Lettura dei Salmi – Periodo Pasquale 2021 (da Pasqua a Pentecoste)

Lettura dei Salmi – Periodo Pasquale 2021 (da Pasqua…

Pubblichiamo su CENTROUEPP gli audio delle omelie, delle riflessioni e dei momenti di preghiera di Don Carlo.

Di seguito trovate il link agli audio (premere sulla figura) per i Salmi del giovedì e per ogni giornata (Pasqua di Resurrezione, Veglia Pasquale, poi Sabato Santo, poi ancora di seguito Venerdì Santo e Giovedì Santo)

GIOVEDI’ DOPO L’ASCENSIONE

giovedì dopo l’Ascensione – Salmo n° 68

6° SETTIMANA DI PASQUA

6° settimana di Pasqua – Salmo n° 98

5° SETTIMANA DI PASQUA

5° settimana di Pasqua – Salmo n° 96

4° SETTIMANA DI PASQUA

4° settimana di Pasqua – Salmo n° 103

3° SETTIMANA DI PASQUA

3° settimana di Pasqua – Salmo n° 66

2° SETTIMANA DI PASQUA

2° settimana di Pasqua – Salmo n° 34

1° SETTIMANA DI PASQUA

1° settimana di Pasqua – Salmo n° 8

 

PASQUA DI RESURREZIONE

premere per audio omelia di PASQUA DI RESURREZIONE – 4 aprile 2021

Carissimi, la grande avventura del mistero pasquale, di cui in questi giorni abbiamo fatto memoria, che abbiamo reso presente con la nostra fede e con l’ascolto della Parola di Dio, ora ci chiama a diventarne profeti, a prenderne coscienza ed a far diventare nostra questa grande avventura. E da dove partire? credo che la proposta che la Parola del Signore oggi ci sta facendo è proprio questa: quella di diventare testimoni della risurrezione e di cominciare ad educarci ad essere testimoni della risurrezione, perché che cosa succede nella nostra vita, che noi siamo sempre testimoni di morte, noi vediamo sempre le cose che non vanno, o sempre le cose che mancano; noi dovremmo educarci alla risurrezione, perché non avviene così spontaneamente nella nostra vita. Ho sentito in questi giorni una riflessione che mi ha sconvolto un pochino, che diceva: quando voi camminate per strada forse non vi rendete conto che state camminando su milioni di semi che stanno lì per terra in attesa di manifestarsi di sbocciare, poi se andate a vedere i marciapiedi di Roma, che non sono tenuti tanto puliti, vedete che i fiori e le erbacce nascono anche dove abbiamo messo le pietre, dove abbiamo messo il cemento o dove abbiamo messo l’asfalto, tanto è forte questa vittoria della vita sulla morte, e noi che dovremmo essere testimoni di questo, continuiamo nella nostra vita a vedere quello che non va e non siamo mai capaci di vedere questa vitalità enorme che c’è dentro di noi ed accanto a noi nella natura. Provate in questo periodo ad andare in tutti quei luoghi di campagna, dove per l’inverno avevamo visto solo delle piante secche, delle piante morte, e vedete che ci sono milioni di gemme che stanno uscendo fuori, e quello che fino a qualche giorno fa, qualche settimana fa sembrava l’assenza di vita, ora cominciate a vedere un verdino che si presenta sul secco e pensate quanto è delicato questo verde che comincia a sbocciare, lì dove c’è una corteccia che sembra non avere più vita. La potenza della vita è più grande di quello che noi percepiamo o di quello che noi vediamo e come questo lo osserviamo nella natura, se ci pensate bene, questo si può osservare anche nelle persone; quante volte noi valutiamo, giudichiamo una persona da come appare e pensiamo di sapere tutto di questa persona, ma serve un qualcosa di speciale, serve qualcuno che ci apra la mente per renderci conto che dentro ad ogni persona, anche quella che si presenta più dura, più ingessata, c’è un cuore che batte, ci sono delle speranze, ci sono dei sogni, ci sono delle attese.

Ecco, io credo che questa Pasqua, proprio per la situazione che stiamo vivendo, sia una proposta ad educarci per diventare testimoni della risurrezione della vita e piantarla di essere continuamente persone che vivono solo la morte attorno di loro. E qual’è la strada perché questo avvenga? l’abbiamo sentito ora nel Vangelo: le donne nonostante la loro frequenza con Gesù vanno per trovare chi? per trovare un morto, e ci vuole qualcuno che dica loro: dove andate, e avete sentito nella prima lettura come Pietro deve fare il giorno di Pentecoste la stessa cosa quando parla di Gesù, poi arriva al punto di dire voi avete conosciuto tante cose di Gesù, avete visto anche la sua morte ma io vi dico che Gesù è qualcuno che ha vinto la morte e che ha saputo andare oltre per cui anche voi cominciate ad aprire gli occhi, cominciate a rendervi conto che la vita è più forte della morte. Però per educarci abbiamo bisogno di qualcuno che ce lo ricordi, abbiamo sentito anche nel Vangelo di oggi che i discepoli vanno, vedono ciò che manca, il corpo non c’è più, però poi videro e credettero; infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

Ecco, credo che questo sia il nostro compito: se vogliamo vivere questa Pasqua sarebbe bello se ognuno di noi si facesse nella mente un album di fotografie in questo momento di tutto quello che sta vedendo nella sua vita: allora ci sarà Fabio che vede la mamma che ha dei problemi, che non cammina, come bisogna risolverli? ci sarà qualcun altro che vede i figli che sono di qua o di là, ci sarà qualcun altro che dice del marito mi sono stancata, ci sarà qualcun altro che ricorda i suoi cari come qualcosa che ormai è passato che non c’è più.

Dobbiamo educarci alla risurrezione e dobbiamo avere il coraggio di riprendere in mano la nostra fede e di dire a noi e di dire agli altri che Cristo è risorto e che la vita è più forte della morte.

