Sarebbe bastato che, quando venne offerta la mela, l’uomo dicesse: ”Ma che ti è venuto in mente? Lascia perdere!” che la tentazione sarebbe finita ed è importante questo perché è da qui che parte un’umanità nuova, una impostazione nuova dell’umanità.

Vedete quindi che c’è questo primo passo, prima esperienza che è necessario sottolineare perché è importante tenerla presente.

Siamo di fronte all’oggetto della tentazione che è sempre il serpente che lancia questa idea:

 

  1. 5 “si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male”

Qual è l’oggetto di questo primo peccato di cui la cui la Parola di Dio ci sta parlando?

E’ quello che ha dato il via a tutta una serie, tanto che lo chiamiamo peccato originale

Quello che ha dato origine poi ad un modo nuovo di vivere.

Qual è l’oggetto di questa tentazione?

 

Vi è mai successo di conoscere una persona (e oggi siamo in questo tipo di mondo) che dice: “chi decide cosa è bene e male sono io!” Cosa significa quando una persona si pone a giudice del bene e del male? Cosa vuol dire? Vuol dire che non accetta più di essere una creatura…. Sei tu che decidi. Quando un figlio decide dentro casa: “So io quello che è giusto e quello che non è giusto!” cosa ha fatto? Ha già buttato via la famiglia, non si confronta più perché si è messo come la sapienza della famiglia, non accetta più il confronto, butta via la bellezza della paternità e della maternità, tanto è vero che quando ci troviamo in queste situazioni diciamo: “Se vuoi fare quello che ti pare, quella è la porta!” Non è una reazione la nostra, ma è semplicemente dire: “ Ho capito, non accetti più la tua famiglia, non vuoi più confrontarti con le nostre tradizioni, le nostre abitudini, con i nostri valori” Capite cosa è successo qui?

E il contenuto, non è la mela, o questo o quell’altro, ma è il voler essere tu la persona che decide, tu che conosci, e che sai dov’è il bene e dov’è il male. Non accetti più una dipendenza da un amore; perché là c’era stato un amore e un amore grande che ti aveva preparato un ambiente e che ti aveva detto: “Guarda quanto è bello, quanto ti voglio bene” Però aveva anche aggiunto: “Di quell’albero non mangiare” perché tu non sei all’altezza di decidere cos’è il bene e cos’è il male. E’ talmente vero che oggi noi ci troviamo in una società in cui ogni partito politico vuol decidere cos’è il bene e il male per una società e ogni persona vuole decidere per sé e spesso, se ha delle responsabilità, anche per gli altri cos’ è il bene, cos’ è il male.

Qual è allora la prima cosa che salta? E’ la legge naturale, perché ci sono dei principi che sono fondamentali per la vita dell’umanità. Non sono più quindi le scelte della tua vita.

Va bene tu vuoi fare delle tue scelte, sei libero di farle, ma quando butti via una legge naturale succede che tu ti poni al di sopra delle tue possibilità, ti poni come Dio. Sono io a decidere cos’è vita e cos’è morte. Allora nascono tutte le problematiche che abbiamo: quelle del fine vita, dell’accompagnamento, le problematiche dei generi cioè se c’è ancora una differenza fra l’uomo e la donna o non c’è. Mettiamo in discussione tutte queste cose perché sono io che decido.

Capite che è qui dove il male entra profondamente perché a quel punto, quando tu hai deciso che questo è bene e questo è male, nascono tutta una serie di conseguenze.

 

Domanda: Il discorso della coscienza come entra in tutto questo?

Risposta: la coscienza viene dopo, cioè nelle tue scelte tu devi agire con la coscienza, ma qui si tratta dei principi fondamentali che non puoi deciderli te, ci sono, è quella che viene chiamata normalmente la legge naturale. Non è la legge fatta dagli uomini, ma è la legge scritta nella natura. Se nella natura abbiamo l’uomo e la donna, il rispetto di questa diversità è una legge naturale perché fa parte della natura altrimenti saremmo tutti ermafroditi, maschi, femmine,

non si capirebbe più niente. Che un figlio nasca in un determinato modo è una legge di natura, non lo abbiamo inventato noi o qualche medico ha fatto un progetto di questo tipo.

Adesso vedremo che quando tu ti metti come colui che decide cosa è bene e cosa è male c’è tutta una cascata di conseguenze che procede da lì.

 

Noi abbiamo sempre preso questa prima esperienza di peccato un po’ alla leggera: “Va beh, è una disobbedienza…” Non è una disobbedienza, è un volerti mettere al posto di Dio, cioè un non voler rispettare quel bello che Dio aveva creato.

