Incontro all’Oasi 6 aprile 2026
Differenza tra Pasqua e Mistero Pasquale
Pasqua
È la lotta di Jahvè per la liberazione del suo popolo dalla schiavitù dell’Egitto per condurlo all’incontro del Sinai e all’alleanza.
È imprimere nella memoria e offrire la motivazione della celebrazione; un memoriale ripetuto ogni anno.
È un avvenimento del passato che viene ricordato per cui questo giorno deve essere un memoriale e deve essere celebrato come una festa per il Signore, deve essere celebrato come istituito per sempre di generazione in generazione con queste parole:
Benedetto sei tu Signore che ci hai eletti fra tutti i popoli, tu ci hai dato nel tuo amore momenti di gioia, feste e tempi destinati alla letizia.
Così anche questa festa degli azzimi, festa della nostra liberazione perché sia sacra adunanza festiva, memoriale dell’uscita dall’Egitto per tenere desta la gratitudine per i grandi benefici di Jahve.
Tre sono i segni:
- la pasqua perché Dio ci ha protetti
- gli azzimi perché furono liberati
- le erbe amare perché gli egiziani amareggiarono la vita dei nostri padri.
Più avanti vengono ricordati:
- la creazione del mondo
- il patto con Abramo
- la nascita di Isacco
- il sacrificio di Isacco
- l’esodo dall’Egitto
- l’avvenimento finale messianico
Così la celebrazione pasquale fa rivivere ogni anno le grandi azioni da Dio compiute nel passato e fa pregustare l’evento salvifico definitivo.
È una giornata di lodi, di rendimento di grazie e di intercessione.
Salmo 113
1. Alleluia!
Lodatelo, o Servi del Signore!
Lodate il nome del Signore!
2. Sia benedetto il nome del Signore
da ora e per sempre.
3. Da dove nasce il sole fino al luogo del suo tramonto,
si lodi il nome del Signore.
4. Sia esaltato al di sopra di tutti il Signore,
la sua gloria risplenda al di sopra dei cieli.
5. Chi è simile al Signore, nostro Dio?
Egli è sublime sul suo trono,
6. ma si china per guardare nei cieli e sulla terra.
7. È lui che solleva dalla polvere il misero,
che rialza il povero dal fango
8. per farlo sedere con i prìncipi,
con i prìncipi del suo stesso popolo!
9. È lui che dà dignità alla sterile nella sua stessa casa,
è lui che la rende madre nella gioia.
Salmo 114
1. Alleluia!
Quando gli Israeliti uscirono dall’Egitto
e le tribù del Signore lasciarono quel paese straniero,
2. il popolo di Dio divenne il santuario del Signore,
divenne il suo regno.
3. Il mare vide tutto questo e fuggì via,
le acque del Giordano tornarono indietro,
4. i monti saltellarono come montoni,
i colli come agnelli.
5. Che hai mare, per fuggire via?
E tu, Giordano, per tornare indietro?
6. E voi, monti, da saltare come montoni?
E voi, colli, da saltare come agnelli?
7. Trema, o terra, davanti al Signore,
alla presenza del Dio che libera!
8. Egli trasformò la roccia in sorgenti d’acqua,
da un macigno fece scaturire una fonte
Dopo la lettura dei salmi questa era la preghiera:
in ogni generazione ciascuno ha il dovere di considerarsi come se egli stesso fosse uscito dall’Egitto perché il Santo, benedetto egli sia, non liberò soltanto i nostri padri ma noi pure liberò insieme con loro.
Pertanto è nostro dovere rendere grazie, omaggio, lodare, celebrare, glorificare, esaltare, magnificare, encomiare colui che fece a noi e ai nostri padri tutti questi prodigi, che ci trasse dalla schiavitù alla libertà, dalla soggezione alla redenzione, dal dolore alla gioia, dal lutto alla festa, dalle tenebre alla splendida luce. Diciamo dunque davanti a lui:
Alleluia
Mistero Pasquale
Dio, il quale «vuole che tutti gli uomini si salvino e arrivino alla conoscenza della verità» (1 Tm 2,4), «dopo avere a più riprese e in più modi parlato un tempo ai padri per mezzo dei profeti» (Eb 1,1), quando venne la pienezza dei tempi, mandò il suo Figlio, Verbo fatto carne, unto dallo Spirito Santo, ad annunziare la buona novella ai poveri, a risanare i cuori affranti, «medico di carne e di spirito», mediatore tra Dio e gli uomini [10]. Infatti la sua umanità, nell’unità della persona del Verbo, fu strumento della nostra salvezza. Per questo motivo in Cristo «avvenne la nostra perfetta riconciliazione con Dio ormai placato e ci fu data la pienezza del culto divino». Quest’opera della redenzione umana e della perfetta glorificazione di Dio, che ha il suo preludio nelle mirabili gesta divine operate nel popolo dell’Antico Testamento, è stata compiuta da Cristo Signore principalmente per mezzo del mistero pasquale della sua beata passione, risurrezione da morte e gloriosa ascensione, mistero col quale «morendo ha distrutto la nostra morte e risorgendo ha restaurato la vita». Infatti dal costato di Cristo dormiente sulla croce è scaturito il mirabile sacramento di tutta la Chiesa. (SC 5)