E qual’è il modo per poter fare questo? se andate nella seconda lettura vedete come l’apostolo Paolo, parlando ai Colossesi, dice: se siete risorti con Cristo, quindi se volete essere testimoni della risurrezione e dedicarvi nella mente e nel cuore alla risurrezione, cominciate a cercare le cose di lassù, rivolgete il pensiero alle cose di lassù, dove non c’è più la morte ma c’è la pienezza della vita, perché se voi cominciate a orientare la vostra mente e il vostro cuore al cielo, allora quando Cristo sarà manifestato anche voi apparirete con lui nella gloria, cioè comincerete a prendere la vostra dimensione che è quella di figli di Dio, che è quella di vincitori sul male, che è quella di essere portatori e annunciatori di vita, là dove tutti vedono morte.

Voi direte: ma non sarà questa una pia illusione, perché i cristiani hanno sempre vissuto così, i Padri della Chiesa dicevano: ricordatevi che dove vedete morte lì c’è vita, e quello che stiamo celebrando nell’Eucaristia è proprio questo segno di qualcosa che diventa un’altra cosa; quando noi fra poco prenderemo il pane, cosa vediamo? pane ma crediamo che è il corpo di Cristo, prendiamo del vino, beviamo vino ma crediamo che è il sangue di Cristo, e quando noi ci guardiamo gli uni gli altri ci vediamo se così diversi gli uni dagli altri, con mentalità diverse, con modi di vivere diversi, con religioni diverse, con spiritualità diverse, con abitudini diverse, però crediamo, e questa la grande testimonianza che Papa Francesco ci sta dando, che la vita è nella sua pienezza quando è un poliedro, quando è un diamante, quando ha tante sfaccettature e non quando tutti la pensano come la penso io.

Ecco, per essere testimoni di risurrezione, per educarci alla risurrezione, dobbiamo partire da questa mentalità aperta, dobbiamo guardare le cose di lassù e dobbiamo rivolgere il pensiero alle cose di lassù.

Però anche qui voi direte: va bene, la testa può andare per conto suo, però poi la vita è tutta un’altra cosa, se incontro quello che mi ha fregato sempre, quello che mi ha fregato, quindi io vedo la morte, vedo quello che mi ha rubato, vedo quello che non è andato, vedo il fallimento della mia vita o del mio rapporto per quella persona.

Se andate nella prima lettura vedete come l’apostolo Pietro, per essere testimone di risurrezione che cosa dice: ha ordinato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è il giudice dei vivi e dei morti, costituito da Dio, a lui tutti i profeti danno questa testimonianza: chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati per mezzo del suo nome; ecco qual è il segreto per poter guardare le cose di lassù e per poter essere testimoni della risurrezione: credere nel perdono, vivere il perdono, saper dare il perdono e saper ricevere il perdono; questa è la chiave che ci fa testimoni di risurrezione, perché è grazie al perdono che noi cambiamo la nostra mentalità, buttiamo via la morte e facciamo risplendere la vita.

Ecco perché quando noi celebriamo l’Eucaristia, celebriamo la Pasqua, c’è sempre una croce e c’è sempre un cero acceso, perché la dinamica della risurrezione è tutta qua: con la croce impari a perdonare e con la luce accesa impari ad uscirne fuori.

Mi sembra che ieri sera, dopo le nostre celebrazioni, è stato riportato in televisione il film “Ben Hur”; io non mi ricordavo il finale ma la cosa straordinaria che avviene, di questo uomo che vive tutte le sue vicende e che poi sente parlare di questo Cristo dalla madre e dalla sorella ormai lebbrose, per come erano state chiuse in una cella e abbandonate lì, e lui, che non aveva più speranza e voleva solo riprendere la vittoria su Messala, che aveva combinato questo pasticcio per la sua famiglia, si trova sotto la croce di Gesù, e sente le ultime parole di Gesù:

“Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno”

e torna a casa pieno di queste parole, e dice alla ragazza con cui stava vivendo insieme: ho deciso, mi è caduta la spada, non voglio più sangue, non voglio più vendetta, voglio perdonare, e nel momento in cui lui abbandona la spada e abbandona questo desiderio di vendetta, la madre e la figlia, quasi per incanto guariscono dalla lebbra.

Questo essere testimoni di risurrezione, sapere che quando noi perdoniamo perché Cristo è morto per perdonarci ed è risorto per darci una dignità nuova, quando noi ci uniamo a Cristo con il perdono, poi la vita fiorisce. Non sarà sempre che qualcuno guarisce dalla lebbra, ma sarà sempre il nostro cuore che si apre, il nostro sorriso che comincia a muoversi, a camminare, a portare vita, sarà il nostro occhio che vede negli altri la bellezza del loro cuore e le fatiche e le ansie che stanno portando dentro di loro; e allora noi vedremo, camminando per le strade o per i campi ci renderemo conto di quei milioni di semi che stanno lì, aspettano di sbocciare, aspettano di uscire fuori, aspettano di portare gioia.

Santa Teresa del Bambin Gesù, quando camminava in un prato, ad un certo momento si ferma, guarda una margherita e dice: non posso più camminare perché non posso calpestare questa meraviglia che Dio ha fatto sbocciare per me.

Ecco la nostra Pasqua, poter essere così pieni di rispetto gli uni verso gli altri, verso il nostro corpo, verso la vita, da poter dire mi fermo perché non voglio più calpestare nessuno, voglio credere che la vita vinca sulla morte, che il Signore davvero ci dia questa gioia.

Penso che saremmo le persone più felici di questo mondo ma non solo, ma soprattutto faremo felici gli altri, molto più di quelli che lo sono.

Siate così benedetti.

VEGLIA PASQUALE – 3 aprile 2021

premere per audio Triduo Pasquale – Sabato Santo – VEGLIA PASQUALE – 3 aprile 2021

La veglia si svolge nella gioia della Pasqua, è come un ritmo ascensionale che sfocia nella liturgia eucaristica; tutto inizia con i riti introduttivi della benedizione del fuoco e del cielo.