 

Nella nostra zona, negli anni scorsi, è successo molto. E’ una zona nata spontaneamente.

Sono venuti i muratori dal Frusinate, dalla Ciociaria. Hanno comprato un pezzo di terra e abusivamente hanno costruito la casa per loro e per i loro figli. Erano muratori venuti negli anni cinquanta a lavorare a Roma quando c’era il boom delle costruzioni. Lavoravano e poi il sabato e la domenica costruivano la loro casa. La tragedia grande, per loro, è stata quando i figli, diventati adulti, hanno cominciato a non voler più restare nelle case che faticosamente i genitori avevano costruito e hanno iniziato a venderle. Io ho fatto tanti  funerali di genitori che sono morti perché i figli hanno venduto casa., dal dispiacere che era nato dentro di loro perché avevano fatto un appartamento per ogni figlio. Non sto giudicando, sto solo spiegando quello che succede qua, cioè un genitore ti crea una situazione bella, favorevole per far sì che tu non abbia a soffrire quello che ha sofferto lui (molti erano venuti con le pecore, molti dormivano sotto le tende) costruisco con sacrifici una cosa per te e tu ci sputi sopra.

Non sto dicendo che hanno fatto bene sto cercando di dare l’idea di quello che è successo con questo tipo di peccato: sei tu che decidi se quella casa è per te o non è per te, perché questi genitori avrebbero accettato che tu non l’apprezzassi perché volevi andare con la  tua  sposa da un’altra parte…ma la tragedia è che tu la vendi, non è il fatto che te ne vai, ma che tu la vendi…

 

Al di là di questo esempio che può calzare o no, capite dove siamo? C’è una tentazione ma c’è un oggetto ben preciso: sii tu a decidere nella tua vita cosa è bene e cosa è male perché in questo modo diventi come Dio. Cosa succede quando sei tu a decidere cosa è bene e cosa è male?

 

  1. 7 la prima conseguenza qual è? La donna era stata creata perché ti stesse di fronte e ti desse dignità. La prima cosa che qui scade, nel momento che sei tu a decidere, è che la donna diventa oggetto della tua passione, Comincia a scadere tutto perché tu ti sei eretto come colui che decide cosa è bene e cosa è male.

Allora siccome lì c’è un albero desiderabile e io lo prendo e lo faccio mio, e hai voluto conoscere il bene e il male, cosa hai conosciuto? Hai conosciuto che hai accanto non più una persona che ti completa, (tanto è vero che subito dopo, le cambia il nome) Dio li aveva chiamati Is e Issa e qui Adamo cambia  il nome di sua moglie. Vi rendete conto di cosa succede?

Quando è uno che decide cosa  è bene e cosa è male cambia il modo di rapportarsi con gli altri perché allora  nasce: “tu sei cretino…tu sei intelligente…lo decido io, tu vali e tu non vali, tu sei accettabile…perché decido io!” Si perde, quindi la dignità dell’altro e la dignità del rapporto con l’altro. E’ un abisso che si apre. Se tu corrispondi ai miei criteri, quindi sono io a decidere, bene se non corrispondi ai miei criteri, quindi non sono io a decidere, vai!

 

Abbiamo visto ieri un film bellissimo: come è nato il dipinto della la Trinità di Ruben. C’è dietro la storia di questo monaco che se ne è andato dal monastero, ha vissuto determinate esperienze, ha vissuto sulla sua pelle la tragedia del mondo russo di quell’epoca. Poi ritorna al monastero ma decide di non dipingere più, di rimanere muto, finché non incontra l’esperienza di un ragazzo che riesce ad affrontare la vita. Allora anche lui decide di affrontarla e dipinge questa meraviglia. Per dire che cosa? Per dire che anche nelle situazioni più tragiche Dio è presente. E’ bellissimo perché c’era la situazione di Abramo e Sara che non poteva avere figli, e questi 3 personaggi che entrano nella loro storia, nella loro vita e dicono: “Anche se la tua situazione è questa, io ci sono. Ed è dall’accogliere questi 3 angeli che poi Sara rimarrà incinta.

Tre quarti del film è una tragedia continua nel vedere le oscenità che avvenivano, ma non sarebbe mai venuta fuori la Trinità e questo modo di essere presente di Dio, se questo monaco non fosse uscito dal monastero e non avesse incontrato questa tragicità della vita.