Fratelli, in questa santissima notte nella quale Gesù Cristo nostro Signore passò dalla morte alla vita la Chiesa, diffusa su tutta la terra, chiama i suoi figli a vegliare in preghiera.

Rivivremo la Pasqua del Signore nell’ascolto della parola e nella partecipazione ai sacramenti.

Cristo risorto confermerà in noi la speranza di partecipare alla sua vittoria sulla morte e di vivere con lui in Dio Padre.

 

Preghiamo.

 

Padre, che per mezzo del tuo Figlio ci hai comunicato la fiamma viva della tua gloria, benedici questo fuoco vivo, fa che le feste pasquali accendano in noi il desiderio del cielo e ci guidino, rinnovati nello spirito, alla festa dello splendore eterno.

Per Cristo nostro Signore.

 

Dal fuoco si accende il cero pasquale e si presenta così: la luce del Cristo che risorge glorioso disperda le tenebre del cuore e dello spirito e poi, illuminati dal cero pasquale si canta:

 

Esulti il coro degli angeli, esulti l’assemblea celeste, un inno di gloria saluti il trionfo del Signore risorto, gioisca la terra inondata da così grande splendore, la luce del Re eterno ha vinto le tenebre del mondo, gioisca la madre Chiesa splendente della gloria del suo Signore, e questo tempio tutto risuoni per le acclamazioni di un popolo in festa; è veramente cosa buona e giusta esprimere con il canto l’esultanza dello Spirito ed inneggiare al Dio invisibile, Padre Onnipotente e al suo unico Figlio Gesù Cristo Signore nostro, che ha pagato per noi all’eterno Padre il debito di Adamo, e con il sangue sparso per la nostra salvezza ha cancellato la condanna della colpa antica.

Questa è la vera Pasqua, in cui ha ucciso il vero agnello che con il suo sangue consacra la casa dei fedeli; questa è la notte in cui hai liberato i figli d’Israele nostri padri dalla schiavitù dell’Egitto e li hai fatti passare illesi attraverso il Mar Rosso; questa è la notte in cui hai vinto le tenebre del peccato con lo splendore della colonna di fuoco; questa è la notte che salva su tutta la terra i credenti in Cristo dall’oscurità del peccato e dalla corruzione del mondo, li consacra all’amore del Padre e li unisce nella comunione dei Santi; questa è la notte in cui Cristo, spezzando i vincoli della morte, risorge vincitore dal sepolcro.

Ti preghiamo dunque Signore, che questo cielo offerto in onore del tuo nome per illuminare l’oscurità di questa notte risplenda di luce che mai si spegne, salga a te come profumo soave, si confonda con le stelle del cielo, lo trovi acceso la stella del mattino, quella stella che non conosce tramonto. Cristo tuo Figlio, che è risuscitato dai morti, fa risplendere sugli uomini la sua luce serena, e vive e regna nei secoli dei secoli.

 

Ecco perché un lume acceso ci ricorda la risurrezione di Gesù e la sua presenza illuminante nella nostra vita.

Dopo questo primo momento si passa alla liturgia della parola: dopo il solenne inizio della veglia, ascoltiamo ora la Parola di Dio, meditiamo come nell’antica alleanza Dio salvò il suo popolo e nella pienezza dei tempi ha inviato il suo Figlio per la nostra redenzione.

Preghiamo perché Dio nostro Padre conduca al compimento quest’opera di salvezza, incominciata con la Pasqua.

La prima lettura è dal libro della Genesi capitolo 1.

 

E’ Dio che crea e dopo aver ascoltato questo racconto ecco che con il Salmo cantiamo:

 

manda il tuo spirito Signore a rinnovare la terra

 

E così preghiamo Dio che in modo mirabile ci ha creati a tua immagine, in modo più mirabile ci ha rinnovati e redenti, fa che resistiamo con la forza dello Spirito alle seduzioni del peccato, per giungere alla gioia eterna.

 

Per Cristo nostro Signore

 

La seconda lettura ci porta in Genesi 22, dove vediamo come Dio mette alla prova Abramo, e gli chiede di sacrificare suo figlio. Il Salmo ci dice:

 

proteggimi o Dio

in te mi rifugio

 

Preghiamo

 

O Dio Padre dei credenti, che estendendo a tutti gli uomini il dono dell’adozione filiale, moltiplichi in tutta la terra i tuoi figli e nel sacramento pasquale del battesimo adempi la promessa fatta ad Abramo di renderlo padre di tutte le nazioni, concedi al tuo popolo di rispondere degnamente alla grazia della tua chiamata.

 

La terza lettura è dal libro dell’Esodo capitolo 14:

 

E’ il Signore che dice a Mosè: mettiti in cammino, cammina verso la liberazione perché io non voglio più che voi siate un popolo di schiavi ma un popolo di persone libere.

 

Il Salmo commenta:

 

cantiamo al signore

stupenda è la sua vittoria

 

Preghiamo

 

O Dio, tu hai rivelato nella luce della nuova alleanza il significato degli antichi prodigi, il Mar Rosso è l’immagine del fonte battesimale e il popolo liberato dalla schiavitù è un simbolo del popolo cristiano; concedi che tutti gli uomini, mediante la fede, siano fatti partecipi del privilegio del popolo eletto e rigenerati dal dono del tuo Spirito.

Per Cristo nostro Signore.

 

La quarta lettura è dal libro di Isaia, al capitolo 54, dove ci viene detto che:

 

Tuo sposo è il tuo creatore, tuo redentore e il santo d’Israele, come una donna abbandonata e con l’animo afflitto ti ha richiamato il Signore; per un breve istante ti ha abbandonato, ma ancora ti accoglie con immenso amore.

 

Il Salmo commenta: ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato.