 

Vedete quindi che la prima cosa che crolla quando ti erigi ad essere tu che decidi cosa è il bene e cosa è il male è quella di non vedere più la dignità dell’altro, la bellezza dell’altro, l’altro come dono per la tua vita, e si vergognano, si nascondono. Cosa succede ancora?

Qui non è Dio che condanna, è Dio che mette di fronte alle conseguenze di quello che è

avvenuto. E’ come un genitore che di fronte al figlio che dice “So io quello che è giusto o non è giusto” risponde “Si lo sai tu, allora guarda cosa succede”. E’ bello vedere questo!

 

Prima di tutto c‘è un nascondersi, non c’è più un rapporto ne tra uomo e donna ne con Dio.

 

  1. 9-Guardate quanto Dio è ancora delicato: “Dove sei?”

 

  1. 10-“Ho udito il tuo passo nel giardino, ho avuto paura perché sono nudo e mi sono nascosto”

Perde quindi il rapporto non solo con la donna, ma anche con Dio, non vede più la bellezza del suo corpo e della persona che il Signore gli ha messo accanto. Vedete come Dio riprende

 

v.-11-13 “Chi ti ha fatto sapere? Hai forse mangiato dell’albero?”

E qui comincia il gioco delle colpe: è stato questo…è stato quest’altro ecc. fino ad arrivare al

serpente, questa cosa subdola che entra. Qui c’è una maledizione ma, se guardate bene, c’è anche una benedizione. Questo avviene sempre, anche di fronte al peccato, quando tu riallacci il rapporto con Dio. perché loro si nascondono, ma Dio è presente, li va a cercare.

Dio ti fa prendere coscienza; hai fatto quello che ti avevo detto di non fare, e allora quando le colpe vanno dall’uno all’altro vedete Dio come si esprime…

 

  1. 14-15 …C’è la condanna del serpente;Sii tu maledetto…” ma c’è anche una promessa (è qui un elemento importante nella storia della salvezza) “Io porrò inimicizia tra te e la donna…”quindi dice: grazie a quello che avete fatto e a te tentatore, nasce una guerra.

Questa guerra l’abbiamo vista prima tra la donna che sta per partorire e il drago che cerca di intimorirla ma non ci riesce e quei 1260 giorni di cui parla che secondo gli studiosi vogliono dire che il male non riesce mai a togliere la tua dignità al cento per cento e quei numeri sono esattamente la metà del numero 7 che è la perfezione, la pienezza di vita. Il male, quindi, anche se toglie non toglie mai totalmente la tua dignità, toglie una parte, ma una parte ti rimane sempre ed è quello che leggeremo poi nel peccato di Caino che viene mandato via però…guai a chi alza la mano contro Caino perché anche se tu sbagli, anche se hai voluto fare le tue scelte, anche se hai buttato via la bellezza che io ti avevo dato, hai buttato il rapporto con la persona che ti ho messo accanto, hai rovinato il rapporto con me… però c’è sempre una maledizione e una benedizione. Il peccato non è mai per una sconfitta totale. Anche nella parabola del buon seme e della zizzania Gesù dice: ”Lasciateli  crescere insieme”

L’avventura della vita, quindi sarà continuamente bene e male, bene e male…ma alla fine raccoglieremo il male e lo bruceremo e le cose buone le metteremo nel granaio.

E’ l’idea del giudizio universale quando Cristo verrà e comincerà a chiarire le cose.

Stiamo vedendo questi passaggi che avvengono adagio adagio.

C’è una tentazione, c’è un oggetto, ma l’oggetto più terribile è quello di ergerti tu come colui che decide cosa è bene e cosa è male, e ci sono una serie di conseguenze: rompi il rapporto con la persona che il Signore ti ha messo accanto, rompi il rapporto con Dio, ma qui Dio dice “anche se hai rotto il rapporto con me stai pur certo che qualcosa di bene ci sarà sempre perché porrò inimicizia tra la tua stirpe e la sua stirpe e poi rompi il rapporto con l’Eden, con questo giardino che io avevo preparato, per cui cominciano i problemi e le difficoltà.

 

  1. 16-17 Alla donna disse: quella che doveva essere l’esperienza più bella avverrà attraverso il dolore e avverrà (vedete come ritorna il discorso di prima quando si sentono nudi) che verso tuo marito sarà il tuo istinto ma egli ti dominerà, cioè non c’è più un rapporto paritario.

Quella che doveva essere una cosa bella, una cosa grande, quando tu decidi cosa è il bene e cosa è il male porta a queste conseguenze: anche l’atto d’amore creativo che doveva essere la cosa più bella, diventa istinto sappiamo tutti  quello che sta succedendo: le orge ecc. tutte queste cose in cui si perde la bellezza di un rapporto, si perde la dignità.

All’uomo disse: “hai mangiato dell’albero? Ti avevo detto di non mangiarne Ora il suolo viene maledetto per causa tua” (richiesta di spiegazione di quest’ultima affermazione)

 

Se la legge naturale la pone Dio, c’è un rapporto tra l’uomo e la terra. Nel momento in cui decidi te, questo rapporto, salta, non c’è più, per cui la terra ti si ribella tra le mani. E’ quello che sta succedendo, quando nelle coltivazioni l’uomo ha deciso di…Parlavamo prima della tromba d’aria in Feniglia, sono stati abbattuti 1000 pini. Era un’oasi, è un disastro. La terra diventa maledetta nel senso che ha perso il rapporto con te. Dove la terra è lavorata , nelle Marche o nella Pianura padana , ecc. c’è un rapporto tra le persone e la terra. Dove è abbandonata cosa ne viene fuori? Rovi, erbacce e le erbe più infestanti prendono il sopravvento, quindi la terra diventa maledetta, diventa una fatica, diventa un rapporto che non c’è più, come nella coppia diventa una fatica, non c’è più il bello che ci doveva essere. Vedete come, quando tu ti erigi a giudice, c’è tutta una serie di conseguenze.

 

v.18-19-spine e cardi produrrà per te e mangerai l’erba campestre.

Con il sudore del tuo volto mangerai il pane finché tornerai alla terra  perché da essa sei …

 

Vedete cosa c’è di conseguenza. Secondo questo testo anche la morte nasce da lì. Ecco perché leggete alla fine del cap. 3 che mette gli angeli a costudire, perché in questa situazione non si impossessino dell’albero della vita, perché l’albero della vita, e quindi questa bellezza dell’eterno, ha bisogno di un rapporto pieno con il Signore, con la natura. Ecco perché moriamo e risorgiamo perché non siamo più capaci nonostante l’impegno, la buona volontà, di avere un rapporto pieno. Però nel momento in cui lasci questo corpo entri in un rapporto nuovo, in una dimensione nuova, entri nell’eterno dove rinascono tutti i rapporti belli che avevamo prima. E quando tu hai voluto decidere il bene o il male li hai perduti uno dietro l’altro a cascata.

 

  1. 20-L’uomo chiamò la moglie Eva perché…prima l’ha chiamata donna Is e Issà cioè fai parte di te, ed era Dio che aveva dato questo nome. Adesso l’uomo cambia il nome, sarai la madre di tutti i viventi, quindi da te, da questa situazione tutti i viventi porteranno questa disgrazia, questa perdita di rapporto sereno con gli altri, con Dio, con la vita e con se stessi.

Ma guardate questa delicatezza del versetto 21

 

  1. 21- Il Signore Dio fece all’uomo e alla donna tuniche di pelle…Come Dio là, con il serpente aveva detto guarda che sì, si scatena una guerra però qualcuno ti schiaccerà la testa, così ora vediamo che delicatezza ha nei confronti dell’uomo e della donna. E’ lui che fa i vestiti per loro. E’ quasi un segno per dire “guarda che io ti proteggo” E’ bello vedere questa delicatezza di Dio che, nonostante tutto, non vuole abbandonarli

 

v.-22- 24 “Ecco l’uomo è diventato  come uno di noi per la conoscenza del bene e del male” vedete quanto ritorna questo discorso: il peccato è lì nel voler decidere te cos’è bene e cos’è male

Ora egli…”E’ una conseguenza delle tua scelta, vuoi fare come ti pare, quella è la porta! Non puoi più aver pienezza di vita perché la pienezza di vita richiede una serenità di rapporti, la pienezza dei rapporti.

Il Signore Dio lo scacciò dal giardino di Eden…A questo punto devi trovare la strada che ti riporti.

Ed è da lì che poi parte tutta la Bibbia, tutta la storia della salvezza., e la strada per ritornare all’albero della vita sarà Cristo alla fine, tanto è vero che noi chiamiamo la croce di Cristo l’albero della vita e se andate a San Clemente vedete questo mosaico straordinario dove dalla croce rinasce la vita. Perché a  questo punto hai voluto decidere te, sei tu che devi trovare la strada per ritornare e il Signore comincerà a fare tutta una serie di proposte.