 

Preghiamo

 

O Dio Padre di tutti, moltiplica a gloria del tuo nome la discendenza promessa alla fede dei patriarchi e aumenta il numero dei tuoi figli, perché la Chiesa veda pienamente adempiuto il disegno universale di salvezza nel quale i nostri padri avevano fermamente sperato.

 

La quinta lettura è sempre dal profeta Isaia, al capitolo 55:

 

O voi tutti assetati, venite all’acqua voi che non avete denaro, venite comprate e mangiate, venite comprate senza denaro, senza pagare vino e latte, cercate il Signore, invocatelo, l’empio abbandoni la sua via e l’uomo iniquo i suoi pensieri, ritorni al Signore che avrà misericordia di lui e al nostro Dio, che largamente perdona.

 

Il salmo commenta:

 

attingeremo con gioia alle sorgenti della salvezza

 

Preghiamo

 

Dio onnipotente l’eterno, unica speranza del mondo, tu hai preannunciato con il messaggio dei profeti i misteri che oggi si compiono; ravviva la nostra sete di salvezza, perché soltanto per l’azione del tuo Spirito possiamo progredire nella via della tua giustizia.

 

La sesta lettura è dal libro del profeta Baruc capitolo 3:

 

Ascolta Israele i comandamenti e della vita, porgi l’orecchio per conoscere la prudenza, tu hai abbandonato la fonte della sapienza, se tu avessi camminato nella via di Dio avresti abitato per sempre nella pace, impara dov’è la prudenza, dov’è la forza, dov’è l’intelligenza per comprendere, anche dov’è la longevità e la vita, dov’è la luce degli occhi e la pace. Beati siamo noi Israele, perché ciò che piace a Dio è da noi conosciuto.

 

Il Salmo commenta:

 

Signore tu hai parole di vita eterna

 

Preghiamo

 

O Dio, che accresci sempre la tua Chiesa chiamando nuovi figli da tutte le genti, custodisci nella tua protezione coloro che fai rinascere all’acqua del Santissimo.

 

La settima lettura è dal libro del profeta Ezechiele capitolo 36:

 

Mi fu rivolta questa parola dal Signore: Figlio dell’Uomo, la casa di Israele, quando abitava la sua Terra, la rese impura con la sua condotta e con le sue azioni; li ho dispersi, ma io ho avuto riguardo del mio nome santo, perciò annuncia a tutti: così dice il Signore,  santificherà il mio nome profanato fra le nazioni, profanato da voi in mezzo a loro, vi prenderò dalle nazioni, vi radunerò da ogni terra e vi condurrò sul vostro suolo, ti aspetterò con acqua pura e sarete purificati, vi purificherò da tutte le vostre impurità e da tutti i vostri idoli, vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne.

 

Il salmo commenta:

 

come la cerva anela ai corsi d’acqua, così l’anima mia anela a te, o Dio

 

Preghiamo

 

Dio che nelle pagine dell’antico e nuovo testamento ci hai preparati a celebrare il mistero pasquale, fa che comprendiamo l’opera del tuo amore per gli uomini, perché i doni che oggi riceviamo confermino in noi la speranza dei beni futuri.

Per Cristo nostro Signore

 

A questo punto si canta l’inno al Signore:

 

Gloria dio nell’alto dei cieli e pace in

terra agli uomini di buona volontà

 

e questo canto, questo desiderio poi si conclude con la preghiera:

 

O Dio che illumini questa santissima notte con la gloria della risurrezione del Signore, ravviva nella tua famiglia lo spirito di adozione perché tutti i tuoi figli, rinnovati nel corpo e nell’anima, siano sempre fedeli al tuo servizio.

Per Cristo nostro Signore

 

Poi si legge dalla lettera ai Romani il capitolo 6:

 

Fratelli, non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù siamo stati battezzati sulla sua morte.

 

e poi cantiamo l’Alleluia, ed il Vangelo di Marco 16 ci dice che:

 

Le donne vanno al sepolcro dicendo: “chi ci farà rotolare via la pietra all’ingresso del sepolcro” ma la pietra era già stata fatta rotolare benché fosse molto grande; entrate nel sepolcro videro un giovane seduto sulla destra, vestito di una veste bianca ed ebbero paura ma egli disse loro “non abbiate paura, voi cercate Gesù Nazareno , il crocifisso è risorto, non è qui, ecco il luogo dove l’avevano posto, ma andate, dite ai suoi discepoli ed a Pietro  che egli vi precede in Galilea, là lo vedrete, come vi ho detto”.

Parola del Signore.

 

E’ bello poter vivere in questa notte una storia che arriva e ci porta ad una tomba vuota, dove noi vogliamo ricordare le cose negative, ma Gesù ci fa incontrare con le cose positive e dice: se vuoi vedere le cose positive devi guardare in avanti, devi andare oltre, devi aspettarmi là dove io ti riempirò del mio Spirito perché tu possa andare in tutto il mondo ad annunciare il Vangelo.

La veglia pasquale dà inizio a questa grande festa che si concluderà poi con il giorno di Pentecoste dove Gesù, effondendo lo Spirito dirà a tutti noi: andate in tutto il mondo, annunciate a tutti il Vangelo.

 

Poi comincia la liturgia battesimale, si benedice l’acqua, si rinnovano le promesse del nostro battesimo e si esprime la gioia di essere figli di Dio, che camminano in attesa dello Spirito, perché solo lo Spirito ci darà pienezza di vita.

Poi c’è la liturgia eucaristica, dove la morte e la risurrezione di Gesù diventano la nostra preghiera, il nostro stare insieme.

 

Domani nel giorno di Pasqua vedremo il nostro incontro con Gesù che significato ha e come siamo chiamati a viverlo.

 

Buona Pasqua

 

 

premere per audio Triduo Pasquale – Sabato Santo – 3 aprile 2021

Oggi la Chiesa si raccoglie solo con la preghiera, perché celebra il riposo di Cristo nella tomba, dopo il vittorioso e glorioso combattimento della croce. Oggi viene meditato il mistero salvifico della discesa di Cristo nel mondo della morte, dove in spirito è andato ad annunciare la salvezza anche agli spiriti e che attendevano in prigione. Oggi si attende l’avverarsi della Parola del Signore, del Figlio dell’Uomo che deve essere messo a morte e risorgere il terzo giorno. Questo giorno perciò è caratterizzato dall’attesa, espressione di fede e di speranza, dice l’apostolo Paolo:

“quando speriamo di ottenere qualcosa che ancora non vediamo, impariamo ad essere pazienti e fiduciosi”.

 

Preghiamo.

 

Dio eterno e onnipotente, che ci concedi di celebrare il mistero del Figlio tuo unigenito, disceso nelle viscere della terra, fa che sepolti con lui nel battesimo risorgiamo con lui nella gloria della risurrezione. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

 

Ecco, ci accompagna in questa giornata il Salmo 24:

 

Al Signore appartiene la terra

tutte le cose che essa contiene

il mondo, i suoi abitanti

e lui che l’ha fondata sui mari e la

conserva incrollabile sull’acqua

chi potrà salire al monte del Signore

chi potrà stare nel suo luogo santo

colui che ha le mani pure

il cuore grande che non dà importanza agli idoli inutili

e non giura con l’intenzione di ingannare

questi riceverà benedizione dal Signore

e potrà stare al cospetto di Dio il suo salvatore

è questa la generazione che mentre cammina

cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe

levatevi antichi portali

spalancatevi o porte cigolanti

lasciate entrare il Re della gloria

chi è questo Re della gloria

è il Signore vincitore potente

il Signore che ha vinto in battaglia

levatevi antichi portali

spalancatevi o porte cigolanti

lasciate entrare il Re della gloria

chi è mai questo Re della gloria

il Signore è l’onnipotente

è lui il Re della gloria

Gesù dalla croce scende negli inferi

per poter portare la buona notizia del Vangelo a tutti

come possiamo noi oggi essere uniti a Gesù che scende

mani pure cuore grande

essere liberi da ogni fantasia ed ogni idolatria

e non ingannare né noi stessi né gli altri

così noi possiamo rimanere uniti a Cristo

aprendo la nostra mente e il nostro

cuore a quest’opera meravigliosa di salvezza

che lui sta compiendo per tutta l’umanità

per i nostri cari per il creato

Signore apri le nostre menti, i nostri cuori

perché possiamo accoglierti è così proclamarti salvatore

e lodarti e benedirti

per poter essere partecipi della tua opera di salvezza

per Cristo nostro Signore.

 

Ci accompagna poi la lettera agli Ebrei al capitolo 4, dove ci viene detto che la promessa di Dio è ancora valida: parlo della promessa che tutti possono entrare nel suo luogo di riposo. Questa meravigliosa notizia è stata data a noi, e un’antica omelia commenta questo sabato santo nel modo seguente:

 

Che cosa è avvenuto oggi sulla terra? c’è grande silenzio, silenzio e solitudine; grande silenzio perché il Re dorme, e la terra è rimasta sbigottita e tace perché il Dio fatto carne si è addormentato, e ha svegliato coloro che da secoli dormivano. Dio è morto nella carne, ed è sceso a scuotere il regno degli inferi. Certo, egli va a cercare il primo padre come la pecorella smarrita; egli vuole scendere a visitare quelli che siedono nelle tenebre e nell’ombra di morte Dio e il Figlio suo vanno a liberare dalle sofferenze Adamo ed Eva che si trovano in prigione. Il Signore entrò da loro portando le armi vittoriose della croce; appena Adamo, il primogenitore, lo vide, percuotendosi il petto per la meraviglia gridò a tutti e disse: “Sia con tutti il mio Signore” e Cristo rispondendo disse ad Adamo: “e con il tuo spirito”, e presolo per mano lo scosse dicendo: “svegliati tu che dormi e risorgi dai morti e Cristo ti illuminerà; io sono il tuo Dio che per te sono diventato tuo figlio, che per te e per questi che da te hanno avuto origine ora parlo, e nella mia potenza ordino a coloro che sono in carcere: uscite! A coloro che sono nelle tenebre: siate illuminati!  a coloro che sono morti: risorgete! ed te comando: svegliati, tu che dormi! infatti non ti ho creato perchè rimanessi prigioniero, risorgi dai morti, io sono la vita dei morti, risorgi opera delle mie mani, risorgi mia effigie fatta e mia immagine, risorgi, usciamo di qui, tu in me e io in te, siamo infatti un’unica e indivisa natura; per te io tuo Dio mi sono fatto figlio, per te io il Signore ho rivestito la tua natura di servo, perché io che sto al di sopra dei cieli sono venuto sulla terra e al di sotto della terra, per te uomo ho condiviso la debolezza umana, ma poi sono diventato libero tra i morti”.

 

Ecco, la grande avventura che oggi viviamo, mentre ricordiamo i nostri cari che hanno lasciato questa terra, ma mentre anche apriamo la nostra mente e il nostro cuore a questa opera di salvezza che Cristo sta compiendo per noi e per tutta l’umanità.

Oggi il nostro salvatore ha abbattuto le porte e le sbarre della morte e noi tutti siamo in attesa della sua risurrezione.

 

 

VENERDI’ SANTO – 2 aprile 2021

premere per audio Triduo Pasquale – Venerdì Santo – 2 aprile 2021

Carissimi, in questo giorno in cui Cristo nostra Pasqua è stato immolato, la Chiesa con la meditazione della passione del suo Signore e Sposo e con l’adorazione della croce fa memoria della sua origine dal fianco di Cristo, che riposa sulla croce e intercede per la salvezza di tutto il mondo.

Preghiamo.

Dio, che nella passione del Cristo nostro Signore ci hai liberati dalla morte, eredità dell’antico peccato trasmessa a tutto il genere umano, rinnovaci a somiglianza del tuo Figlio, e come abbiamo portato in noi dalla nostra nascita l’immagine dell’uomo terreno, così per l’azione del tuo Spirito fa che portiamo l’immagine dell’uomo celeste.

Per Cristo nostro Signore.

Siamo invitati poi a leggere dal libro di Isaia il capitolo 52 e 53, dove ci viene presentato il servo di Jahvè.

Chi è colui che fa davvero la volontà del Padre? colui che prende le sembianze di uomo e dona la sua vita per poter entrare nella pienezza del Regno.

Al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori, quando offrirà sé stesso in sacrificio di riparazione, vedrà una discendenza, vivrà a lungo, si compirà per mezzo suo una volontà del Signore.

Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce e si sazierà della sua conoscenza.

Il giusto mio servo giustificherà molti, egli si addosserà le loro iniquità, perciò io gli darò in premio le moltitudini dei potenti, egli farà bottino perché ha spogliato sè stesso fino alla morte ed è stato annoverato fra gli empi, mentre egli portava il peccato di molti e intercedeva per i colpevoli.

 

Ecco il mistero della Pasqua: il servo dona la sua vita perché il Padre, il Signore, possa dare vita a tutta l’umanità.

Poi siamo invitati a leggere dal Salmo 31 che ha questo ritornello:

 

Padre nelle tue mani consegno il mio spirito

 

ed è bello che questo ritornello oggi torni continuamente nella nostra memoria e nel nostro cuore; sarebbe bello se ogni ora di questa giornata noi fossimo capaci di fermarci un attimo e di dire, in qualsiasi situazione veniamo a trovarci,

 

Padre nelle tue mani consegno il mio spirito

Padre nelle tue mani consegno il mio spirito

Padre nelle tue mani consegno il mio spirito

 

Poi siamo invitati a leggere dalla lettera agli Ebrei capitolo 4 14 fino a 5 9. Leggiamo insieme:

 

Siccome abbiamo un Sommo Sacerdote veramente grande, Gesù Figlio di Dio, che ha attraversato i cieli per aiutarci, non dobbiamo mai cessare di avere fede in lui; infatti non abbiamo un Sommo Sacerdote incapace di soffrire con noi, nelle nostre miserie, anzi il nostro Sommo Sacerdote comprende le nostre debolezze perché ha avuto le nostre stesse tentazioni anche se non ha mai peccato; perciò avviciniamoci con piena fiducia al trono di Dio per ottenere la sua piena misericordia e trovare la grazia che ci aiuti nel momento del bisogno; essendo uomo è in grado di sentire compassione per quelli che sono ignoranti e lontani da Dio, perché anche lui deve affrontare le stesse tentazioni; ricordiamo che nessuno può decidere da sé di diventare Sommo Sacerdote, ma deve essere chiamato da Dio a questo compito, proprio come nel caso di Aronne. Ecco perché anche Gesù Cristo non si attribuì l’onere di essere Sommo Sacerdote, ma fu eletto da Dio che gli disse: tu sei mio figlio, oggi io sono tuo padre e ancora tu sei sacerdote in eterno secondo l’ordine di Melchisedek; infatti mentre era ancora qui sulla terra, Cristo rivolse preghiere e suppliche a Dio con grida e lacrime perché soltanto lui poteva salvarlo dalla morte; poiché Gesù gli era sempre stato fedele, Dio ascoltò le sue preghiere e lo liberò dalla paura della morte.  Gesù, benchè fosse Figlio di Dio, imparò per esperienza dalle proprie sofferenze che cosa significasse obbedire, e dopo essere stato reso perfetto egli è diventato sorgente di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono, perché Dio lo ha scelto come Sommo Sacerdote, secondo l’ordine di Melchisedek.

Parola di Dio.

 

Il versetto che poi leggiamo è:

 

per noi Cristo si è fatto obbediente fino alla morte, a una morte di croce, per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome.

 

Ecco la grande avventura a cui siamo chiamati in questa giornata, mentre diciamo:

 

Padre nelle tue mani consegno il mio spirito

 

dobbiamo aver presente questa dimensione sacerdotale che il Signore ci ha dato grazie a Gesù.  E come la sofferenza e la morte di Gesù sono un atto sacerdotale, così noi che in Gesù siamo diventati sacerdoti re e profeti, in questo giorno, mettendo il nostro spirito nelle mani del Padre, noi diventiamo ed esercitiamo il nostro sacerdozio, per il bene di tutta l’umanità, ed il fatto che noi siamo nella sofferenza, nei problemi, nelle difficoltà, è ciò che garantisce la bellezza e la forza della nostra preghiera.

Oggi Cristo Sacerdote consegna il suo Spirito nelle mani del Padre, oggi noi sacerdoti consegniamo la nostra vita nelle mani del Padre, e tutto questo per il bene dell’umanità.

 

Poi siamo invitati a leggere dal Vangelo di Giovanni il capitolo 18 e il capitolo 19; viene scelto questo Vangelo perché oggi per la Chiesa non è il giorno di lutto, ma il giorno di una amorosa contemplazione del sacrificio cruento, fonte della nostra salvezza.

Ecco perché la giornata di oggi e la festa di oggi viene chiamata la Beata Passione.

Il Vangelo di Giovanni mette in risalto proprio questa dimensione, di un sacrificio cruento che è fonte della nostra salvezza, ed è proprio di fronte a questo atto sacerdotale di Cristo e di fronte a questo atto sacerdotale che tutti noi siamo invitati oggi a compiere ripetendo:

 

Padre nelle tue mani consegno il mio spirito

 

che poi la Chiesa ci invita ad una preghiera universale; ci invita prima di tutto a pregare per la Chiesa e sappiamo quante fragilità la Chiesa, la comunità dei credenti, porta in sé. Noi siamo invitati a pregare per il Papa, sappiamo le sue sofferenze, sappiamo le sue difficoltà, sia all’interno che all’esterno, e conosciamo la sua fatica per portare la Chiesa ad essere fedele a Cristo ed al suo Vangelo.

Poi preghiamo per tutti gli ordini sacri e per tutti i fedeli; ormai il Concilio ci ha detto che noi siamo il popolo di Dio e chi chi è stato ordinato nel sacerdozio è solo per essere a servizio del popolo di Dio; in questo cammino verso l’eterno tutti sperimentiamo ogni giorno le nostre fragilità di popolo di Dio e le fragilità delle nostre guide; ecco perché la preghiera che oggi la Chiesa fa è: con il tuo Spirito guida e santifica tutto il corpo della Chiesa.

Poi preghiamo per i catecumeni: in questo tempo di pandemia i battesimi e cresime, la celebrazione della Eucaristia, della prima comunione, sono tutte realtà in profonda crisi; come vogliamo pregare non solo perché ci sia il numero dei catecumeni, ma perché ci sia questo prendere coscienza viva di che cosa significa entrare in una comunità e vivere in una comunità.

Poi vogliamo pregare per l’unità dei cristiani: la storia ci ha fatto vedere come, pur mettendo Cristo e la sua parola al centro della nostra vita, poi è difficile camminare insieme, essere uniti, essere testimoni di Cristo, essere in comunione gli uni con gli altri.

Poi preghiamo per i non cristiani: sappiamo che ci sono tante religioni nel mondo, che esprimono questo desiderio di stare con il Signore, di trovare un rapporto con il Signore, ma nelle loro tradizioni, nella loro esperienza non c’è la presenza di Gesù, non c’è la sua parola.

Poi preghiamo per coloro che non credono in Dio: aumenta sempre più il numero di persone che non vogliono avere un rapporto con qualcuno che sia al di sopra di noi, con qualcuno che si ama, con qualcuno che dà un senso alla nostra vita, che ci dice da dove veniamo, chi siamo e dove andiamo; preferiscono filosofare sul tempo, sullo spazio, sul senso che io do con il mio impegno ad essere presente nel mondo.

Poi preghiamo per i governanti: conosciamo bene, nella situazione in cui stiamo vivendo, quanto sia difficile anche per le persone di buona volontà governare, votare delle linee o dare delle indicazioni al nostro tipo di società così polemica, così incerta, così, direbbe Papa Francesco, autoreferenziale;  pregare per i governanti, perché le speranze degli uomini ed i diritti dei popoli possano essere sempre accolti e rispettati.

Poi preghiamo per i tribolati: coloro che si trovano nella sofferenza, coloro che si trovano nella povertà, coloro che si trovano con una vita completamente cambiata in quest’ultimo anno; perché il Signore possa ascoltare il loro grido sofferente e perché tutti abbiano la certezza di essere amati da Dio.

Poi preghiamo per la situazione pandemica che sta vivendo il mondo: è una situazione piena di interrogativi, piena di affanni, piena di vite che se ne vanno e di testimonianze che non sempre noi sappiamo vedere, sappiamo cogliere, sappiamo vivere; ecco perché lo scombussolamento che questa pandemia ha creato e sta creando sempre di più possa davvero avere un suo significato e portare il suo frutto dopo questa preghiera universale.

Siamo chiamati oggi a fermarci in adorazione della croce, e la grande invocazione che noi facciamo di fronte alla croce suggerita dal salmo 67:

 

adoriamo la tua croce Signore,

lodiamo e glorifichiamo la tua santa risurrezione

dal legno della croce è venuta la gioia di tutto il mondo

 

Poi terminiamo nel silenzio:

Scenda o Padre la tua benedizione su tutti noi, che vogliamo commemorare la morte del tuo Figlio e la speranza di risorgere con lui; venga il perdono, la consolazione, si accresca la fede, si rafforzi la certezza della redenzione eterna.

 

Domani ci prepareremo a vivere la grande veglia di Pasqua.

 

Buona Giornata

 

GIOVEDI’ SANTO – 1 aprile 2021

premere per audio Triduo Pasquale – giovedì santo – 1 aprile 2021

Carissimi, inizia oggi il Triduo Pasquale della passione, morte, e risurrezione del Signore, perché lì si compie l’opera della redenzione umana e della perfetta glorificazione di Dio.

Questo Triduo inizia oggi con la messa vespertina della cena del Signore; è una messa in cui c’è un tono di festa, perché si mette in risalto come Cristo ci ha dato la sua Pasqua nel rito della cena, dove viene sottolineato come il servizio e la carità fraterna diano inizio al mistero della passione.

Preghiamo.

O Dio, che ci hai riuniti per celebrare la santa cena nella quale il tuo unico Figlio, prima di consegnarsi alla morte, affidò alla Chiesa il nuovo ed eterno sacrificio, convito nuziale del suo amore, fa’ che dalla partecipazione a così grande mistero attingiamo pienezza di carità e di vita,

per Cristo nostro Signore.

Poi viene letto dal libro dell’Esodo, al capitolo 12, come il Signore dice a Mosè che la liberazione dall’Egitto sarà l’inizio dei mesi, il primo mese dell’anno, e lì racconta come l’agnello che viene immolato sia il segno di questa Pasqua del Signore, perché dice: “quella notte io passerò per la terra d’Egitto, colpirò ogni primogenito della terra d’Egitto, così farò giustizia; il sangue sulle case dove vi troverete servirà da segno in vostro favore; io vedrò il sangue e passerò oltre;  non vi sarà tra voi flagello di sterminio quando io colpirò la terra d’Egitto”.

E dopo questo ricordo di liberazione, che avviene attraverso questo rito dell’agnello immolato, siamo invitati con il Salmo 116 a fermarci in contemplazione e in preghiera.

E’ un canto di ringraziamento per entrare nella bellezza della pace e dell’amore.

Alleluia

amo il signore perché ha ascoltato la voce della mia supplica

egli ha piegato l’orecchio verso di me

lo invocherò finché avrò vita

mi circondano lacci di morte

il terrore di morire mi ha raggiunto

per me c’è solo dolore e disperazione

allora ho invocato il nome del Signore

ti prego Signore salvami

quanto è pietoso e giusto è il Signore

quanto è misericordioso il nostro Dio

il Signore protegge i semplici di cuore

ormai non avevo scampo

ma lui mi ha salvato

torna anima mia alla pace

perché il Signore è stato buono con me

mi ha liberato dalla morte

ha asciugato le mie lacrime

ha evitato che i miei piedi inciampassero

ora posso camminare alla presenza del Signore nella terra dei viventi

avevo fiducia che quando esclamavo “sono

troppo infelice”, quando dicevo nel mio

trepidare “sono tutti bugiardi”;

che offrirò al Signore in cambio di ciò che

ha fatto per me?

prenderò il calice della salvezza

e invocherò il suo nome,

manterrò le promesse fatte al Signore

alla presenza di tutto il suo popolo;

preziosa è agli occhi del Signore la

morte dei suoi fedeli, è un dono Signore

che io sia tuo servo; io sono tuo servo,

figlio della tua ancella; tu hai sciolto

le mie catene a te offrirò sacrifici di

ringraziamento, invocando il tuo nome

manterrò le promesse fatte al Signore

alla presenza del suo popolo, alla

presenza del Signore, lì nella sua casa.

alleluia

Qual è la preghiera che questo salmo ci invita a fare? parte dal dire quanto sia importante, se vogliamo partecipare al mistero della Pasqua, amare il Signore e amare il Signore nella situazione in cui ci troviamo, invocandolo e chiedendogli di salvarci, perché l’amore, e anche grido di aiuto, ed è nel momento in cui noi nell’amore chiediamo al Signore di salvarci che allora vediamo le opere di Dio, allora vediamo che il Signore Gesù, nella sua morte sulla croce, della sua passione, è pieno di pietà, di misericordia, prende su di sé le nostre fragilità.

Ecco perché gridando al Signore noi troviamo la pace, la liberazione, la pienezza di vita.

Ed allora che cosa offriamo al Signore come segno di questa pienezza di vita, di questa pace che riceviamo da lui dal suo intervento nella nostra vita, grazie alla passione di Gesù; che offrirò al Signore? prenderò il calice, invocherò il suo nome, manterrò le promesse fatte al Signore

alla presenza di tutto il suo popolo, per dare lode al Signore offriamo al Padre la passione di Gesù, la sua sofferenza e cerchiamo di essere fedeli alle promesse che Gesù ci ha fatto, di essere con noi sempre, per cui mentre offriamo al Padre la sofferenza e la morte di Gesù, e questo lo facciamo ogni volta noi celebriamo la cena del Signore, l’Eucaristia,  ecco che abbiamo la gioia di essere uniti a Cristo, abbiamo la gioia di offrire sacrifici di ringraziamento e abbiamo la gioia di stare come figli alla presenza del Signore.

Preghiamo:

Signore,  tu sai tutto della mia vita e delle vicende dell’umanità, tu sai l’opera di salvezza che Cristo ha compiuto per me e per noi, chinati ancora una volta sull’umanità affinché tutti possiamo metterci al tuo servizio per il bene degli altri e così possiamo avere la gioia di essere davvero fratelli nella carità e nell’amore,

per Cristo nostro Signore.

Poi siamo invitati a leggere dalla prima lettera ai Corinzi il capitolo 11 23-26, dove l’apostolo Paolo ci dice  “io ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso”, e qui l’apostolo Paolo ci ricorda i gesti di Gesù: “prese il pane, lo spezzò, e dopo aver reso grazie disse: questo è il mio in corpo, io lo dò per voi,  e poi prese il calice dicendo: questo calice è la nuova alleanza del mio sangue, fate questo in memoria di me”.

Il versetto che precede il vangelo dice: “vi dò un comandamento nuovo: come io ho amato voi così amatevi anche voi gli uni gli altri”; questo comandamento nuovo poi lo troviamo in Giovanni 13 1-15, che è il vangelo di questa sera dove vediamo questo comandamento nuovo di Gesù e come anche noi dobbiamo imparare ad amare come Gesù.

“Gesù, sapendo che il padre gli aveva dato tutto nelle mani, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano se lo cinse attorno alla vita, poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli, ed asciugarli  con l’asciugamano di cui si era cinto”.

Ecco il comandamento nuovo: Gesù si mette a servizio dei suoi discepoli, e di fronte alle rimostranze di Pietro, “tu non mi laverai i piedi in eterno”, Gesù risponde: “se non ti laverò non avrai parte con me”.

Poi riprese le vesti, sedette di nuovo e disse loro: “capite quello che ho fatto per voi? voi mi chiamate il Maestro, il Signore e dite bene, perché lo sono; se dunque io, il Signore, il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri; vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi”.

Qual’è questo comandamento nuovo di cui Gesù non solo parla, ma che con questo rito della lavanda dei piedi ci dà la dimostrazione? il comandamento nuovo è far diventare l’altro più importante di me: io mi chino, prendo i tuoi piedi ed i piedi sono sempre, quando si cammina nella vita, la prima parte del corpo che si gonfia, che si stanca, quindi io prendo le tue stanchezze e le tue fragilità e cerco di alleviarle.

Il comandamento nuovo è questo: far diventare l’altro più importante ed è questo cercare di alleviare i suoi gonfiori, le sue pesantezze, le difficoltà della sua vita.

Ecco perché il canto di questa sera è: dov’è carità e amore lì c’è Dio.

Preghiamo: Padre Onnipotente, che nella vita terrena ci nutri alla cena del tuo Figlio, accoglici come tuoi commensali al banchetto glorioso dal cielo.

Per Cristo nostro Signore.

Appuntamento a domani per celebrare la passione del Signore.

Buon inizio del Triduo Pasquale.

 

 

 

 

 

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