Prima l’Alleanza, poi i Profeti, poi Gesù Cristo. Ti fa delle proposte, ma la strada per tornare all’albero della vita devi trovarla tu. E c’è il libero arbitrio per cui: hai voluto decidere…devi voler tornare.

Allora andiamo a vedere, per noi, che cos’ è il peccato. Che cos’è il nostro peccato? Quand’è che noi pecchiamo? O possiamo dire: “Padre ho peccato”?  Qual è il problema reale che noi. che nasciamo dal peccato originale, portiamo in noi stessi? Qual è il punto di partenza e la tentazione che viene posta?     Risposte varie, poi

 

Don Carlo—Secondo tutti i commentatori il punto debole oggi è

 

il non accettare il nostro limite e soprattutto non accettare i limiti degli altri.

 

E’’ questo che sta scombussolando il mondo ed è quello che è successo qua. L’origine del nostro peccato sta lì, non accettiamo di essere limitati , di volere qualcosa che non è per noi. E viviamo in questo continuo confronto: “Se quello può, perché non posso anch’io? Tu hai la tua identità, hai la tua vita, hai la tua ricchezza, il tuo dono. Infatti tutta la Parola di Dio, soprattutto l’apostolo Paolo, insiste su questo; il corpo è fatto di tante persone e ognuna ha il suo dono e la gamba non può dire al braccio “io non ho bisogno di te” e abbiamo perso la ricchezza meravigliosa di accettare il limite dell’altro e di creare il corpo di Cristo con i nostri limiti…per cui ognuno vuol essere il Padreterno. No, se sei famiglia e siete in quattro bisogna fare corpo per cui ognuno avrà il suo dono e la via per arrivare alla vita sta nel formare insieme il Corpo di Cristo, quello che dovremmo fare nelle nostre comunità cristiane, ognuno ha il suo dono e lo mettiamo insieme e nessuno può dire “ io non ho bisogno di te”. Creare insieme il corpo di Cristo significa riconoscere che hai dei limiti e hai bisogno di tuo figlio ecc. ma  proprio perché tu sei limitata devi accettare l’altro con i suoi limiti, non come lo vorresti tu.

Quando non si accetta questo nascono difficoltà nei rapporti: nel rapporto con Dio, difficoltà nel gestire la nostra vita. L’albero della vita rimane ma devi trovare la tua strada per arrivarci

 

 

I passaggi del peccato sono 5:

 

1 – la tentazione che mina qualcosa di bello nella tua vita (è una mina non ancora scoppiata)

2 – l’atto della caduta (Adamo ed Eva decidono di metterlo in atto) la tua decisione

3 – la situazione nuova che si viene a creare (ogni peccato porta delle sue conseguenze)

4 – Dio interviene facendoti prendere coscienza di quello che è successo per il tuo peccato

5 – C’è sempre una promessa, non perdere la speranza hai una possibilità e avere pazienza

 

 

 

 

 

Facciamo un momento di silenzio proprio perché ci troviamo di fronte, con questo capitolo 3 della Genesi, a questa realtà che è la nostra vita ed è una realtà che vuol farci dimenticare o allontanare dalla bellezza dell’amore di Dio.

E’ Lui che nella creazione e nella nostra vita ha voluto esprimere tutto il suo amore e noi ci troviamo ad allontanarci da questo amore, a voler fare di testa nostra, a voler essere noi a decidere, e così ci troviamo a perdere totalmente il nostro rapporto di bellezza perché, attenzione, il rapporto continua tra l’uomo e la donna, il rapporto continua con il Signore, il rapporto continua con la terra e con la creazione, ma è un rapporto che non dà più gioia, dà solo fatica, dà umiliazione. dà pesantezza.

Però il Signore ci accompagna,  perché ci fa tre doni nel nostro peccato:

ci dice :“Guarda che se tu non sei riuscito a vincere ci sarà qualcuno, più forte di te, che schiaccerà la testa al peccato”.

Poi il Signore ci dice. “Ti amo, e per questo ti faccio un vestito che ti aiuti ad affrontare le durezze della vita”.

E poi ancora il Signore ci dice: “L’albero della vita è lì, ti aspetta, ma tu devi trovare la tua strada”.

 

Allora Padre sii Tu benedetto per il tuo grande amore. Vogliamo accogliere questo limite, queste pesantezze della nostra vita, vogliamo mettere ogni cosa nelle tue mani, vogliamo dirti grazie perché in Gesù ci hai dato davvero la possibilità di una vita nuova.

Grazie nel nome di Gesù. Amen.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: